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martedì 17 aprile 2012

EX CINEMA ITALIA: IN 3 SI DIMETTONO DALLA FONDAZIONE CAMAGNI

15 aprile 2012 - Il vicepresidente Narciso Zini, i consiglieri Fabrizio Rossatti e Matteo Muzio si sono dimessi dalle loro cariche all'interno della Fondazione Camagni di Tirano.

E' passato più di un mese dal silenzio stampa nel quale era scesa la Fondazione Camagni e quasi 3 mesi dalla promessa di dimissioni che Clotildo Parigi, il presidente, aveva promesso nel caso in cui la vicenda non si fosse risolta entro 30 giorni dalla data dell'intervista, ottenuta in esclusiva su questo giornale.

Il vicepresidente Narciso Zini, i consiglieri Fabrizio Rossatti e Matteo Muzio hanno deciso di non attendere oltre ed hanno rassegnato le proprie dimissioni lasciando da soli il presidente Clotildo Parigi e l'altro consigliere, Annamaria Saligari.

A questo punto, dato la gravità dell'accaduto, bisognerà attendere degli ulteriori sviluppi che certo non si faranno attendere.

MEGLIO TARDI CHE MAI

Inviato da pippo baudo il 15/04/2012 23:06
MEGLIO TARDI CHE MAI :
E adesso che vadano a casa Il Presidente Parigi e il funambolo acquirente Ciapparelli. Si faccia una vera asta per la vendita dell'immobile, senza scomodare i notabili locali.
L'unico interesse da difendere è quello della Fondazione Camagni : fondazione benemerita senza scopi di lucro!!!!

I NODI VENGONO AL PETTINE

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 07:42
La maggioranza dei Consiglieri (3 su 5) con in testa l’Avv. Muzio non riescono a far passare la loro linea in un assemblea dove hanno la piena maggioranza ?
L’Avv. Muzio non diceva che era tutto sbagliato il metodo di Parigi e bisognava fare il rogito subito entro 15 giorni o rifare l’asta ?
SE NEL GIUSTO, con la maggioranza e per di più con l’appoggio della Amministrazione Comunale (come si leggeva su queste pagine poco tempo fa), CON UNA SEMPLICE ALZATA DI MANO POTEVANO SFIDUCIARE IL PRESIDENTE O NO ?
Se nel giusto appunto!!!
I NODI VENGONO AL PETTINE: l’unica e dico l’unica interpretazione onesta dei fatti e che le ragioni dei tre, da mesi sventolate ai 4 venti, non erano per niente reali ma solo un modo per agitare un polverone mediatico per piegare alla propria volontà quella minoranza dell’assemblea (2 su 5) dei quali uno il presidente Sig. Parigi.
Non fosse così perché, con una semplice alzata di mano, non hanno sfiduciato il presidente Parigi ? Perché, forti della loro maggioranza, non hanno rifatto l’asta (come asserivano pochi giorni or sono) ?
C’è solo una risposta: tutto quanto asserito dall’Avv. Muzio e girato per mesi sui giornali erano TUTTE BALLE (tanto più perché dette da un un uomo di legge che quindi conosce le leggi) !
QUESTA VOLTA SI ! BASTA PRENDERE IN GIRO I CITTADINI !

I NODI VENGONO AL PETTINE

Inviato da Mario Rossi il 16/04/2012 08:24
Dove sono andate a finire tutte le certezze dell’Avv. Muzio dal punto di vista legale ?
Non era tutto sbagliato e si doveva rifare l’asta o si poteva costringere una parte a rogitare in tempi brevissimi (15 giorni) ?
E’ proprio vero: I NODI VENGONO AL PETTINE

ERANO TUTTE BALLE !

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 07:44
Si è chiarissimo ad alzata di mano 3 consiglieri DECIDONO PERCHE’ SONO LA MAGGIORANZA (SU 5)

ERANO TUTTE BALLE !

Inviato da Ernesto Vitali il 16/04/2012 07:48
Se quello che dicevano erano cose giuste perché dimettersi ?
C’è solo una risposta DICEVANO BALLE AI CITTADINI per piegare il Parigi e la sua minoranza alle volontà di chi li spingeva a voler rifare l’asta.
PERCHE’ ?
Forse perché rifare l’asta poteva portare acqua al mulino …?

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 07:51
E i fatti politici degli ultimi tempi ne sono la prova provata:
si dimettono quelli che sono in evidente torto …

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 07:53
Così avrebbero dovuto fare se, considerandosi nel giusto, perseguivano il bene della Fondazione Camagni e della cittadinanza.
La cosa ancor più grave è che la linea dell’Avv. Muzio era condivisa dall’Amministrazione Comunale (così riportava un articolo pochi giorni fa) !

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 08:12
E’ CHIARISSIMO: avevano la possibilità di cambiare il corso delle cose con una maggioranza sicura (3 su 5) e portare avanti tutto quanto da loro asserito negli ultimi 6/7 mesi e pubblicato un po’ dappertutto, sfiduciando il Presidente (che se ne doveva andare). NON L’HANNO FATTO PERCHE’ TUTTO QUANTO DA LORO DETTO NON SI POTEVA E NON SI POTRA’ FARE, SI E’ VERO ERANO TUTTE BALLE: NON E’ POSSIBILE NEANCHE CON TUTTE LE MAGGIORANZE DEL MONDO, NEANCHE CON L’APPOGGIO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CAMBIARE UN ATTO PUBBLICO !!! SCHIACCIARE UNA PARTE CON POLVERONI MEDIATICI CREATI AD HOC E CON PRESSIONI DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI PER FORTUNA IN UNA DEMOCRAZIA (ANCHE SE TRABALLANTE) NON E’ ANCORA POSSIBILE, MI DISPIACE PER VOI.

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Mario Rossi il 16/04/2012 08:36
E i 3 consiglieri SI DOVREBBERO DIMETTERE DA TUTTE LE LORO CARICHE visto che SONO INAFFIDABILI:
1) Se nel giusto hanno rifiutato una facile vittoria della democrazia, (in 3 su 5 e con l’Amministrazione Comunale a favore) portando avanti quella linea di cui erano sicuri fino a ieri, avrebbero messo le cose apposto: o asta o rogito entro 15 giorni
2) … MA EVIDENTEMENTE NEL TORTO si sono ritirati con la coda fra le gambe dopo aver sventolato per mesi una bandiera che evidentemente non era la loro.
UNA VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA C’E’ STATA: uno strapotere quale quello numerico (3 consiglieri su 5) con in aggiunta l’appoggio dell’Amministrazione Comunale non è riuscita a schiacciare una parte minoritaria ed un compromesso sottoscritto fra le parti, evidentemente più che corretto, che ha bisogno dei suoi tempi per potersi attuare.

