21 ottobre 2011 - A poco più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, Dirigenti scolastici, Amministrazioni locali e Sindacati si interrogano su come riorganizzare il sistema scolastico della Provincia in base alle nuove norme stabilite dal Governo.
In base alle disposizioni del decreto-legge 98/2011, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” sono stati modificati gli indirizzi di programmazione e i criteri generali per la definizione dei piani provinciali di dimensionamento scolastico. Nel Decreto del luglio di quest’anno si legge che “per garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti comprensivi, per acquisire l’autonomia, devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.
In concreto per la nostra Provincia significa ridisegnare la geografia delle istituzioni scolastiche; nel nostro territorio sono infatti otto i Circoli Didattici (3 a Sondrio, 2 a Morbegno, 1 a Tirano, 1 a Chiavenna, 1 a Bormio), cinque le Scuole Medie (due a Sondrio, una a Morbegno, una a Tirano e una a Bormio) destinati a essere trasformati in Istituti Comprensivi per effetto del ridimensionamento; stessa sorte per i comprensivi con meno di 500 alunni, per esempio Grosio, Grosotto e Sondalo.
Dirigenti e Amministratori locali si sono riuniti per produrre delle proposte da far pervenire in Provincia e, da lì, in Regione per la costituzione di istituti scolastici che aggreghino le direzioni didattiche ora esistenti, come richiesto dalla legge. L’obiettivo sarà quello di organizzare istituzioni scolastiche radicate su un territorio e un numero di studenti non così ampio da causare problemi di gestione, ma nemmeno troppo ridotto per non rischiare ulteriori ridimensionamenti a seguito dei cali demografici previsti in questi anni.
Non si sono fatte attendere nemmeno le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali che, in un comunicato stampa della FLC, esprimono tutta la loro apprensione per una legge che se si considera l’intera Regione Lombardia riguarda 187 Circoli Didattici e 89 Scuole secondarie di I° grado cioè quasi il 30% delle istituzioni scolastiche. Pesanti anche le conseguenze su posti di lavoro e funzionalità del nuovo panorama scolastico ipotizzato, fanno sapere i sindacati:
- altri docenti “perdenti posto” a seguito degli accorpamenti di cattedra;
- pesante riduzione del personale ATA, in particolare di Collaboratori Scolastici e Assistenti Amministrativi, a seguito delle nuove tabelle di ripartizione degli organici;
- accorpamenti forzati delle classi;
- riorganizzazione dei bacini di utenza con conseguenti ripercussioni in materia di mobilità e mezzi di trasporto;
- significativa riorganizzazione dell’edilizia scolastica.
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