La santella è ubicata sul lato sinistro della strada di Santa Maria ad un bivio per via Canali, in prossimità di una fontana lavatoio e abbeveratoio... (Di Michele Falciani)
Proseguendo si arriva alle mura dove una torre rompitratta aveva una porta omonima, secondo W. Marconi, per permettere l’uscita dalla città murata verso le selve. Sulla destra prima della torre nella cantina di una casa si trova la chiesetta di Santa Maria, data per scomparsa dopo i fatti di sangue legati al sacro macello.
Nei secoli XVI-XIX ogni contrada aveva la propria santella devozionale e in mancanza, un dipinto su una casa.
La costruzione si presenta come semplice edicola votiva a base rettangolare con tetto a capanna rivestito con assi di legno e “piode”. Ha una nicchia arcuata chiusa da un cancello in ferro battuto e saldato con serratura, abbastanza recente (inizio ’900) riporta il monogramma Mariano, ripetuto bene quattro volte. La chiave di solito veniva custodita da una famiglia su indicazione della contrada. Sul lato sinistro era presente una campanella in bronzo che serviva a richiamare i fedeli per le orazioni nel mese mariano o per le sante messe, oggi è stata sistemata internamente per evitare il furto. La cappelletta è dotata di un altarino in muratura arricchito da un crocifisso, tovaglia ricamata, una candela e diverse piante fiorite. L’intonaco rustico e la piccola croce in alto in pietra completano la facciata. Un cornicione a gola di vago stile settecentesco raccorda la facciata al tetto.
Nella nicchia è rappresentata la Madonna seduta su una sedia-trono, ha in braccio Gesù Bambino con un’aureola quadrata come si usava per chi beato, non era ancora santo. Gesù ha lineamenti delicati e bene proporzionati, occhi scuri e incarnato chiaro, i capelli sono castano chiaro e il corpo dal petto alla coscia è coperto da un drappo bianco luminoso. Il volto dolce esprime gioia per il creato. Ha le braccia aperte in segno di accoglienza e benedice. I due personaggi sono rivolti a chi guarda donando un’estasi di grazia e di pace. Maria Vergine e madre ha un viso da fanciulla, aureolato e tiene suo Figlio sulle ginocchia e lo cinge con delicatezza. I dettagli delle mani indicano l’esecuzione di un maestro. Non rese molto bene le pieghe degli abiti. Il suo mantello ha colori cangianti dal bianco sul capo, azzurro,rosa blu sulle braccia diventa viola sulle gambe.
Lo sfondo, unico nel nostro ambiente, è di un colore pastello grigio-azzurro con nuvolette rosa, con rami d’ulivo, le olive sono dipinte in diverse tonalità di verde e rendono il “giardino della pace” con il volo di due colombe bianche e ricorda del Botticelli, la primavera. I colori puri rosso, blu e le terre verdi, sono sfumati e velati, con il bianco di San Giovanni e il giallo. La luce proviene dall’alto e dai personaggi. La composizione è classica a piramide. Di buona fattura e in pittura a calce il dipinto si potrebbe attribuire al Gavazzeni che verso la fine del 1800 ha lavorato per la parrocchia di San Martino. Non esistono documenti certi.
Due angeli con tunica verde e grandi ali colorate ai lati chiudono la scena, anche qui lo sfondo è chiaro con nuvolette giallo-arancio. I volti e le mani incrociate sul petto invitano alla preghiera. Non a caso un tempo ci si fermava, si faceva il segno della croce e si ringraziava Dio con una preghiera. In basso un drappo chiaro riporta al centro il monogramma di Maria. Un pavimento di piattoni e un gradino di sasso delimitano in basso l’ingresso e definiscono la sacralità del luogo.
Negli anni 1995-96 viste le buone condizioni, non furono fatti dal Comune interventi di restauro, come in altre santelle di Tirano e frazioni. Oggi risulta ancora buono lo stato di conservazione, anche se un consolidamento del film pittorico necessiterebbe. Urgente è l’eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana dal colmo del muro a destra che provoca danni ben visibili. E’ illuminata dalla luce elettrica.
Michele Falciani
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