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 09:03
A questo punto la situazione è questa: 3 consiglieri si dimettono pur avendo la maggioranza (3 su 5) in contrasto con la parte minoritaria ! (MAI SUCCESSO NEL MONDO INTERO SE NEL GIUSTO! – EVIDENTEMENTE IN TORTO), L’Amministrazione Comunale si schiera con le tesi asserite dalla parte maggioritaria del Consiglio (espressa dall’Avv. Muzio – cosa meno strana visto che appartiene alla Maggioranza in Comune),
Non rimane che da chiedersi a chi poteva giovare un atteggiamento così contrario a quanto deciso dal precedente Consiglio di Amministrazione della Fondazione ?
A chi gioverebbe rifare l’asta per aggiudicare l’immobile ad altri ?
A pensare male (tante volte purtroppo così facendo si indovina) qualcuno potrebbe essere interessato (con scopo di mero lucro) a ristrutturare l’immobile per farne negozi ed appartamenti (non anche un albergo come previsto).
Sono per caso mai arrivate altre proposte alla Fondazione ?
Se c’è qualcuno che lo sa si faccia avanti …

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 09:18
Un uccellino mi ha riferito che, dopo l'aggiudicazione, si sono fatti avanti due soggetti (con lettera scritta e quindi documentabile):
una ditta di costruzioni ben nota ed uno studio tecnico altrettanto ben noto ...

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 09:45
caro Negri, se per quello più di un uccellino in città e non solo, dice che nella vicenda-chiaramente collegata al Progetto Trivigno ( Coaster & C.) - ci siano dietro, oltre che l'imprenditore anche il cugino notaio e non solo per questioni di consulenza, e, naufragando il coaster, l'affare ex Cinema sia andato come è andato visti i poteri forti.

Questo lo dicono gli uccellini; personalmente preferisco dare retta ai fatti concreti che non al gossip paesano.

Se lei ne sa di più e crede al cinguettio dei volatili e al gracchiare dei rapaci, dica i nomi di studi e imprese , altrimenti eviti di lanciare il sasso e nascondere la mano.

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 09:50
Caro Carlo..credo che ormai l'abbiano capito anche i sassi cosi sia successo. Evidentemente, chi non l'ha capito è perchè non vuole capirlo..quindi..tanto vale non sprecare il fiato..

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 12:18
Caro Avv.Verdone, avvocato anche della fazione che mai avrebbe voluto una regolare asta per assegnare l'immobile, restiamo ai fatti:
3 CONSIGLIERI (LA MAGGIORANZA VISTO CHE IN TUTTO SONO 5) SI DIMETTONO PERCHE' SCHIFATI DALLA LINEA TENUTA DALLA MINORANZA ANCHE SE AVREBBERO POTUTO FACILMENTE E SEMPLICEMENTE SFIDUCIARE E QUINDI MANDARE A CASA IL PRESIDENTE.
MA IN CHE FILM L'AVETE MAI VISTA UNA COSA DEL GENERE ?
TENIAMO NEI NOSTRI DISCORSI ALMENO UN MINIMO DI SERIETA'.
E POI PERCHE' NON HANNO FATTO IL BENE DELLA FONDAZIONE VISTO CHE CON LA LORO MAGGIORANZA LO POTEVANO FARE SEMPLICEMENTE ?
E ANCORA PERCHE' NON SAREBBERO ANDATI A FONDO DELLE FANTOMATICHE BEGHE DI CUI LEI PARLA PUR AVENDO LA MAGGIORANZA CHE GLI PERMETTEVA DI FARE QUELLO CHE VOLEVANO ?
LA RAGIONE E' SOLO UNA: ERANO TUTTE BALLE QUELLE CHE FINO AD OGGI CI HANNO RACCONTATO E CHE VOI CI AVETE RACCONTATO !!!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:36
Caro Negri, l'aperitivo del mezzogiorno le ha dato alla testa?
Se mi scrive in maiuscolo, equivale a gridare : non alzi la voce nè con me nè con altri in questa sede perchè - le assicuro - grida al vento !

Primo: dimostri che appartengo ad una fazione che mai avrebbe voluto una regolare gara ( io ho sempre qui sostenuto che il bene è stato appunto l'avere avuto una gara regolare ).

Secondo: si calmi e riscriva qualcosa che abbia un senso compiuto perchè di quanto va scrivendo gridando, non si capisce niente.

Terzo: a lei pare normale la gestione Parigi, paiono normali i suoi silenzi?
le pare tutta questa vicenda normale ? E, se non sa le cose o vuole
saperle a proprio uso e consumo, si rilegga oggi il mio intervento
"Muzio e Parigi".

Poi mi dica. E stia sicuro che le risponderò, non gridando in modo becero e sguaiato come lei fa sconclusionatamente!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 12:47
Avvocato faccia l'avvocato non il giudice, io scrivo con LE LETTERE MAIUSCOLE COME E QUANDO VOGLIO.
LA DEMOCRAZIA IMPONE CHE OGNUNO ESPRIMA I SUOI CONCETTI COME VUOLE.
Devo ricordarle che quella che lei chiama la gestione Parigi in realtà è la gestione dei dimissionari VISTO CHE ERANO LA MAGGIORANZA IN CONSIGLIO!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 12:50
Grazie Della Valle,
mi associo a quanto scrivi

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 12:58
Concordo pienamente anche perchè si è finalmente capito che quella che fino ad oggi hanno chiamato la gestione Parigi era in realtà LA GESTIONE DEI TRE DIMISSIONARI (visto che avevano la maggioranza e potevano decidere la linea da tenere)

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:04
Scriva come le pare, purchè sappia cosa scrive e cosa non scrive.

Se lei capisce che il consiglio diede pieno mandato a Parigi ad operare, già nel 2009, dandogli pieni poteri, bene.
O le fa comodo non capirlo ?
Ha suggerimenti su come sconfessare chi ha pieno mandato se non previa dimissioni ?
Dica, Negri, dica....

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 13:59
Il suggerimento è tanto semplice che mi sembra di fare torto alla sua sapienza avvocato: 1)Il consiglio revoca il mandato a Parigi (3 su 5 vincono i 3)
2)il Consiglio sfiducia il Parigi e quindi lo obbliga ad abbandonare.
QUESTE COSE LEI LE SA CARO AVVOCATO E QUESTO E' RIPROVA DELLA SUA MALAFEDE!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:00
Stia attento a come si esprime !
Ricordi che ogni fatto dipende da uno Statuto.
Lei lo ha lo Statuto Camagni ? La invito a pubblicarcelo QUI.
Se non lo conosce, taccia ! E guardi la malafede ed il malanimo dentro di sè!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 09:48
Mi scusi..una domanda.

Ma in quell'atto pubblico impossibile da cambiare ci sarà pur stata una scadenza entro il quale rogitare? o no?
Mi sembra si parli anche di penali..o sbaglio?

Grazie

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 12:22
Se è così perche i tre Consiglieri (RIPETO LA MAGGIORANZA) non hanno fatto rispettare questa data?
Perchè non hanno fatto pagare le penali ?
IN CHE MONDO VIVETE ?
E' ORA CHE LA SMETTIATE DI PRENDERE IN GIRO I CITTADINI!!!

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:47
Io mi chiedo lei in che mondo vive.
Se non conosce i fatti stia quieto e sia meno arrogante.

<>.

