13 marzo 2012 - In salvo dai cacciatori lo stambecco delle Alpi. E' di stamane la decisione del Capo dello Stato, a cui ha fatto ricorso il WWF Italia, che ha bloccato il Piano della Provincia di Sondrio per aprire la caccia alla specie protetta.
Paola Brambilla Presidente WWF Lombardia che ha seguito il ricorso ha dichiarato: "Grazie al WWF, che non ha mai abbassato la guardia vigilando sui tentativi locali di rendere tutto cacciabile, è salvo lo stambecco, simbolo delle Alpi e della biodiversità alpina".
"La politica di gestione e conservazione della fauna protetta deve essere un serio e puntuale impegno da parte delle autorità nazionali e va promossa da parte dello Stato, visto che la fauna non conosce confini ed è patrimonio di tutti, come questa sentenza ribadisce" dichiara Massimiliano Rocco responsabile specie WWF Italia.
La consistenza stimata di stambecco delle Alpi ammonta oggi complessivamente a circa 31.000 capi, tutti derivanti dai circa 100 esemplari sopravvissuti alla caccia indiscriminata all'inizio del 1900 nella sola zone del Parco nazionale del Gran Paradiso. La popolazione è ora divisa in tante popolazioni e sta faticosamente ricolonizzando tutto l'arco alpino.
L'apertura della caccia in provincia di Sondrio avrebbe compromesso il lungo
lavoro di reintroduzione. E' infatti indispensabile per la sopravvivenza
della specie che le diverse colonie si possano spostare sul territorio e
riprodurre tra loro, mischiando il proprio patrimonio genetico e rafforzando
così la loro possibilità di sopravvivenza. La caccia in un'area anche se
piccola avrebbe invece costituito un ostacolo a questo processo naturale.
La sentenza è importante anche per la motivazione: la Provincia è stata
ritenuta incompetente in materia, visto che spetta solo al Ministro per le
politiche forestali d'intesa con il Ministro dell'Ambiente disporre le variazioni degli elenchi delle specie cacciabili: lo stambecco è materia di importanza nazionale, competenze esclusiva dello Stato e non sono le Province a poter disporre la caccia della specie per soddisfare gli appetiti dei cacciatori valtellinesi.
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