15 dicembre 2011 - L'appello di coesione dell'Onorevole Crosio in merito ad alcune affermazioni apparse sulla stampa. Il politico leghista ancora al lavoro per portare a casa le tangenziali di Tirano e Morbegno.
“Mi dispiace leggere certe affermazioni, perché vi assicuro che a Roma non aspettano altro che vengano meno la coesione e l’accordo sul territorio per trovare un motivo per non darci ciò che ci spetta: i 50 milioni di euro che ancora mancano per realizzare le tangenziali di Morbegno e di Tirano. Mai come in questo momento i soldi sono pochi, pochissimi addirittura, e le necessità molte, in tutta Italia: non possiamo dividerci proprio adesso”. Così si esprime il parlamentare valtellinese Jonny Crosio che a Roma, a governo cambiato, pur essendo passato dalla maggioranza all’opposizione, prosegue senza sosta il pressing per ottenere i soldi necessari a chiudere la partita tangenziali.
Negli ultimi giorni, un incontro di due ore, l’ennesimo, con un funzionario del Cipe, e il colloquio con il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta, vicinissimo al ministro Corrado Passera, per illustragli la situazione. “In tutti i colloqui che ho avuto ho sempre fatto leva su due pilastri: l’impegno economico del territorio e la volontà comune di raggiungere il risultato – sottolinea Crosio –. Se viene a mancare uno di questi due aspetti fondamentali perdiamo quel valore aggiunto che ci pone in vantaggio rispetto ad altre realtà: vorrebbe dire vanificare il lavoro intenso di questi anni e deludere le aspettative dei nostri convalligiani. Non possiamo permetterlo. Il mio impegno continua come prima e le azioni sono coordinate in accordo con il presidente della Provincia Massimo Sertori che sento quotidianamente”.
Questi sono mesi cruciali: in vista della conclusione dei lavori per il primo tratto della nuova statale 38, prevista per il prossimo autunno, è necessario recuperare i 50 milioni di euro che ancora mancano per procedere con la tangenziale di Morbegno e poi con quella di Tirano. “A prescindere dai risultati personali – conclude Crosio –, quando finalmente questa vicenda arriverà a una positiva conclusione, ciascuno di noi, da chi fa politica a chi amministra la cosa pubblica, dovrà farsi un esame di coscienza per sapere se ha veramente fatto tutto il possibile per il bene del nostro territorio, da una parte e dall’altra”.
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