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venerdì 15 luglio 2011

DIGHE: CONFERMATI I 5 MILIONI DI EURO PER LA NOSTRA PROVINCIA

15 luglio 2011 - Ugo Parolo, consigliere regionale Lega Nord: "Dopo la sentenza n. 205/2011 della Corte Costituzionale che ha annullato in parte la legge nazionale sulle dighe, occorre continuare la nostra giusta battaglia dalla legge regionale vigente e a sua volta in attesa di giudizio da parte della Corte".

La cosa importante è che la sentenza non lede il principio che consente al Territorio di compartecipare alla gestione delle dighe, così come sono stati fatti salvi gli aumenti dei sovra canoni che garantiscono alla nostre provincia risorse aggiuntive per oltre 5 milioni di euro all’anno.
Sapevamo bene di queste criticità e non a caso ci siamo impegnati per fare subito anche una legge regionale. La recente sentenza a ben guardare rafforza la legge regionale.

Infatti, la Corte, nella sentenza, ritiene che non si possano concedere proroghe, che comunque tali scelte spetterebbero alle regioni essendo norme di dettaglio e che per fare le società di gestione la provincia deve scegliere il socio privato tramite gara. Tutte queste indicazioni della Corte sono già recepite nella legge regionale.

Difendo con convinzione le scelte fatte sin qui, perchè sono le scelte del Territorio, dei nostri sindaci, dell’UNCEM, di gran parte dei sindacati e delle categorie. Se si ha a cuore il bene della nostra terra di fronte a una battaglia di questo genere bisogna essere uniti nel difendere ciò che già abbiamo avuto, che è molto, e insieme affrontare i passi successivi.

Abbiamo un principio sancito (la partecipazione del territorio), canoni maggiorati del 30% (5 milioni all’anno che arrivano in provincia, una legge regionale vigente che recepisce i rilievi della Corte.
La legge regionale ha ancora alcuni punti perfettibili che in gran parte si potrebbero risolvere modificando il cosiddetto decreto Bersani (D.Lgs n.79 del 1999) che prevede l’obbligo delle gare.
Si potrebbe prendere atto che dal 1999, in 12 anni il mondo è cambiato, che la volontà politica non è più la mondializzazione dei mercati ma piuttosto è quella di difendere le ricchezze dei territori pur senza violare principi comunitari quali la concorrenza e la trasparenza e soprattutto che qualche mese fa i cittadini italiani hanno sancito tramite referendum che l’acqua è un bene pubblico.
E’ una legge nazionale da modificare, non la Bibbia, e dei bravi parlamentari potrebbero lavorarci portando a casa un risultato ancora più incisivo e significativo per il futuro delle comunità valtellinesi e valchiavennasche, ma non solo

Consigliere Regionale Lega Nord
Ugo Parolo

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