Lettera aperta di Franco Clementi al Sindaco di Tirano per chiedere l'intitolazione del ponte sull'Adda al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II.
Caro Sindaco
Al termine delle celebrazioni che molto dignitosamente si sono svolte in Tirano, per i 150 anni dell’Unità, vorrei che fosse riparato un “vulnus” nei riguardi di una delle massime personalità del Risorgimento; Vittorio Emanuele II, intestando al sovrano il ponte sull’Adda della Statale.
Come è noto, al tempo del referendum tra Monarchia e Repubblica, il nome di questo Re fu epurato dalla toponomastica cittadina assieme a qualsiasi altro ricordo dei Savoia.
Si può capire che nell’atmosfera del tempo, nel ricordo dei tragici eventi storici appena conclusi, gli animi fossero accesi e non disposti ad andar troppo per il sottile. Si è così inavvertitamente violato un principio della stessa Repubblica. Questo principio afferma che un padre non può trasmettere per via dinastica i suoi meriti al figlio: tanto meno un nipote può trasmettere per via dinastica i suoi demeriti al nonni.
Oggi, a bocce ferme, spenta in modo irreversibile ogni possibile rivendicazione monarchica, si possono rivedere certe decisioni ed eventualmente si può porre riparo ad un errore.
Vittorio Emanuele II è stata una figura determinante dell’Unità d’Italia, (sicuramente assai più di Mazzini…) e fu sovrano leale. Dopo la sconfitta di Novara nel 1849, e l’abdicazione del padre, nonostante la pressione minacciosa dell’Austria mantenne il patto col suo popolo conservando lo Statuto. Divenne così il punto di riferimento di tutti i patrioti d’Italia. Per affrontare l’avventura della conquista della Lombardia non esitò a cedere Nizza e soprattutto la Savoia, che era la culla del suo casato fin dall’Alto Medioevo.
Fu coraggioso in battaglia, sempre sulla linea del fuoco. La Regina Vittoria d’Inghilterra in una sua memoria così descrive Vittorio Emanuele, conosciuto a Londra durante una visita ufficiale: “Alla festa da ballo in onore dell’ospite io ballai con lui. Era piuttosto rigido: si capiva che la danza non era il suo forte, e inoltre puzzava di tabacco, ma, non so perché, sentivo che se per ipotesi nella sala fosse entrato un orribile drago, lui solo avrebbe estratto la sciabola e si sarebbe messo davanti a me per difendermi… ”. (Si è detto che Re Vittorio, fosse un po’ rustico, che abbia avuto degli amori villerecci, che avesse rimandato indietro il latte a molte delle balie che frequentavano il Palazzo reale… ma se dovessimo fermarci a questi aspetti non so quanto eroi del Risorgimento si salverebbero… ).
Quasi tutte le maggiori città italiane (in Lombardia Milano, Bergamo, Brescia… ) hanno un viale o una piazza intitolata al nostro personaggio. A Roma, oltre al Corso Vittorio, c’è il “Vittoriano”, il monumento all’Unità d’Italia, che custodisce anche la tomba del Milite Ignoto (Altare della Patria) che è sovrastato dalla grande statua equestre del primo Re della nostra Nazione.
Insomma, a me pare che Tirano, che già conta una Piazza Cavour, una Via Mazzini e una Via Garibaldi, per non apparire come un tavolo zoppicante da una gamba dovrebbe ricordare un così importante personaggio della sua Storia.
Con stima e rispettoFranco Clementi
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