Questi sono documenti ufficiali: il Consiglio ha dato pieno mandato nella più completa fiducia all'Ing.Parigi.
Ci spiega lei dall'alto della sua scienza , cosa avrebbe o non avrebbe fatto, di fronte ad un presidente plenipotenziario ?
Quali sarebbero per lei- sempre dall'alto della sua scienza - i tempi da rispettare, visto che chi aveva il potere ha continuato a parlare d'una soluzione vicina rinvio dopo rinvio ?
Ce lo dica.

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 13:03
Le rispondo io molto tranquillamente:
il nuovo consiglio poteva molto semplicemente togliere il mandato al Parigi (avendo la maggioranza per i tre dimissionari niente di più facile) !

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:07
Caro Cattalini, i tre dimissionari dimostrano essere una maggioranza numerica all'interno di un consiglio, solo dopo la loro dimissione.
Prima, secondo lei , esisteva una maggioranza all'interno della Camagni stessa?
Non crede ?

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 14:10
Quindi lei mi vuol dire che i 3 dimissionari sono contro i due Consiglieri rimasti solo da oggi?
Fino a ieri non erano d'accordo contro la linea Parigi ?
Oppure erano tutti e tre d'accordo ma non si parlavano ?
QUESTA E' BELLA E SE NON ALTRO DIMOSTRA LA SUA IMPARZIALITA'

3 CONSIGLIERI SU 5 (SE NEL GIUSTO) AVENDO LA MAGGIORANZA NON SI DIMETTONO, FANNO DIMETTERE

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 13:10
GUARDI, NON POSSO CHE RIDERE..NON CAPISCO SE CI STATE PROVANDO..O SE CI CREDETE VERAMENTE..

"Se lei capisce che il consiglio diede pieno mandato a Parigi ad operare, già nel 2009, dandogli pieni poteri, bene.
O le fa comodo non capirlo ?
Ha suggerimenti su come sconfessare chi ha pieno mandato se non previa dimissioni ?
Dica, Negri, dica...."

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 09:40
Una sfilza di commenti..uno dietro l'altro..che altro non possono farmi pensare che si voglia rigirare la frittata e inculcare nella popolazione una idea..fin tanto che la notizia è fresca!

Non è possibile, invece, che di fronte a tanto "schifo"..i 3 abbiano deciso di non volersi più sporcare le mani, lasciando a Parigi, che sembra non voler sentire ragioni in virtù "del pieno mandato ad operare" che gli è stato dato qualche anno fa per portare avanti la vicenda ex cinema, le responsabilità di questo scempio?

Ma poi..paladini e difensori del sig.Parigi..ma non aveva detto che o si rogitava o si sarebbe dimesso lui? Non mi sembra abbia fatto niente di queste due cose..anzi..si sia aggrappato prepotentemente alla poltrona..

COMPLIMENTI AI CONSIGLIETI DIMISSIONARI..SPERO CHE ORA, DALL'ESTERNO, POSSANO FINALMENTE SCUCIRSI LA BOCCA NELLE SEDI OPPORTUNE..POI VEDERMO SE CI SARA' ANCORA CHI HA DA FESTEGGIARE..

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 09:45
Ps. personalemnete non vorrei che si rifacesse l'asta..ma semplicemente che Ciapparelli comprasse quello che ha promesso di comprare e cominciasse a pagare intanto gli interessi previsti dal compromesso!
Ma stiamo scherzando? Giusto..tempi necessari..3 anni???? Neanche per i terreni dell'expo ci stanno mettendo così tanto!

E' UNO SCANDALO..

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 12:42
E' noto a tutti che il Ciapparelli si è reso da subito pronto a comprare lo stabile ed a rispettare i suoi impegni quindi smettetela di raccontare balle alla gente. E' la fondazione che lo deve chiamare a rogito quanto ha optemperato a tutto quanto deve fare per poter rogitare: liberare l'immobile. Se così non fosse perchè la maggioranza del consiglio (ovvero i dimissionari) NON HANNO FATTO NIENTE ?
PERCHE' NON HANNO FATTO TUTTO QUANTO VOI DITE ?
PURTROPPO PER VOI C'E' UNA SOLA RISPOSTA: SONO TUTTE BALLE

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:52
Eccone un altro..
Si legga nel mio intervento "MUZIO E PARIGI", la cronistoria su fatti certi.

Gli unici due fatti certi sono che il Ciapparelli non ha onorato l'impegno, ne' che la Fondazione - nella persona di Parigi ( unico titolato ad operare )
abbia preteso il rispetto dell'impegno stesso.

Penso almeno su questo Lei sia serenamente d'accordo...

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 13:09
Io assolutamente no,
come ho già detto sopra era veramente facile togliere il mandato al Parigi, obbligare l'imprenditore al rogito e la faccenda era chiusa.
Perchè non l'hanno fatto?
Esiste solo una risposta:è la Fondazioni Camagni che non è pronta al rogito perchè non ha liberato l'immobile.
Per il resto le sue considerazioni sono quelle di un avvocato di parte non quelle di un giudice.

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:16
Cattalini. Tutto lei ci sta spiegando fuorchè come fosse veramente fosse facile mandato al Parigi; tanto come le sue considerazioni sono di ovvia parte.
Si ricordi che Ciapparelli disse pubblicamente di essere pronto a rogitare caduto il vincolo delle "Belle Arti".
La sua è una supposizione suffragata da nulla.
Lascia il tempo che trova.

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:17
facile levare mandato al Parigi, intendevo.

MUZIO E PARIGI

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:09
Leggendo gli interventi, i fautori del Presidentissimo, dimostrano memoria corta, dimenticano quanto il Parigi dichiarò il 21 Ottobre 2011 su queste pagine in risposta al non vedere chiaro dell'Avv.Muzio, dichiarazioni che si possono tranquillamente qui leggere :

http://www.intornotirano.it[…]-di-clotildo-parigi-a-muzio

Vorrei invitare i lettori e le lettrici a riflettere su questo punto dichiarato allora dal Presidentissimo e relativo alla gestione della trattativa
Così scrisse in quella data .
<< ...nel verbale del 30 marzo 2009 con il quale il Comitato di Gestione, all’unanimità dei voti dei presenti, ha deliberato di accettare la proposta presentata dall’imprenditore attribuendo espressamente al suo Presidente (cioè a me Parigi n.d.r.) “…tutti i poteri necessari all’espletamento di ogni formalità richiesta per la stipulazione dell’atto di vendita, compreso quello di procedere alla comunicazione dell’accettazione ”>>.

In pratica, il consiglio della "Camagni" aveva dato pieni poteri gestionali al presidentissimo.
Diamo atto a Parigi che il proprio consiglio gli dà democraticamente nomina; non certo se l'è presa d'imperio. Questo è corretto dirlo.


Perchè poi, nel corso del tempo - i pieni poteri, abbiano -all'attuale stato documentale -impedito il perfezionamento di una trattativa di compravendita talmente semplice, questo è un mistero.

Ho volutamente insistito sullo "stato documentale" poichè il Parigi ha sempre rifiutato di raccontare pubblicamente tutta la verità della vicenda, con la pretesa quantomeno bizzarra per un Amministratore, di essere disponibile a fornire "ad personam" ogni ragguaglio, componendosi la vicenda di ben tre faldoni di documenti.

