Garibaldi, pur essendo uno dei generali più famosi delle guerre per l’Unità, giunge in Valtellina, una terra sconosciuta fino ad allora. Garibaldi arriva in Valle il 27 giugno 1859 con il piroscafo chiamato il Lariano. Lo stesso giorno entra a Morbegno dove passa la notte. Il giorno seguente si dirige a Sondrio e soggiorna a palazzo Guicciardi dove dal balcone saluta una folla acclamante.Il 29 giugno dopo aver percorso circa 11 km, stanco per il viaggio, si ferma all’osteria San Carlo di Chiuro. Successivamente sale a Teglio a dorso di un mulo. Lo stesso giorno pone a Tirano il suo quartier generale a palazzo Salis, il più importante e più ampio della cittadina. Il pomeriggio seguente il colonnello Medici, a capo di 1800 Cacciatori delle Alpi, conquista il paese di Bormio, prima sotto potere austriaco.
L'8 luglio 1859, i Cacciatori delle Alpi raggiungono lo Stelvio abbandonato dagli Austriaci.
Garibaldi disloca le sue truppe in tutta la vallata per proteggerla da eventuali attacchi nemici.
In seguito all’armistizio di Villafranca, nel 1860 il patriota parte per la conquista del sud Italia dove sarà la figura più importante militarmente. Il 17 marzo dell’anno successivo mette nelle mani di re Vittorio Emanuele II il futuro dell’Italia unita.
Stefano Quadrio & Andrea Marconi 3^C
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