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lunedì 9 maggio 2011

SESSANTA DEFIBRILLATORI SALVAVITA SULLE AMBULANZE DELLA LOMBARDIA

9 maggio 2011 - Sessanta defibrillatori saranno istallati sulle ambulanze della Lombardia grazie al progetto “100 Defibrillatori per la Lombardia”. promosso dall’associazione Comocuore in collaborazione con Intesa san Paolo.

Grazie ai fondi raccolti con la vendita delle noci presso la quasi totalità degli sportelli bancari di Intesa San Paolo della regione Lombardia, nel giro di pochi mesi il budget di 100 mila euro che Comocuore si era prefissa di raggiungere nell’ambito del più ampio progetto “Atuttocuore” è stato raggiunto, quindi l’operazione può considerarsi conclusa e l’11 maggio gli apparecchi saranno consegnati alle Centrali Operative delle province lombarde nel corso di una cerimonia che si terrà a Como presso la sede della Banca.

L’ultimo tassello dell’ ambizioso progetto è stato infatti l’accordo preso con “AREU”, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza. Grazie a questa intesa i defibrillatori andranno a colmare una lacuna esistente: saranno infatti installati su quelle ambulanze che, allo stato, sono ancora sprovviste di queste preziose apparecchiature determinanti per salvare le persone colpite da infarto cardiaco. I defibrillatori saranno consegnati alle Centrali Operative 118 sulla base delle necessità segnalate.
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di Laerdal e Noberasco.

La morte cardiaca improvvisa è una delle cause principali di mortalità. Ogni
anno un abitante su 1000 viene colpito da arresto cardiaco. In Italia è causa
di morte per circa 60000 abitanti/anno. Il 95% dei pazienti colpiti da arresto
cardiaco improvviso non sopravvive. Il defibrillatore rappresenta lo strumento più adatto ed efficace per un pronto intervento, tanto che le nuove disposizioni di legge consentono l’uso di
tali apparecchiature in ambienti non medici. Il defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) rappresenta l’unico strumento in grado di salvare la vita di una persona colpita da arresto cardiaco. Le probabilità di intervenire con successo sono legate all’immediata disponibilità
dell’apparecchio (è fondamentale intervenire entro 6-7 minuti dall’arresto cardiaco) e di una persona che sappia usarlo correttamente. Attraverso l’applicazione di elettrodi adesivi sul paziente, l’apparecchio analizza il ritmo cardiaco e suggerisce se attivare o meno la scarica. Se il ritmo analizzato è defibrillabile, il DAE impartisce lo shock elettrico, con la possibilità di far “ripartire” il cuore fermo a causa della fibrillazione ventricolare. I defibrillatori di ultima generazione sono tecnologicamente all’avanguardia, e in grado di riconoscere la patologia senza possibilità d'errore. Un breve e semplice corso consente a chiunque di utilizzarlo.

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