Sui tre faldoni di documenti, si apre un mistero ancor più grande, per questi motivi. E'necessario ripetersi a costo d'essere noiosi.
08/04/11 Ciapparelli dichiara alla presentazione del Progetto Trivigno,
a domanda di uno spettatore sull'ex Cinema, di essere pronto ad
onorare, pronto a rogitare una volta sciolto il pendente vincolo
della Soprintendenza. Nell'occasione si svela palesemente lo stretto
legame tecnico che l'ex Cinema avrebbe avuto nel Progetto Coaster
o Progetto Trivigno che dire si voglia.

15/04/11 Al quotidiano Vaol.it ( http://www.vaol.it/it/notiz[…]-italia-tutto-regolare.html ) Ciapparelli, una settimana dunque dopo l'incontro, ravvisate nell'aria alcune perplessità sulla vicenda ex Cinema, dichiara che a seguito di regolare gara, la di lui società Va.mi.Ro S.r.L. risultata aggiudicataria l'immobile è disponibile a ultimare il trasferimento del bene, una volta decaduto il famoso vincolo delle belle Arti. Qui si apre il primo mistero gaudioso, poichè - salvo smentita, nell'Ottobre 2011 - sei mesi dopo -il consigliere Muzio a fronte dei continui ritardi sollevò testualmente questo problema
"nella bozza del contratto redatta dal notaio Giandomenico Schiantarelli, l'acquirente indicato sia la società Va.Mi.Ro Hotels e non invece Giandomenico Ciapparelli, indicato come la persona autorizzata alla conclusione del contratto (la Va.Mi.Ro. Hotels appartiene al 50% all'imprenditore tiranese e al 50% ad una fiduciaria)."
In pratica, Ciapparelli già ad Aprile ritiene ( in virtù di cosa ? ) che l'acquirente sia una società di cui è compartecipe e non lui come parte aggiudicataria.
Naturalmente, nell'immediatezza, il plenipotenziario presidente se ne guarda bene dal correggere l'uscita dell'imprenditore su chi sia l'aggiudicatario reale.

02/05/11 La "Provincia di Sondrio " titola " Tirano, ex cinema Italia:
Ciapparelli l'acquista ", articolo leggibile qui http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/422142/
Cosa è accaduto in sintesi ? Il Consigliere Muzio -"indagando" sui ritardi del pronuciamento delle Belle Arti, dalla stessa apprende che, già nel Giugno 2010, ovvero l'anno prima si era pronunziata favorevolmente alla cessione dell'immobile.
Nella circostanza , Muzio così disse ( mai smentito peraltro da Parigi )
<< Parigi - mi ha spiegato che, in effetti, già con un fax del 4 giugno 2010 inviato allo studio del notato Schiantarelli ( che fu nominato consulente nell'operazione ndr) il Direttore regionale, anticipando la lettera inviata lo stesso giorno alla Pia Fondazione Giovanni Camagni all'indirizzo di Tirano, Via Visconti Venosta 1, aveva comunicato che l'immobile era escluso dalle disposizioni di tutela ma che tale fax non gli era mai stato comunicato dallo studio notarile>>
Tralasciando ogni considerazione sulla circostanza che un fax vada perso in un cassetto e una lettera non arrivi, Parigi già sapesse qualcosa e per motivi ignoti non l'avesse prima detto ?
O, comunque, perchè non aveva seguito con maggiore diligenza la vicenda?

A questo punto Muzio invita Parigi,alla luce del fax ritrovato, ad attivarsi per non perdere altro tempo (sic!). La risposta del Parigi è di avere mandato al notaio Schiantarelli ,la lettera con cui predisporre il rogito.
Dal canto suo,il Ciapparelli , dirama un comunicato in cui si legge nell'articolo << Sono pronto ad acquisire il bene. Quando la Fondazione Camagni mi contatterà per siglare il rogito notarile, sarò ben lieto di fare la mia parte onorando gli impegni assunti».

Ed eravamo quindi a fine Aprile 2011.
Da quella data, il seguito è stato un crescendo di ritardi: nessuno ha onorato nulla.
Il 19/10/2011 Muzio stufo di non vedere chiaro in questo continuo traccheggio,esprime le proprie perplessita' ( ora tutto possiamo dire di Muzio, se non l'avere indagato ad Aprile sul ritardo dei fax e sull'essere stato l'unico a sollevare dubbi ed incertezze ), per quanto addirittura il Parigi si intestardisce nel sostenere un ipotetico matrimonio tra la compravendita ed il Comune- prontamente e seccamente smentito dal Sindaco di Tirano - chè la vendita dell'immobile NON dipendeva nè dipende da un ipotetico parere del Comune di Tirano ( dichiarazione del 21/10/2011 ).

Viene comunque prospettata la soluzione entro 15 giorni: i rinvii diverranno all'ordine del giorno e, con certezza davvero non si capisce più se Parigi stia facendo l'interesse della Fondazione ( dovrebbe essere il suo compito primario), quello dell'acquirente ( e perchè mai ? ), o, peggio ancora, quello eventuale di chissà chi altro !

Anno nuovo vita vecchia: nulla si muove. Rinvii su rinvii .
Parigi continua a non fare gli interessi di quanto presiede

Dopo una riunione l'08/03/12 l'ordine di scuderia della "Camagni", prospettando l'imminente soluzione, è di mantenere le bocche cucite ( mistero !).

Il resto è storia recente.
Attaccare Muzio è ingiusto: già dall' Aprile dell'anno scorso fu il primo ad adoperarsi a volere vedere chiaro, partendo dai fax mai ricevuti o persi, sino a dichiarare pubblicamente - ovvero mettendoci il muso - ad Ottobre cos'era il proprio non vederci chiaro.

Le uniche certezze di oggi sono:
- l'acquirente non ha onorato quanto doveva onorare
- la Camagni non ha concluso nulla
- si sono dimessi tre consiglieri; il disastroso Presidente è ancora in carica.

Rimanendo lo stesso in carica ( che senso ha ?), con la consigliere Sindaco di Lovero, può così esistere un consiglio in seno alla "Camagni"?
Non credo : si passi a nuovo Consiglio- fatto da persione più possibilmente lontane dalla politica - si passi altrettanto a nuovo Presidente, più serio del precedente.Immediatamente si concluda l'atto, o con la compravendita o escutendo in caso di recesso dall'acquirente le debite previste penali per l'inadempienza.

E'giunto il momento della serietà, di aria nuova e di tirare remi,(e denaro) in barca !

MUZIO E PARIGI

Inviato da Enrico Cattalini il 16/04/2012 13:11
Quanto ci mettono 3 Consiglieri di maggioranza (su 5 in totale) a revocare un incarico ?
Il discorso penso sia chiuso definitivamente.

