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mercoledì 20 aprile 2011

VIAGGIO SOLIDALE IN BRASILE: "VISITA A SAN PAOLO"

[QUINTO GIORNO] Dopo aver cenato a Peruibe con Pamonha (impasto a base di mais verde cotto e servito a mo’ di involtini con le foglie cotte nell’acqua), deliziosa prelibatezza, e la solita fesciolada (fagioli stufati con soffritto di carne) e la cocinca (crocchetta di pollo), la mattina partiamo per San Paolo... [Di Maria Luisa Valente]

Il tragitto ha la durata di circa due ore: ci fanno compagnia gli Anacà alberelli dai fiori viola e bianchi che sfilano dal finestrino dell’autobus. Prendiamo alloggio all’Hotel Ibis sulla via Paulista. I centri della gioventù sono inseriti in quartieri popolari dalle strade sconnesse, case di mattoni a vista, piccoli negozietti di frutta. Poco lontano la collina delle favelas dove un autobus si inerpica per garantire il trasporto pubblico a tutti e il servizio scolastico.

Abbraccio Camille, la bambina che ho in adozione e le consegno del materiale scolastico, dei giochi di società per poterne fare uso con gli amici e le prometto che spedirò la foto che mi scattano con lei. Al centro di Juventude Vila Nova Curuca, i ragazzi delle favelas frequentano corsi di informatica, di disegno, di danza, di lavori domestici che vengono venduti al mercatino. Assisto a una lezione di educazione civica : gli adolescenti di ogni razza, religione e cultura, imparano a conoscere le regole del mondo del lavoro, i modi per affrontare la burocrazia statale, per uscire da situazioni di povertà e disagio. I loro desideri per un futuro dignitoso vengono espressi con un po’ di titubanza e timidezza. Mangiamo con loro. Il dolce è un buonissimo “doce de leite”, un budino dolce e il “quindim” , una crema di uova e cocco.

Bevuto il “cafezinhos” affrontiamo la visita della città enorme con i suoi 18 milioni di abitanti, uno sterminato alternarsi e compenetrarsi di quartieri moderni e signorili con grandi grattacieli, di altri più modesti e di grandi favelas.
Arriviamo a Praca Repubblica e saliamo, all’angolo tra avenude Sao Luis e avenuda Ipiranga, all’ultimo piano di “Terraco Italia” dove si ha una veduta panoramica della cittàda diverse angolazioni. Il proprietario è un mio compaesano , figlio di emigranti che in Brasile hanno fatto fortuna e ora si ritrova a capo di immense attività finanziarie tra cui la ristorazione. Consegno la lettera di saluto a un dipendente; paghiamo 15 real ciascuno per l’accesso al belvedere.

La città ai nostri sguardi è un immenso svettare di palazzi e grattacieli e a circondarla in fondo colline di favelas. Si intravede l’edificio Martinelli, il più grande simbolo degli italiani. Ci spostiamo in metropolitana (sicura, veloce, pulita, ben controllata dove se sei un anziano o “malconcio” si alzano improvvisamente dai posti riservati per lasciarti sedere.) verso il “Corre central”; passeggiamo tra i negozi con sosta alla pasticceria Colombo con una varietà incredibile di Docinhos e dall’interno raffinato ed elegante. Ci avviamo a piedi verso il Teatro Municipal ; l’edificio ricorda nell’architettura l’Operà di Parigi . Abbiamo scoperto che c’è una leggenda che circonda questo teatro; lo spirito di un cantante lirico italiano canta ancora con un potentissimo assolo, da una finestra posta in alto mentre la sua innamorata stringe un giglio e piange. Una coda infinita di persone in attesa ci incuriosisce.

La campagna elettorale è in corso… e l’entrata agli spettacoli gratuita. Stupisce il numero enorme di si accalca per poter vedere “Escola de Molieres, “musicomedia com Fernando Caruso “ - “ Guy de Monpassant”. Sfreccia di lato sulla strada una ragazza “sandwich” che ha stampigliato come nome di un probabile candidato quello di “Pedro Dinamite”!!!Raggiungiamo Praca Da sé con la Cattedral dalla facciata gotico-bizantina. La piazza è un perenne incontro di ambulanti, “tipetti” che impersonano discorsi richiamando capannelli di ascoltatori e “barboni” che non disdegnano tra la folla che va e che viene , di sdraiarsi e schiacciare un pisolino.

A piedi raggiungiamo il Patio do Collegio dove nel 1554 i gesuiti fondarono la missione di San Paolo. Scopriamo la Igreia da Ordem Terceira do Carmo del 1600 nascosta dagli edifici commerciali . Ci colpisce , di fronte, un pannello luminoso con l’aggiornamento numerico delle tasse che pagano gli abitanti: l’impostometro.

Dalla Rua Dr .Bitencourt Rodriguez ci incamminiamo verso Rua 25 De Marco (25 marzo).Una via particolare ricca di negozi di immigrati che rende l’atmosfera particolare con i profumi, i colori e gli abiti degli avventori. Un palazzo ha ad ogni piano una fitta serie di rivendite di oggetti d’artigianato Boliviano, Peruviano, Birmano, Iranianoe…Lungo la via nelle parti alte degli edifici sotto teche di vetro sono allineati i famosi costumi del carnevale tra ori, lustrini, piume. Il passeggio è decisamente movimentato e folcloristico. Alla cena ci abbuffiamo al Jurascheria “Angelica” in Avenue Angelica 34. Oltre ad un ottimo buffet, al tavolo ogni tipo di carne alla brace ci viene servita. Tutto a un prezzo di 35 real (circa 20 euro ). I dolci sono ottimi soprattutto i “budini di cocco...

A cura di Ezio Maifr
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