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mercoledì 13 luglio 2011

MEGLIO I PRINCIPI CHE I MORTI DI FAME

13 luglio 2011 - La luna di miele di Alberto e Charlene, le prodezze con lo yo – yo di un ragazzo californiano, il DNA delle patate, un apicoltore di hon kong, sembrano essere argomenti di maggiore interesse della morte di milioni di persone nel corno d’Africa.

Guardo una qualunque edizione dei nostri telegiornali ed ecco apparire qualche notizia farcita di numeri, dati e tabelle non troppo comprensibili sugli ultimi movimenti dei mercati internazionali, le conseguenti beghe tra maggioranza e opposizione condite dai soliti richiami al dialogo e alla pacatezza dei toni del nostro Presidente Napolitano, un po’ di morti tragiche (mafia, assassini in famiglia, incidenti stradali, guerre,..) che più sono avvolte dal torbido e dal mistero più fanno odience, un po’ di corruzione di questo o quel politico e poi?
E poi per chiudere meglio allietare il grande pubblico con i matrimoni principeschi, la storia del gattino incastrato nel tubo in America, i rimedi contro il caldo.

Per fortuna internet ti offre qualche occasione in più per informarti e così scopri chementre tutti sono occupati a scoprire chi ha ucciso quella povera madre trovata nel bosco, la siccità rischia di condannare alla fame una popolazione di circa 10 milioni di persone in Kenia, Etiopia, Somalia, Sud Sudan, Uganda e Gibuti. Mentre si discute se è giusto o no che qualche centinaia di persone sbarchi a Lampedusa, gli scontri violenti provocati dalla siccità hanno costretto nel 2011 più di 135 mila somali ad abbandonare il paese e, solo nel mese di giugno, 54 mila persone hanno attraversato i confini con il Kenya e l’Etiopia verso nazioni altrettanto povere e tormentate, non in grado di fornire la necessaria assistenza e letteralmente lasciate sole di fronte all’emergenza.

Perché la gente si indigna per lo zio che forse uccide la nipote e non si indigna per i milioni di bambini che muoiono di fame? Perché si spendono miliardi per le guerre e non si dà neanche la notizia che in qualche parte del pianeta c’è chi non ha acqua, non ha cibo, non ha niente?
In Africa i poveri muoiono, si sa è sempre stato così, ma forse se il telegiornale ci mettesse l’immagine della fame davanti agli occhi, anziché spendere un euro per votare miss Italia nel Mondo qualcuno spenderebbe un euro per dare cibo a un profugo fuggito dalla fame e dalla guerra.

Oggi ho saputo che il Corno d’Africa sta attraversando uno dei peggiori periodi di siccità degli ultimi 60 anni. I ridotti tassi di piovosità negli ultimi 3 anni hanno provocato un crollo della produzione agricola e dell’allevamento e contribuito a peggiorare i tassi di malnutrizione all’interno dell’intera regione. Secondo le più recenti stime delle Nazioni Unite un quarto circa de i 7,5 milioni di somali è in fuga, mentre più della metà dei bambini che arriva in Etiopia è malnutrita.

Anche se l’Africa orientale è frequentemente colpita da alti livelli di insicurezza alimentare, la situazione attuale è estremamente problematica. I tassi di malnutrizione registrati sono preoccupanti, con punte del 45% tra i profughi somali giunti in Etiopia. Aggrava ulteriormente la situazione l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari, con una stima di circa il 240 per cento di crescita. Inoltre i movimenti di persone in fuga dai paesi maggiormente colpiti indicano un complessivo peggioramento della situazione umanitaria nella regione.

Oggi ho saputo questa notizia, ma nessun telegiornale ne ha parlato quindi lo scrivo qui, in questo giornale locale così sentirò di aver fatto qualcosa per accendere i riflettori e per invitare tutti a scoprire cosa succede fuori dal proprio giardino.

Claudia Quadri
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