MUZIO E PARIGI

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:44
Una maggioranza è numericamente nata ora a seguito delle dimissioni.
Cosa dice lo statuto Camagni sul conferimento o revoca d'un incarico?
E, in caso di grave mancanza di un simile punto, non le sorge il dubbio che l'unica strada, seppure paradossale,fosse quella delle dimissioni?
Un giudizio può essere dato statuto alla mano.
Diversamente sono solo supposizioni, almeno qui é d'accordo?

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 12:24
LA FRITTATA SIETE VOI CHE AVETE PROVATO A GIRARLA IN PRECEDENZA, I FATTI SONO CHE: 3 CONSIGLIERI SU 5 DECIDONO LA LINEA DA TENERE E TUTTO QUANTO BISOGNA FARE.
PERCHE' NON L'HANNO FATTO ?
PERCHE' CI HANNO RACCONTATO UN SACCO DI BALLE, SOLO BALLE.

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 12:32
E FRA LE BALLE DITE CHE L'ACQUIRENTE NON HA ONORATO I SUOI IMPEGNI:
anche qui in che mondo vivete?
non sapete che un acquirente viene chiamato al rogito dalla parte venditrice (quando pronta)?
Fate finta di non sapere che il Ciapparelli ormai un anno fa ha detto, e l'ha ripetutamente confermato, che ha pronto l'assegno per il rogito quando la Fondazione Camagni sarà finalmente pronta ?
E ancora ha sollecitato la Fondazione ai suoi impegni?
da cui: 1) o la fondazione non è ancora pronta (visto che deve liberare l'immobile)
2)o lo stabile non lo vogliono assegnare al Ciapparelli
IN TUTTI I CASI I 3 DIMISSIONARI POTEVANO AGIRE COME VOLEVANO (AVENDO LA PIENA MAGGIORANZA).

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 12:51
Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire..

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:58
Negri, lei che sbraita e sempra sapere tutto, secondo lei, l'ex Cinema chi se l'è aggiudicato, Ciapparelli o chi ?
E, se lo stesso se lo aggiudicato, perchè pretende l'atto lo perfezioni una società di cui e'compartecipe unitamente ad una fiduciaria, la Va.mi.Ro Srl ?

Esiste un codice civile con delle regole ? Lo conosce il codice civile ?
Allora perchè queste pretese da parte acquirente ?

AMPLIFON

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 13:06
Le rigiro le sue domande..

1)Chi si è dimenticato di dare la risoluzione dei contratti di locazione dell'ex cinema?

2)Perchè se Ciapparelli è così interesso a chiudere l'affare non si fa avanti chiedendo di addivenire forzatamente alla stipula dell'atto per inadempienza della parte venditrice?

3) Perchè se è Ciapparelli ad essere inadempinete Parigi non chiede le dovute penali?

4) Se i problemi derivano invece dalla sala polifunzionale come mail il notaio, consulente del venditore e parente dell'acquirente, ha fatto un compromesso viziato fin dalla sua nascita?

5) Chi ha dimenticato i fax nei cassetti e chi la posta nella cassetta?

6) Come è finita la questione del Coaster a Tirano?

ADESSO, SECONDO LEI, IN TUTTA FRANCHEZZA..MA UNA PERSONA CHE VEDE LA VICENDA DA FUORI..MA A QUALE CONCLUSIONE VUOLE CHE GIUNGA?

AMPLIFON

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 14:48
Rispondo, con la cortesia che la pregherei di usare quando mi risponde, alle sue domande:
1)La Fondazione Camagni composta da 5 membri di cui tre (la maggioranza) contrari alla linea Parigi non ha proceduto a liberare i locali occupati perchè più orientati (la maggioranza dei tre) a inventare nuove ipotesi: atto immediato così (anche con i locali occupati) pensando di poter piegare il Ciapparelli alle proprie volontà e obbligarlo a stipulare immediatamente un atto senza il rispetto di un contratto firmato. Oppure in seconda ipotesi fare una nuova asta. Questa linea dei tre dimissionari appoggiata dall'Amministrazione del Comune non è passata non perchè non poteva passare alla Camagni (anzi è passata) ma semplicemente perchè è contraria alle leggi italiane.
2)Il Ciapparelli lo ha detto sin troppe volte è interessato a concludere l'affare ma probabilmente non vuole forzare la mano avendo di fronte una Fondazione a carattere benefico. Mi risulta comunque che abbia chiesto alla Fondazione di affrettare i tempi. (con le dimissioni di 3 su 5 dei Consiglieri ho paura che i tempi invece si allunghino).
3)Perchè non è il Ciapparelli ad essere inadempiente (in caso contrario i tre contro la linea Parigi avrebbero almeno chiesto i danni)
4)Il compromesso l'hanno fatto le parti non il Notaio visto che i Consiglieri della Camagni hanno accettato la proposta Ciapparelli integralmente.
5)Da quanto ho capito dai giornali la raccomandata è arrivata alla Fondazione Camagni, basterebbe sapere chi ha firmato la ricevuta di ritorno, io proprio non lo so ma se poniamo il caso il presidente Parigi l'avesse nascosta perchè gli altri Consiglieri non l'hanno sfiduciato avendo la maggioranza in Consiglio ?
6)Lo deve chiedere a chi sta portando avanti il progetto, se lo stanno ancora portando avanti. Ma non capisco cosa insistiate a mischiare questioni che poco hanno in comune, niente se poi il progetto venisse spostato in altra località.
Dopo aver risposto con cortesia alle sue domande mi lasci dire una cosa che è inconfutabile: AD ALZATA DI MANO I 3 (DIMISSIONARI) BATTEVANO I 2 RIMASTI !!!

AMPLIFON

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 15:24
1)Parigi aveva dal consiglio il mandato per operare in piena libertà sulla questione ex cinema, quindi era lui che doveva occuparsi di far trovare i locali liberi al momento del rogito.
Tantè che Muzio ha accusato lo stesso di negligenza per essersi dimenticato di dare le disdette, come da Parigi stesso confermato (se si ricorda mi sembra che avesse anche aggiunto che stava cercando di rimediare con una accordo con il sig. Rinaldi..sempre che non ricordi male, tante ne sono successe e tante ne sono state dette e scritte).

2)Ciapparelli aveva anche detto che l'unica cosa che lo fermava era il parere delle belle arti, ma mi sembra che quando lo stesso è arrivato non si sia proceduto. evidentemente non era solo questo a fermarlo.

3)Vedi risposta 1 (se Parigi ha una delega ad operare, era l'unico a poter far valere le ragioni della Camagni, come lui stsso ha tenuto più volte a sottolineare dopo i dubbi avanzati pubblicamente da Muzio).

4) Le ricordo che, come si evince dalla documentazione, il notaio era consulente di della Camagni. Secondo lei cosa serve avere un consulente notaio in una operazione di compravendita immobiliare. Quindi dire che il compromesso l'hanno fatto le parti, fa quantomeno sorridere.

5) La raccomandata in Camagni e fax dal notaio (almeno questo si è letto sui giornali se non sbaglio)

6) Secondo lei quindi non hanno niente a che fare un progetto turistico e un albergo? Il resto del regionamento pare scontato.

Ps. la pregherei di rileggere i toni dei suoi precedenti interventi prima di fare una morale sull'educazione a me.


