Gentile Presidente,
mi fa piacere che condivida la scelta operata dal Consiglio comunale al cui esame ho sottoposto la questione dopo una istruttoria adeguata al numero e alla complessità delle problematiche connesse con la proposta di massima pervenuta nel novembre scorso. Non mi stupisce certo che un buon numero di persone abbiano partecipato l’8 aprile scorso all’illustrazione pubblica della proposta. L’interesse per l’argomento, la pressione mediatica, il dibattito che ne è derivato, pro e contro l’ipotesi, rendono la cosa del tutto plausibile. Ed è anche facilmente comprensibile che, posti gli interessi in gioco, sia sorto il comitato d’appoggio da lei presieduto e, per contro, si siano manifestate posizione decisamente contrarie.
I singoli cittadini non hanno le responsabilità degli amministratori che, diversamente da essi, per svolgere correttamente il loro ruolo devono mettere in secondo piano le personali convinzioni, promuovere e coordinare tutti gli approfondimenti per giungere alla decisione finale nell’armonia degli interessi perché ne derivi quello generale, la cui ricerca è il loro primario dovere. Non aver tenuto conto di questa differenza di ruoli è probabilmente la ragione che la porta alla affermare che la proposta preliminare depositata in Comune in novembre, avrebbe dovuto giungere prima all’esame del Consiglio. Cioè che avrei perso e fatto perdere tempo.
Non è assolutamente così, mi creda, anzi è vero il contrario. Posto che non si tratta dell’acquisto di un terreno, dell’appalto di una strada o della costruzione di una scuola, ma di un’iniziativa senza precedenti, c’è voluto un adeguato esame da parte degli Uffici comunali, della Giunta, dei Gruppi consiliari, oltre che la consultazione di esperti di fiducia interessati al futuro di Tirano, uno per tutti il prestigioso economista concittadino prof. Alberto Quadrio Curzio che mi ha fornito preziose indicazioni e suggerimenti per l’approfondimento del complesso argomento.
Proprio per evitare perdite di tempo ho subito preso contatto con la Comunità Montana, la Provincia e la Regione, per coinvolgerle nella verifica preliminare delle procedure di loro competenza e per sondare il loro interesse ad appoggiare l’iniziativa, senza il quale è illusorio pensare di procedere.
Il 24 febbraio (un mese e mezzo prima della seduta consiliare) i proponenti hanno poi presentato una variante del piano con significativi cambiamenti, circostanza che ha richiesto un aggiornamento informativo e delle verifiche già effettuate.
Uno dei passaggi fondamentali è effettivamente l’inserimento della proposta del collegamento Tirano-Trivigno-Aprica nel Piano d’Area che deve essere approvato dalla Provincia e dalla Regione. Il piano stesso è ora in avanzato corso di stesura e l’istruttoria necessaria per l’inserimento richiede procedure complesse e tempi che non consentirebbero la sua approvazione entro le imminenti scadenze che la Provincia intende rispettare. Aggiunga che la proposta, nei termini generali in cui è formulata, non è stata ritenuta sufficiente in quella sede per una valutazione che ne consenta in tempi brevi l’inserimento nel Piano.
A questo proposito la Provincia, subito interessata anche da noi, ha subito attivato i suoi Uffici per la verifica di compatibilità della proposta con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e con il Piano Territoriale Regionale (PTR), i due strumenti di pianificazione con i quali devono armonizzarsi le valutazioni dei contenuti nel Piano d’Area.
Vede quindi che non ho perso tempo io, non lo ha perso il Comune, non ne hanno fatto perdere né la Provincia, né la Regione. Sono tempi tecnici inevitabili ed è quindi infondato attribuirmi responsabilità di ritardi.
Quanto alle lettere di intento dei Comuni di Aprica, Corteno Golgi e Villa di Tirano a cui fa riferimento non sono atti amministrativi e valgono sicuramente meno della delibera adottata dal nostro Consiglio comunale che, con l’autorevolezza dell’organo deliberante, manifesta interesse per l’approfondimento della proposta e dà mandato al sindaco per l’interessamento degli enti sovraordinati.
