15 dicembre 2011 - Il chisciöl ha un cuore e il suo cuore è la farina di grano saraceno. Il grano saraceno autoctono di Teglio conferisce una identità particolare e unica alla deliziosa frittella.
Lo Statuto della Confraternita del chisciöl si prefigge, tra le altre cose, di tutelare, promuovere, valorizzare, diffondere e incoraggiare le iniziative che possono contribuire a valorizzare i nostro prodotti autoctoni. E’ con viva e vibrante soddisfazione che segnaliamo Daniele Saini di Teglio, un giovane intraprendente, poliedrico, “artista” dei muri a secco e anche agricoltore, che ha voluto fornire il suo grano saraceno quale ingrediente autoctono per i chisciöi della Confraternita.
Daniele racconta, stringendo tra le mani il suo grano saraceno e la delicata farina: “la semente del mio saraceno si chiama “Curuin“ ed è stata molto tempo fa importata dalla Francia. Non è la semente più antica, ma è quella che la mia famiglia usa da più di cinquanta anni. La più antica la chiamiamo “nostrana“ ed è la prima che è stata introdotta in Valle. Poi v’è quella che arrivata dell’Est Europa che ha il fiore di colore diverso. Il suo grano è più grande e che rende di più in farina.
La nostra semente ha più di cinquanta anni e non l’abbiamo mai cambiata e solitamente la tengo ogni anno da parte bella pulita senza ”zibaria” . Durante il raccolto abbiamo la massima cura nel “còi“ ( tagliare con il falcetto il raccolto ) il saraceno togliendo la “zibaria” infestante. Quest’anno ho seminato il 20 luglio e ho raccolto a metà ottobre circa tre quintali di grano in 1600 metri quadri di coltivato.
Il rapporto in farina è circa il 75 % e quindi penso di trarne circa 220 chilogrammi di farina che, in parte, dedicherò per il consumo della Confraternita per la preparazione dei chisciöi”.
Grazie quindi a Daniele Saini, la Confraternita del chisciöl e dei vini del tiranese, per tutti i suoi eventi e dimostrazioni di cucina del chisciöl, userà il grano saraceno di Teglio, macinato nell’antico e prestigioso mulino Osmetti di Grosotto.
State pur certi: il chisciöl della Confraternita avrà dunque un cuore autoctono e il profumo della nostra bella Valtellina unitamente agli altri ingredienti che donano a questo piatto tipico un piacere sicuro per il palato, reso ancora più pieno e intenso se accompagnato tra un boccone e l’altro da tenera insalata e innaffiato con leggere, ma frequenti sorsate di vino rosso, rigorosamente valtellinese.
Ezio Maifrè
www.confraternitadelchisciol.com
La farina di grano saraceno e la farina macinata dal Mulino Osmetti di Grosotto.
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