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martedì 8 marzo 2011

"STASERA CINEFORUM": RECENSIONE DEL FILM "IN UN MONDO MIGLIORE"

[GUARDA IL TRAILER] Mercoledì 9 marzo 2011 alle ore 21.15, presso il Cinema Mignon di Tirano verrà proiettato il film "In un mondo migliore" di Susanne Bier. (Di Camilla Pitino)

Il titolo del nuovo film di Susanne Bier è “Haevnen”, che significa “vendetta”.Christian, dopo aver perso la madre, si trasferisce in Danimarca con il padre. Per l’ennesima volta deve ricominciare tutto da capo: scuola, compagni, amici. Qui incontra Elias, ragazzino sensibile e sorridente, cheogni giorno deve subire i soprusi dei ragazzi più grandi. I due dodicenni diventano amici, ma questa amicizia si rivelerà molto pericolosa. Questi ragazzini si trovano in un mondo, il nostro, regolato dalla violenza, dalle legge del più forte e, oltre alla violenza fisica, devono saper affrontare il lutto e la separazione dei genitori.

In questo mondo lasciato a se stesso, le uniche figure che si prendono cura dei propri figli sono i genitori. In particolare Anton, padre di Elias, medico in Africa, che durante i suoi rientri in Danimarca passa più tempo possibile con i figli, mettendo equilibrio e sicurezza nelle loro vite. Anton è un uomo di ideali, di principi, che non rinuncia a trasmettere alla nuova generazione. Insegna che la violenza è stupida e sterile e, se non la si ferma, è come una botte che rotola per un pendio e, man mano, acquista sempre più velocità, fino a diventare incontrollabile.

Il film offre bellissimi squarci di Danimarca, e mischia l’azzurro di questa terra del freddo con i toni chiari e caldi dell’Africa Nera. Due posti lontani sul mappamondo, ma egualmente sconvolti dalla violenza e atrocità del male. Anton è l’elemento che lega le due storie in modo coerente: affronta drammi diversi con la stessa calma e decisione, rimanendo saldo sui suoi principi.
Il risultato che la Bier porta sul grande schermo è una pellicola carica di emotività, di dramma, che rischia di esplodere da un momento all’altro. È un film che fa riflettere sull’importanza di educare, compito che non spetta solo ai genitori, ma anche alla scuola e ad ogni comune passante. A 12 anni non si è uomini, ma nemmeno bambini e, in certi casi, si ha dentro una rabbia talmente grande da scoppiare, come una bomba. Non si può lasciare la vita al caso, soprattutto quando si tratta della vita di due ragazzini di 12 anni. Bisogna avere la pazienza di sorvegliare, saper ascoltare, cercare di proteggere: bisogna esserci.

Il film di Susanne Bier non è solo un film di denuncia, ma anche di speranza. La regista conclude con un finale che mette fine alla spirale di violenza e fa sognare “un mondo migliore”. Più che un sogno, forse, vuol essere un augurio e un auspicio. Essere genitori è difficile, essere bravi genitori è quasi un’utopia, ma è un’utopia che bisogna cercare di realizzare, perché, spesso, si è gli unici a prendersi cura dei propri figli e cercare di farne degli uomini.

Camilla Pitino

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