Non occorre che sottolinei che le adesioni dei tre Comuni sono piuttosto scontate e facili da ottenere, posta la loro previsione di benefici senza gli impegni che gravano, in termini del tutto sproporzionati, sul nostro Comune.
Come può rendersi conto non potevo fare di più per promuovere il rapido inizio dell’istruttoria e certamente non può porre a mio carico i tempi necessari per svolgerla.
Converrà con me che non è però probabile che imprenditori d’esperienza che propongono un investimento di queste dimensioni economiche non abbiano calcolato i tempi necessari per l’approvazione di una pratica complessa la cui attuazione, quanto meno “sulla carta” come lei scrive, potrebbe cambiare “la struttura economica della nostra cittadina”. Se la proposta cadesse per questo significherebbe che non era seria.
Io, come la maggior parte dei Consiglieri, sono apertissimo all’ipotesi di una valorizzazione della montagna tiranese che è fra le non molte risorse turistiche del nostro comune non ancora utilizzate adeguatamente, ma deve trattarsi di un intervento che si distingua dai numerosi sfaceli ambientali che si sono susseguiti nelle Alpi italiane (e non) in questi anni. Nella proposta all’esame ci sono dichiarazioni di principio che fanno ben sperare nella tollerabilità ambientale degli impianti e delle strutture dettata anche dall’esigenza riconosciuta di offrire ai turisti una montagna indenne. Personalmente sono sicuro che se il progetto avrà le caratteristiche di un intervento straordinariamente innovativo di altissima qualità ambientale non faticherà a raggiungere i necessari consensi.
Per realizzarlo si deve però trovare larga condivisione in ambito amministrativo e politico, regionale, nazionale e persino comunitario. Converrà con me che anche le firme di tutti i Tiranesi non varrebbero a far superare in quelle sedi scogli insuperabili. E’ il peso politico che serve, insieme alla bontà dei progetti. Una divisione dei cittadini, fra pro e contro, per quanto utile alla partecipazione democratica e alla raccolta di consensi, non lo sarà per la realizzazione della proposta. Se poi queste iniziative diventassero strumenti di pressione verrebbe meno il clima di serenità necessario alla maturazione delle decisioni, specie se importanti. La partita la si gioca su altri tavoli e preliminare è la verifica delle compatibilità con gli strumenti pianificatori degli enti sovraordinati.
Come mi pare di averle dimostrato la sua affermazione che l’Amministrazione ha tenuto la proposta nel cassetto è totalmente infondata. Vero è l’esatto contrario e sarebbe stato onesto riconoscerlo, perché i tempi impiegati, sono quelli minimi per trattare seriamente pratiche di questa complessità e di questo impegno.
Da ultimo la invito a tenere conto del ruolo che compete e del rispetto dovuto al Consiglio comunale composto da uomini la cui funzione è di mettere in comune le proprie capacità, esperienze, valutazioni e di offrire i risultati per il bene comune, senza inopportune pressioni e tali possono essere, o almeno apparire, anche accuse infondate quali quelle che lei ha esplicitato nella sua lettera.
Preferisco attribuirle alla passione giovanile e all’entusiasmo col quale guarda alla proposta, alla quale del resto anch’io guardo con fiduciosa speranza nella sua realizzabilità e nella cui verifica sono impegnato per mandato consiliare che mi impegna anche a riferirne in Consiglio.
Raccolgo peraltro la sua ansia e quella dei suoi sodali del Comitato e ne terrò presente, nell’autonomia delle valutazioni e delle decisioni che competono a me, alla Giunta e al Consiglio comunale per compito istituzionale di rappresentanza della volontà popolare e della intera cittadinanza tiranese.
Cordiali saluti.
IL SINDACO
F.to Pietro Del Simone
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