Cordialemente.

AMPLIFON

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 15:31
Negri, mi pare lei sia si sia incaponito su posizioni fantasiose e oltretutto spregevolmente offensive nei confronti delle parti dimissionarie. Posto che lei - fino a prova eguale e contraria -si stia basando con non comune pervicacia su sue supposizioni e non su atti o fatti,replicherò punto per punto per dimostrare la sua malafede e anche il suo arrogante giudizio.

PUNTO 1) Su che base concreta Lei dice che la "Camagni" non procedette a liberare locali occupati essendo la maggioranza dei tre dimissionari orientata ad inventare nuove ipotesi (?)
Il Ciapparelli dichiarò pubblicamente e successivamente a mezzo pubblicità e stampa ( conferenza del 08/04/11 e successivi articoli nello stesso mese )
di essere pronto ad onorare una volta caduto il vincolo.
Lo stesso non fece mai menzione pubblica di impedimenti pendenti quali occupazione di locali locati e la invito caldamente a smentire quanto scrivo giacché, su "La Provincia" del 02/05/11, l'imprenditore albergatore dichiarò e senza alcuna successiva smentita, di essere pronto ad adempiere, essendosi rivelato il parere positiva della Soprintendenza.
Così facendo, lo stesso lasciò intendere che la compravendita di quanto legittimamente aggiudicatosi, poteva concludersi con il contratto incombente.
Ripeto: salvo prova eguale e contraria, lo stesso non fece mai menzione di altri impedimenti.

2)Che Ciapparelli abbia affermato quanto lei sostiene, non certo lo ha fatto nè a mezzo stampa, tantomeno con altra forma pubblica. Anzi, lo stesso ha assunto un atteggiamento prudente adottando da Maggio in poi una linea basata su un cortese silenzio.
Da chi e da cosa le risultano l'urgenza ,l'interesse a concludere l'affare e che tale urgenza lo stesso l'abbia stata rallentata per non infierire su una Fondazione benefica? Da fatti certi ovvero dimostrabili o da una sua supposizione che lasciamo a lei dire da cosa sia suffragata ?

3)Sull'inadempienza della Fondazione e non dell'imprenditore, nessuno è in grado di dirlo, avendo quest'ultimo scelto un prudente silenzio ed avendo invece la Fondazione, del cui affare l'unico titolato ad operare era ed è il Parigi, spaziato nel tempo con continui rinvii senza giustifiche pubbliche, invitando chi volesse sapere di più a portarsi al suo cospetto o in Mazzo, o in Comunità Montana o presso il proprio Studio ( perchè non dire tutto e semplicemente in pubblico a mezzo stampa ? )
E, come poteva il Consiglio sfiduciare il proprio plenipotenzario, di fronte alle promesse di continui necessari rinvii ?
Lei conosce ( io no ) lo statuto della "Camagni" e cosa lo stesso eventualmente preveda in caso di sfiducia?
Lei è talmente certo di escludere Ciapparelli non inadempiente per il solo fatto che sinora nessuno abbia chiesto alcuna eventuale penale ?
Di fatto e di diritto lo stesso non ha onorato nulla di quanto regolarmente aggiudicato; sul perchè dei ritardi lo possono solo sapere tre persone : Parigi Ciapparelli ed il notaio consulente .

4)Tanto la Fondazione ha accettato la proposta Ciapparelli, quanto lo stesso ha viceversa fatto. E, perchè non ha onorato quanto promesso con comunicato stampa del 02.05.11, su "La Provincia", a seguito riunione del precedente venerdì 29 ?
Chi non ha raccontato il vero o lo ha fatto parzialmente ?

5)Sul questo punto, l'unico in grado di rispondere è Parigi

6) Lei esclude a priori la vicenda ex Cinema non abbia nesso causale ed economico con il progetto Coaster ? E, come mai- salvo smentita - alla presentazione del progetto la sera dell'8 Aprile 2011, emerse la valenza del cinema essendo lo stesso incluso nel progetto ?

Sul punto finale dell'alzata di mano, ancora una volta non si è spiegato; pertanto non le rispondo per non travisare il suo pensiero.

AMPLIFON

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 15:58
lE RISPONDERò ANCORA PACATAMENTE ANCHE SE SEMBRA CHE NON VOGLIA ASCOLTARE:

1) Un imprenditore si aspetta di andare a firmare un rogito che è come il compromesso firmato e che i vincoli in esso contenuti siano rispettati.
Questo succede da sempre in tutto il mondo, a Tirano no ?
2)Un imprenditore deve fare l'imprenditore non parlare sui giornali. In questo senso fa bene il Ciapparelli a non intervenire sui media e per beghe che riguardano la Fondazione.
3)Bastava che i tre dimissionari sfiduciassero il Presidente
4)Queste sono sue considerazioni calunniose, in caso contrario perchè i dimissionari non hanno chiesto che il Ciapparelli pagasse una penale o perchè non l'hanno costretto a rogitare: l'unica risposta possibile è che il Ciapparelli è in piena regola e sta aspettando che altrettanto faccia la Fondazione.
5)Si a conoscenza dovevano esserne il Parigi e gli altri 4 componenti del Consiglio (di cui tre contro la linea Parigi) o gli altri non partecipavano per niente ?
6)Il Ciapparelli ha sempre detto che il complesso della Fondazione l'avrebbe comperato comunque anche in assenza, come sembra, del progetto turistico a Tirano.
L'ultima frase la ripeto: I 3 DIMISSIONARI (maggioranza) AD ALZATA DI MANO AVREBBERO BATTUTO I 2 RIMASTI (minoranza).

AMPLIFON

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:18
Negri, ma proprio le sfugge che una Fondazione sia governata anche da uno Statuto????
E che in uno Statuto eventualmente si parli di decadenza, sfiducia o quant'altro senza tanti "avrebbe o potrebbe" ?

E, perchè tanto accanimento contro tre dimissionari contro una mala gestione il cui pieno potenziario è il Parigi ?

AMPLIFON

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 16:33
Infatti..quello che non riesco a capire è come si possa attaccare i dimissionari e difendere chi aveva i pieni poteri per concludere l'affare.

Che le dimissioni siano giuste o no, che potessero sfiduciare Parigi o meno, alla fine era sempre lui ad avere in mano la conduzione della Camagni..quindi semmai si può accusare i consiglieri di essere complici, ma non colpevoli..

Se io sono il passeggero di un'auto che si dirige, guidata da altri, verso un precipizio, posso essere accusato di essere un codardo si mi getto dal finestrino senza cercare di girare lo sterzo..ma da li ad dire che sono io ad averla fatta finire nel burrone ne corre di strada..

QUI SEMBRA INVECE CHE SI VOGLIA FAR PASSARE QUESTA TESI FANTASIOSA..

AMPLIFON

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 17:21
4) " l'unica risposta possibile è che il Ciapparelli è in piena regola e sta aspettando che altrettanto faccia la Fondazione."
Scusi se insisto..ma il consulente della Camagni non è il Notaio parente di Ciapparelli?

Non capisco questo entusiasmo...se non che..

