15 marzo 2012 - L'Associazione Provinciale Vigili del Fuoco Volontari sezione di Sondrio, in linea con con il proprio Consiglio Nazionale, ci tiene a fare chiarezza sull'opera di soccorso tecnico urgente svolta nei propri distaccamenti.
Molto spesso, negli ultimi tempi, si sente parlare di coloro che prestano servizio all’interno del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco in forma volontaria. Tale compagine viene assimilata a quella dei lavoratori precari, a volte con toni pesantemente drammatici, identificandoli come individui sfruttati dallo Stato con il solo fine del contenimento dei costi e per evitare obblighi contrattuali. La realtà è, per molti punti di vista, estremamente diversa.
Facciamo un po’ di chiarezza, quindi, su chi sono i Volontari... non si tratta di persone che attendono un’assunzione da parte del Ministero degli Interni, tutt’altro. Sono, nella stragrande maggioranza dei casi, cittadini che, avendo a cuore la sicurezza dei luoghi dove vivono, si adoperano per garantire un servizio tecnico urgente nei territori limitrofi.
Con il termine “discontinui” si identifica, invece, quella parte della componente
che non ha rapporto di impiego con lo Stato, che non opera in Distaccamenti
Volontari, ma è in carico a sedi permanenti e si mette a disposizione per prestare
servizio a tempo determinato, richiamata dai Comandi Provinciali per periodi di 20
giorni, percependo regolare retribuzione in misura dei giorni di richiamo, tutto questo indipendentemente dal numero di interventi svolti.
È bene precisare che anche i Volontari veri e propri, sopra citati, percepiscono
una “retribuzione” ma questa, a differenza di quella prevista per chi è richiamato in servizio, è limitata al tempo effettivo di intervento. Per quanto questo aspetto possa risultare, ad una prima analisi, insolito per chi fa volontariato, è bene ricordare che molto spesso un Vigile del Fuoco Volontario si trova nella condizione di dover lasciare il posto di lavoro (interventi diurni) oppure di dover arrivare in ritardo in ufficio per poter recuperare le ore di sonno perse (interventi notturni).
Questo aspetto, unito al fatto che le ore di lavoro perse da un Vigile Volontario, per legge, sono considerate “Permesso non retribuito”, sgombra il campo su qualsiasi dubbio di legittimità nei confronti di tale contributo percepito. Inoltre, l’esborso complessivo per gli emolumenti al personale volontario è una spesa minima a fronte dell’impegno messo in campo... Dai dati riportati si può anche vedere come la teoria del contenimento dei costi che si avrebbe utilizzando il personale discontinuo è pura fantasia.
È doveroso inoltre ricordare che, in Italia come nel resto d’Europa, le strutture
volontarie di soccorso antincendio erano presenti ben prima della nascita del Corpo Nazionale che risale al 1941, e tutt’oggi esistono molti distaccamenti che vantano addirittura 250 anni di storia e di presenza operativa sul territorio. Una storia al servizio della comunità.
Un altro falso mito da sfatare è quello della presunta minore copertura oraria e
della assoluta impreparazione del personale volontario. Moltissimi distaccamenti
garantiscono copertura 24 ore su 24 del territorio in alcuni casi con addirittura due squadre pronte ad intervenire. Inoltre tutti i Volontari sono ammessi al servizio operativo dopo un opportuno corso di formazione e verifica delle loro competenze daparte di istruttori professionali del Corpo Nazionale. Infine si consideri che chi opera nei Distaccamenti si sottopone ad addestramento periodico mensile
Ultimo ma non di minore importanza è l’impatto culturale che ha un
Distaccamento Volontario. Essendo questo costituito infatti da cittadini del territorio di competenza, ha una forte penetrazione nel tessuto sociale concorrendo così a trasmettere alla comunità quei principi di civismo, di senso del dovere...
Questa è, in estrema sintesi, la realtà del volontariato nel Corpo Nazionale Vigili
del Fuoco... Il nostro orgoglio è quello di essere Vigili del Fuoco a servizio delle nostre comunità e non vogliamo essere scambiati per personaggi in cerca di un secondo lavoro o per procacciatori di impiego pubblico. Lasciateci il diritto
di sentirci volontari e se proprio delle parole devono essere spese nei nostri confronti fatelo per aiutarci a rendere le nostre caserme volontarie più efficienti e presenti, perché questo è tutto ciò che a noi interessa.
Il Presidente del Coordinamento Regionale
Glauco Bartesaghi
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