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giovedì 7 luglio 2011

FINANZIARIA: PICCOLI RISPARMIATORI E CONSULENZA INDIPENDENTE SOTTO ATTACCO


8 luglio 2011 - Secondo le bozze di manovra finanziaria presentate dal governo negli ultimi giorni ed ora al vaglio del Quirinale, l’imposta sul deposito titoli dovrebbe passare dagli attuali 34,2€ annuali a 120€ annuali nel 2012... (Di Sergio Pini)

Nel 2013 dovrebbe esserci un altro rincaro con il bollo che passa a 150€ per i titolari di meno di 50,000€ e di 380€ i più abbienti. Analizziamo brevemente la questione.

Cos’è il Deposito Titoli: è un conto che viene aperto presso la propria banca per poter comprare e vendere azioni, obbligazioni (tra cui i BOT) ed ETF. Serve essenzialmente a tutti coloro che vogliono investire i propri risparmi senza dover ricorrere ad ulteriori intermediari (SGR, SIM) oltre alla banca.

Perché l’aumento del bollo svataggia i piccoli risparmiatori: un bollo sul deposito titoli di 150€ si mangia tutti gli interessi che si guadagnano in un anno su 10,000€ investiti in BOT. Oltre ad essere oneroso questo bollo è profondamente ingiusto. Essendo fisso (150 o 380€) colpisce percentualmente di più chi a meno soldi. Per un risparmiatore con 10,000€ rappresenta l’1.5%, per uno con 100,000€ lo 0.38% e per uno con un milione lo 0.038%. Ancora una volta si va a colpire che è già svantaggiato.

Perché svantaggia la consulenza indipendente: una tassazione così pesante sul deposito titoli spingerà i risparmiatori ad investire su strumenti simili che non necessitano del deposito titoli. Così i BOT verranno sostituiti dai conti correnti e dai depositi bancari a breve termine, le obbligazioni più lunghe, le azioni e gli ETF dai fondi comuni. In questo modo volente o nolente il risparmiatore è costretto a rivolgersi ai prodotti (spesso inefficienti) del sistema bancario assicurativo per gestire i propri risparmi. La gestione autonoma e/o guidata da un consulente indipendente diventa proibitiva a causa di questa tassazione. Questa manovra sarebbe un verò regalo per il settore finanziario.

Ma non è finita, in questo modo lo stato svantaggia se stesso! Poiché per acquistare i titoli di stato è necessario avere un deposito titoli, gli investitori chiederanno allo stato degli interessi maggiori! Facciamo un esempio. Se oggi una obbligazione di stato mi rende il 4% e io pago lo 0.1% per il deposito titoli, il mio rendimento netto è del 3.9%. Se domani il deposito mi costa lo 0.6% io “chiederò” allo stato il 4.5% in modo da avere sempre il 3.9% netto. Altrimenti mi rivolgerò ad altri emittenti. Così lo stato incassa i soldi dal deposito ma aumenta il suo debito. Chi ha disegnato questa manovra dovrebbe spiegare che vantaggi si attende.

In sintesi e senza prese di posizione politiche (il risparmio è di tutti e non ha colore o ideologia politica) questa manovra è profondamente ingiusta ed inefficiente comportando svantaggi enormi per i piccoli risparmiatori. La speranza è che venga tolta o modificata con un imposta che colpisca in modo equo (ad esempio un imposta percentuale uguale per tutti) o progressivo (un imposta percentuale che cresce al crescere del patrimonio). Se così non dovesse essere ci aspettiamo una levata di scudi da parte delle associazioni dei risparmiatori e di tutte le forze di opposizione.

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