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:03
vada a ripassare l'aritmetica: potrà dire "si è dimessa la maggioranza del Consiglio", non consiglieri di maggioranza. Non parli , se non sa fare di conto! E moderi il linguaggio!

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 10:21
Altorve si legge:

Da qui la «totale sfiducia» dei tre consiglieri nei confronti della gestione di Parigi, per ragioni sia di merito che di metodo, «sfiducia che avrebbe dovuto imporre le sue dimissioni dal ruolo di presidente e che, in difetto delle stesse, rende impossibile la prosecuzione del rapporto».

ALTRO CHE SI DIMETTONO I DISONESTI..QUI C'E' QUALCUNO INCASTRATO NELLA POLTRONA"!

????

Inviato da mariolina il 16/04/2012 11:07
E se le dimissioni, tardive, fossero l'ennesima strategia per paralizzazre l'operato dell'ente dilazionando i tempi di questa incresciosa vicenda.............

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 11:26
Mi chiedo come ancora si possano cercare delle scuse..

NON PRENDIAMOCI IN GIRO

????

Inviato da mariolina il 16/04/2012 16:07
Mi chiedo, invece, come si possa ipotizzare delle teorie più o meno veritiere senza avere a disposizione tutta la documentazione in merito alla vicenda.......
Non era mia intenzione trovare dell

????

Inviato da mariolina il 16/04/2012 16:22
Ad integrazione di quanto sopra:

non era mia intenzione trovare delle scuse per i 3 dimissionari o per i due " temerari" in quanto ritengo che in capo a ciascuno esistenta
una CULPA IN VIGILANDO" ....Intendevo solo dire che "questa mossa tardiva di dare le dimissione ", in concreto, permette a tutte le parti "in gioco" di prendere altro tempo per..... ????? Ad ognuno la propria interpretazione......
Staremo a vedere i fatti.....

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 16:59
Qui siamo d'accordo..

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 12:18
Come ho detto più sopra, non credo possa esistere un Consiglio in "Camagni" così mutilato, composto dal Presidentissimo Parigi e dalla Sindaco di Lovero sig.ra Saligari ( che, non dimissionaria, desumiamo approvi l'operato presidenziale sin qui condotto ).

Mancando la maggioranza dei componenti, immagino il Consiglio decada nell'immediato e si chieda quindi un nuovo Consiglio, con un nuovo Presidente , speriamo tutti il più posssibile lontani dal mondo politico , che pretendano con coraggio e determinazione il bene della Fondazione; pretendano il perfezionamento la compravendita, o il suo recesso e le eventuali penali per l'inadempienza.

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 12:44
Infatti!
Ma evidentemente gli amici sopra non l'hanno capito che questo è un gesto estremo per manifestare pubblicamente il proprio disdegno.
Gesto che avrà necessariamente come conseguenza la caduda di Parigi, che evidentemente non voleva andarsene volontariamente..



Dubbi e perplessità

Inviato da ercole ricci il 16/04/2012 13:35
In un paese normale, i politici, e gli amministratori che dimostrano incompetenza ad assolvere il proprio incarico si dimettono o vengono sfiduciati. In Italia non è così. Siamo difronte ad una telenovela senza fine che definisco senza mezzi termini vergognosa. Le dimissioni dei tre consiglieri a mio parere sono tardive ed inopportune perchè se è vero come è vero che nella gestione della Fondazione qualcosa non va, avrebbero dovuto battersi per cercare di mettere fine a questa malagestione e non lavarsene le mani. Non sarà che ha ragione la lettrice mariolina che considera le dimissioni "l'ennesima strategia per paralizzazre l'operato dell'ente dilazionando i tempi di questa incresciosa vicenda? Il dubbio è leggittimo e condivisibile.

Dubbi e perplessità

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 13:47
Caro Ricci: sono d'accordo con Lei.
Le ripropongo un mio commento di poco fa in altra sede

<>

E, cosa direbbe questo Statuto in materia?

Dubbi e perplessità

Inviato da ercole ricci il 16/04/2012 14:11
Come Lei non sono a conoscenza delle disposizioni previste dallo statuto ma credo che di fronte ad una situazione così "ingarbugliata" paradossale ed insopportabile, non ci si tira indietro ma si fa in modo che se vi sono responsabilità personali vengano denunciate. A me invece sembra che qualcuno, come si suol dire Ha tirato il sasso ma ha nascosto la mano dietro la schiena.

Dubbi e perplessità

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 14:19
Purtroppo non sono a conoscenza nemmeno io di quanto e se lo statuto Camagni disponga sui conferimenti e revoche d'incarico.

Voglio pensare le dimissioni siano anche servite a sopperire a tale punto, se non esiste.

Dico questo solo: chi sa ora parli e, soprattutto un Presidente unico depositario dei necessari poteri, ora di fatto sconfessato ci racconti tutto, ma tutto e dalla a alla zeta, non pensa ?

Dubbi e perplessità

Inviato da ercole ricci il 16/04/2012 14:25
Asssolutissimamente d'accordo. E' proprio quello che i cittadini chiedono. Trasparenza, solo trasparenza.

Dubbi e perplessità

Inviato da Mario Rossi il 16/04/2012 15:17
Sono d'accordo con lei ed aggiungo: non è che qualcuno che vuol far rifare l'asta e quindi bloccare il tutto spinga a dimettersi 3 consiglieri proprio adesso che la faccenda sembrava finalmente avviarsi verso la conclusione (liberazione dello stabile ecc.) ?

Dubbi e perplessità

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 15:33
ma, abbiamo la certezza, la prova provata che fossimo davanti ad una certa e positiva conclusione ? Vi è o no questa certezza ?

????

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 14:52
Se i 3 dimissionari erano in minoranza il suo discorso aveva senso ma essendo la maggioranza potevano fare quello che volevano quindi ai lettori la logica conseguenza.

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 15:06
Come ha già provato a spiegarle il sig. Verdone, dipende da cosa dice lo statuto della Camagni in caso di revoca di una delega ad operare (data al sig. Parigi dal consiglio per chiudere l'affare ex cinema).

Capirà anche lei che, se nello statuto non è prevista una modalità di revoca o di sfiducia,Parigi non poteva essere allontanato e di allontanarsi lui non sembrava averne intenzione, nonostante sia stato lui stesso a dire che se la cosa non si fosse risolta in 15 giorni se ne sarebbe andato (queto quasi 2 mesi fa)..

Quindi è inutile stare qui a discutere, tanto credo che comunque, adesso che i consiglieri dimissionari non hanno più il vincolo del silenzio..non ci vorrà molto per far venire a galla tutto..

????

Inviato da Mario Rossi il 16/04/2012 15:21
Potete dire quello che volete ma se 3 consiglieri su 5 vogliono le dimissioni del Presidente lo sfiduciano e questi decade dalla sua carica.
Qesta a parte lo statuto è una certezza.

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 15:28
"Questa a parte lo statuto è una certezza."

Credo si commenti da sola..

