Il suolo stradale non è dei migliori anche se asfaltato, tra dossi e interruzioni. Il panorama è incredibile! Sembra d’essere in Africa. Si vedono i villaggi con le case di paglia e fango (Quilombo), bambini neri che sguazzano in pozze d’acqua, donne dai vestiti colorati e lunghi portano recipienti di frutta sulla testa, asinelli trasportano carretti, bananeti e coltivazioni di caffè. La cittadina è un via vai elettrizzante di biciclette, di camioncini aperti dove si vedono cocomeri e frutta, negozietti con tristi pubblicità di prodotti., tutti sulla strada polverosa e aperti con gente che va e che viene.
E’ caldo, il caldo inverno brasiliano al nord. Quasi ci imbarazza l’ingresso all’hotel porto Preguicas Resort. Bello! La struttura con piccoli edifici sparsi occupa una vasta area di terreno e ha anche il molo con il battello per scendere al fiume. Le camere sono casette a due, tre posti con l’amaca all’ingresso. Tutto è ben curato e rispettoso dell’ambiente (in bagno una targa in acciaio raccomanda l’uso moderato del sapone per non inquinare e anche della carta).
Nel pomeriggio un fuoristrada ci attende per l’escursione al parco dos Lencois. Dopo un tratto di strada sterrata e aver attraversato il fiume con la jeep su una specie di battello-zattera arriviamo al parco. A piedi raggiungiamo le dune bianchissime alte anche 40 metri; un paradiso. Tra una duna e l’altra ci sono laghetti dall’acqua cristallina dove poter fare il bagno. I colori ci abbagliano: il bianco, il blu del cielo, l’azzurro delle pozze. Mi diverto a salire sulle dune, a ridiscendere con il piede che affonda in un’impalpabile cipria bianca. Qualcuno corre e si tuffa , alla fine, nell’acqua; se chiudo gli occhi vedo i campi da sci di Bormio, quasi a casa mia. E’ lo stesso biancore.
Capisco perché chi ha scoperto questa meraviglia, su un piccolo aereo, l’abbia chiamata Lencois , lenzuola!!! Bianche stese al sole !!! Il vento rende immenso il silenzio con la voce che scorre da una duna e l’altra; è un ecosistema di una bellezza quasi irreale. In alto aspettiamo il tramonto e il sole scende rendendo prima tutto rosa poi la sabbia diventa arancione e blu, è il blu della notte.
Improvvisamente si intravedono raggi verdi come laser come ci fosse in cielo un’aurora boreale (ricordo il famoso film francese “ Le rajon Verd “) . Speriamo che nessuna strada asfaltata semplifichi l’entrata al parco … non importa il tragitto avventuroso ma questo immenso parco naturale deve essere preservato il possibile!!!
A cura di Ezio Maifrè
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