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giovedì 19 maggio 2011

IL FUTURO DELLA MELICOLTURA IN PROVINCIA DI SONDRIO

19 maggio 2011 - Distretto Agroalimentare, Provincia, Camera di Commercio e Consorzio insieme per progettare il futuro della melicoltura in provincia di Sondrio.

La valorizzazione commerciale delle mele di Valtellina, che da poco più di un anno si fregiano dell’Igp, l’Indicazione Geografica Protetta, è al centro di un progetto che vede alleati il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, la Provincia, la Camera di Commercio e il Consorzio Tutela Mele. L’obiettivo, comune a operatori e istituzioni, riconosciuta l’importanza di un settore che fattura ogni anno circa 20 milioni di euro e che impiega oltre 1000 addetti, è quello di definire nuove strategie di sviluppo per affrontare un mercato divenuto sempre più concorrenziale. Da un lato i risultati dell’indagine condotta nel corso del 2010 da Agri 2000, società leader nel settore, per conto del Distretto Agroalimentare, dall’altro le difficoltà più volte evidenziate dagli stessi produttori.

Circa l’80% delle mele prodotte in Valtellina viene venduto in Lombardia, con il marchio Melavì, attraverso i canali della grande distribuzione e all’ingrosso, soltanto il 4% della produzione provinciale, pari a circa 300 mila quintali all’anno, il 2% delle mele italiane (per oltre il 70% provenienti dal Trentino Alto Adige), viene esportato.

“Ne parlavamo da tempo – spiega il presidente del Consorzio Tutela Mele Gian Luigi Quagelli –, perché abbiamo la necessità di capire a che punto siamo e come possiamo agire sia sul fronte della produzione e dell’organizzazione che della commercializzazione. In particolare per sapere come possiamo sfruttare gli spazi di mercato che abbiamo a disposizione con l’Igp, senza tralasciare nulla, nemmeno il mercato interno: le indicazioni che ci fornirà una società specializzata ci saranno utili per programmare il futuro. È un passaggio molto importante per il nostro comparto che, lo ricordiamo non ha solo un valore economico, ma anche ambientale e territoriale”.

Si partirà dall’analisi approfondita dei dati relativi al comparto, strutture produttive, composizione varietale, posizionamento di prezzo e di immagine delle mele di Valtellina vendute con i diversi marchi, per verificare le opportunità di diversificazione varietale e produttiva, le nuove varietà di provenienza estera che hanno conquistato i consumatori e il biologico, di diversificazione dei canali e dei mercati di vendita, delle opportunità di collaborazione con altre strutture organizzate del comparto ortofrutticolo nazionale. Si passerà quindi alla verifica dei criteri di competitività delle nostre imprese prima di arrivare alla definizione di un progetto. L’operazione, coordinata dal Distretto Agroalimentare,prevede un investimento di 40 mila euro così ripartiti:

  • 15 mila euro a carico del Distretto,
  • 10 mila ciascuno da Provincia e Camera di Commercio,
  • 5 mila dal Consorzio Tutela Mele.

Una volta completato, sarà il Tavolo Frutticolo istituito presso l’Ente camerale a valutare e ad approvare il progetto. Tutti gli impegni sono stati formalizzati in un protocollo d’intesa sottoscritto dalle parti.

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