Vuole forse che perdiamo un pomeriggio per andare a vedere tutte le dichiarazioni rilasciate da Parigi..dove diceva che aveva pieno mandatao per fare tutto, dove diceva che la colpa era solo del comune che non autorizzava preventivamente il progetto, dove diceva che si srebbe dimesso se non concludeva l'affare in 15 giorni..

????

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 16:12
Allora forse non si vuole capire: il pieno mandato Parigi l'aveva ma se in tre su cinque sfiduciavano il Presidente LO MANDAVANO A CASA !

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:23
Negri, per l'ennesima volta le dico che una sfiducia è ammissibile solo se prevista dalle norme Statutarie.
Lo prevede ? Sì ? Allora vi è un modus operandi censurabile.
Non lo prevede ? No ? Che avrebbe fatto , lei, in caso di disaccordo ?

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 15:30
Ma poi, non distogliamo l'attenzione dal problema. Perchè l'atto non è ancora stato fatto? Se sposiamo la sua tesi, ovvero che i consiglieri potevano sfiduciarlo, ma non l'hanno fatto, vuole dire che Parigi aveva lòa fiducia per concludere l'affare. Questa è semplice logica.

Quindi, se l'affare non è concluso, un motivo ci sarà o no?
E come fa ad imputarlo ai consiglieri dimissionari e non a Parigi?

La barca affonda..

????

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 16:22
la linea dei Consiglieri dimissionari (rifare l'asta o rogitare senza liberare lo stabile) non è stata perseguita perchè contraria alle leggi italiane, in caso contraria l'avrebbero perseguita.
Si è ancora perso tempo e speriamo che il nuovo Consiglio non perda più tempo e liberi l'immobile se vuole concludere la vendita.

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 17:02
ma lei Della Valle di che parla? Di che leggi va cianciando? Di che linee ?
Ci spiega meglio ?

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 15:36
che le dimissioni di tre consiglieri comportino la decadenza del Presidente da una carica, questo lo dice Lei.
Prova ne dà che il Presidente é ancora in carica, ergo non è decaduto e che i tre membri dimissionari possano essere rimpiazzati.
Statuto permettendo.

????

Inviato da Attilio Negri il 16/04/2012 16:04
Non sono le dimissione a comportare la decadenza del Presidente ma la sfiducia dei tre (su 5) avrebbe comportato sicuramente la decadenza della carica di Presidente.

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:13
Negri, ma proprio le sfugge che una Fondazione sia governata anche da uno Statuto????
E che in uno Statuto eventualmente si parli di decadenza, sfiducia o quant'altro senza tanti "avrebbe o potrebbe" ?

????

Inviato da Marco Della Valle il 16/04/2012 16:17
Sarò pratico: se in tre su cinque votavano per far andare a casa il Parigi, il Presidente andava a casa.

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 16:21
sarà pratico fin che vuole, ma la sua pratica si scontra con la realtà di uno Statuto ammesso lo stesso contempli sfiducia o decadenza ; prova ne dà che - la decadenza di una maggioranza numerica non ha per nulla mosso il Parigi dal suo ruolo. E'così difficile capirlo.
Non possono 3 consiglieri o 4 alzare la mano e inventarsi un qualcosa che non è contemplato, su, ma occorre tanto a capirlo ?

????

Inviato da Coaster Tirano No Grazie il 16/04/2012 17:34
Evidentemente non lo capisce.
Proviamo a fare un esempio pratico, magari così è più comprensibile.

In parlamento la "maggioranza" può andare sotto, ovvero essere in "minoranza" su una votazione anche 1.000 volte senza che sussita un obbligo specifico che costringa il governo da essa sostenuto a dimettersi. Solo in caso si ponga la fiducia ed il governo esca sfiduciato dalla votazione la legge impone che si dia il via alla cosiddetta "crisi di governo" .
Ora, se nella nostra regolamentazione non esistesse la fiducia, nulla impedirebbe ad un governo in carica di rimanere tale nonostante il voto contrario del suo parlamento, se non il buon senso, ovvero il capire l'impossibilità di continuare in una situazione di totale ingovernabilità.
Ma se la governabilità fosse assicurata da una delega totale, capace di lasciare tutte le scelte in seno al governo senza più passare dal parlamento?

Ecco..è questo che va capito! Parigi poteva essere sfiduciato? Se si allora i consiglieri hanno sbagliato ad andarsene, dovevano cacciare Parigi!
Se invece lo statuto della Camagni non prevedeva una tale situazione e Parigi poteva fare ciò che voleva in virtù della sua delega..allora i consiglieri hanno fatto bene ad andarsene, lasciando allo stesso tutta la responsabilità di questa incresciosa vicenda.

????

Inviato da carina il 16/04/2012 18:18
certo, ma qui c'è qualcosa che muove chi si è dimesso, è difficile capirlo? piccoli soldatini agli ordini di qualcuno.

????

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 19:32
sì. mi è difficile capirlo.
Ce lo spiega quello che per lei é stato facile capire, o, anche questa volta, lei non sa niente, non ha posizioni, parla tanto per parlare ??

astio

Inviato da carina il 16/04/2012 18:14
mamma mia quanto astio! in italia ormai è così: è più facile dimettersi che prendere una posizione seria! tre su cinque, la matematica non è un'opinione, fanno la maggioranza. ma la gente senza palle si dimette. è più semplice che lottare.

astio

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 19:30
ringrazi il Cielo d'essere in democrazia e di potere sempre e comunque sparare lei con astio contro chunque : lei, che non prende mai posizione, che se parla offende, insulta.
La classica persona che preferisce chi racconta palle; poi si permette di definire senza palle chi si è dimesso - tardi ma lo ha fatto - di fronte ad una gestione insostenibile ( il tutto in assenza di norme statutarie).

astio

Inviato da carina il 16/04/2012 18:14
mamma mia quanto astio! in italia ormai è così: è più facile dimettersi che prendere una posizione seria! tre su cinque, la matematica non è un'opinione, fanno la maggioranza. ma la gente senza palle si dimette. è più semplice che lottare.

astio

Inviato da ercole ricci il 16/04/2012 18:55
I commenti dei lettori che precedono continuano a fare riferimento allo statuto della Fondazione Camagni, a quello che lo stesso prevede in casi come questi. Ma io mi chiedo, la dignità, il senso di respensabilità di un presidente che fino a prova contraria ha dimostrato la sua incapacità nella gestione delle trattative, dove è finita? Io non ho assolutamente nulla di personale contro il dott Parigi però a tutt'oggi non ha tenuto fede alle sue promesse, fatte anche attraverso questo giornale. Non solo ma si è risentito quando qualche lettore ha criticato la sua modalità di gestione della trattativa. Non sarebbe più opportuno fare il cosidetto passo indietro e lasciare ad altri la gestione della vicenda che ormai sta assomendo aspetti al limite della ridicolaggine?

astio

Inviato da Carlo Verdone il 16/04/2012 19:35
caro Ricci, lei ha detto una verità inconfutabile.
Manca la dignità.
E, di fronte a questa sequenza ridicola di evenhti, un Presidente è ancora lì, ancorato al suo posto: e non dice, nè parla. Bocca cucita.
Va avanti per la sua sciagurata strada, quello sì!

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