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martedì 17 aprile 2012

GIRO DI CARTE DI CREDITO STRONCATO DAI CARABINIERI

16 aprile 2012 - 2 arresti e 19 denunce a piede libero: sono questi i numeri della complessa attività che i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna, in collaborazione con il Comando di Sondrio, hanno concluso dopo un anno e mezzo di indagini.

Tutte era partito nell’ottobre del 2010 quando circa 2.000 ignari cittadini si erano rivolti all’Arma di Vergato per segnalare la sottrazione fraudolenta dei codici dei propri bancomat e/o carte di credito con i quali erano stati effettuati numerosi prelievi di denaro in paesi esteri, quali Stati Uniti D’America, Argentina, Filippine, Russia, Spagna, Inghilterra.

A seguito dell’anomala concentrazione di un così elevato numero di denunce e il fatto che, seppur in maniera meno massiccia, si erano riscontrati numerosi analoghi casi nell’intera provincia bolognese, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna, coordinandosi con la Polizia postale, ha avviato complesse ed articolate indagini.

Dai primi accertamenti emerse che gli utilizzi fraudolenti delle carte clonate avvenivano sia tramite sportelli ATM (Automated Teller Machine), sia attraverso operazioni commerciali via internet (c.d. e-commerce), sia con acquisti presso negozi.

Solo per citare le tecniche più diffuse, le clonazioni potevano essere avvenute attraverso:

  • i POS (Point Of Sale) installati presso i punti vendita, che può avvenire con la materiale sostituzione dell’apparecchio con uno modificato capace di immagazzinare i dati, il quale viene poi recuperato;
  • la manomissione di sportelli bancomat;
  • la sottrazione dei dati durante le transazioni commerciali on-line (ipotesi c.d. card not present).

La svolta avviene quando, monitorando i vari acquisti fraudolenti su carte clonate, i Carabinieri si imbattono in alcune di esse avvenute nel nord Italia, in particolare presso alcuni centri commerciali in Lombardia. Dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso si è scoperto che a effettuare le indebite spese erano cittadini di colore.

In particolare, in provincia di Sondrio, nel centro commerciale “Le Torri” di Castione Andevenno, alcuni stranieri avevano acquistato un telefono cellulare di ultima generazione presentando alla commessa un documento di cui ne verrà in seguito denunciato lo smarrimento nel verosimile tentativo di sviare le indagini.

L’associazione del nome ai volti impressi nelle immagini dei circuiti di videosorveglianza avveniva grazie ai controlli sul territorio da parte dei Carabinieri che, proprio il giorno dell’acquisto del sopra menzionato apparecchio cellulare, avevano fermato in un posto di blocco proprio i tre soggetti.

Individuato l’uomo che aveva materialmente acquistato il cellulare domiciliato a Bergamo, si è proceduto con la perquisizione trovandolo in possesso di alcune carte di credito solo all’apparenza genuine. Infatti, i Carabinieri di Vergato, sono riusciti a verificare il codice “nascosto” sotto la banda magnetica ove individuavano alcuni codici abbinati a carte di credito appartenenti a cittadini americani e clonate.

L’Autorità Giudiziaria di Sondrio, ricevuti gli esiti investigativi, ha emesso a carico del di T.A.K., un ivoriano 34enne operaio con precedenti, un provvedimento restrittivo a cui veniva data immediata esecuzione. L’uomo, dal carcere, non ha messo alcuna colpevolezza, ma le spese in Lombardia hanno subito una evidente diminuzione.

Il costante monitoraggio delle spendite delle carte di credito clonate da parte dei militari della compagnia di Vergato, ha poi registrato una trasmigrazione del fenomeno verso la riviera adriatica, e in particolare nelle province di Rimini ed Ancona. In quest’ultima provincia emergeva una maggior concentrazione di spendite.
Le modalità dei fraudolenti utilizzi delle carte di credito aveva sempre lo stesso cliché: acquisti presso centri commerciali, abbigliamento griffato, serate in discoteche di grido, ricariche post-pay e rifornimenti di carburante ed acquisti on-line.

I militari della Compagnia di Vergato si sono messi sulle tracce dei “cyber truffatori”, indicati come stranieri di colore, battendo palmo a palmo le zone in cui erano avvenute le spendite, acquisendo filmati delle telecamere a circuito chiuso, cercando di rintracciare una Hyundai Coupé di colore grigio indicata dai commercianti ove erano state effettuate i gli acquisti truffaldini.

A quel punto, attraverso “Facebook”, i militari hanno acquisito, nella zona di Ancona, alcune foto tra le quali individuavano quella di un soggetto che assomigliava ad uno dei personaggi presenti nelle immagini registrate dalle telecamere presso un negozio ove era stata effettuata una spendita “irregolare”.

Nel corso dell’attività info-operativa, i militari hanno appreso che il personaggio si sarebbe recato in un paese vicino ad Ancona, Osimo; qui Carabinieri hanno intercettato una Hyundai grigia con a bordo da giovani di colore, tra i quali veniva riconosciuto lo stesso uomo immortalato dalle immagini delle telecamere e nella foto su Facebook.

L'uomo è stato identificato in E.G.24enne, disoccupato.
Accertato che le spendite avvenivano anche tramite ricariche Post-Pay, grazie alle telecamere di un ufficio postale anconetano, veniva acquisito un filmato che riprendeva la responsabile della ricarica , poi anch’essa identificata grazie a foto pubblicate su Facebook: le sue iniziali sono O.B.E. 37enne nigeriana, impiegata.

Infatti, la donna veniva riconosciuta in una foto mentre danzava con l’uomo della Hyundai e del “maglione alla moda”, E.G., nei cui confronti era già stata avanzata richiesta di custodia cautelare in carcere.
Nel frattempo, però, E.G. è stato arrestato in flagranza di reato per indebito utilizzo di carte di credito clonate dalla Polizia di Stato di Ancona e nella circostanza gli sono stati sequestrati 2 PC. Dall’esame di tale materiale informatico sono emersi particolari interessanti che hanno permesso di aprire nuovi scenari.

Infatti, sono emersi contatti con paesi dell’Indocina (Vietnam) e nominativi dai nomi verosimilmente fittizi. L’ipotesi investigativa, confermata dall’indagato, era che i codici venivano letteralmente acquistati su siti dedicati denominati ICQ e pagati, per un valore di circa 10/20 euro a codice, attraverso società di Money Transfert a cittadini vietnamiti.

Il canale di approvvigionamento individuato, ha permesso di scoprire che molti erano i cittadini di nazionalità nigeriana, tutti con precedenti specifici per utilizzo e spendita di carte clonate e “circolanti” sul territorio nazionale, ad aver acquistato codici di carte clonate.
Sono state quindi numerose le perquisizioni richieste.
Proprio nel corso di una di queste perquisizioni in Genova veniva tratto in arresto un cittadino nigeriano, E.U.D. 24 enne, calciatore in una squadra di quella provincia, trovato in possesso di codice di una carta di credito risultata clonata, cosa della quale neppure il proprietario, un dirigente d’azienda bolognese, si era ancora accorto.

Al termine dell’indagine, durata circa 2 anni, sono stati quindi arrestati due cittadini stranieri, denunciate 19 persone in stato di libertà, tra le quali figura un italiano residente in Campania, effettuate 30 perquisizioni e sequestrati alcuni computer e i-Phone, oggetto di acquisti truffaldini, nonché 20 carte di credito risultate “clonate”.
Migliaia sono stati i codici clonati recuperati e tolti dal mercato illegale.

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