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giovedì 17 maggio 2012

AVERE IL DIGITALE TERRESTRE CONVIENE?

16 maggio 2012 - Una commissione tecnica si recherà in Aprica, fra un mese, per dimostrare che il digitale terrestre è stata la scelta giusta.
Ci si è spesso chiesti se sia valsa la pena di passare al digitale terrestre.
Dover acquistare un nuovo televisore, oppure almeno un decoder per far funzionare quello vecchio, dover rinunciare alle antenne, dover risintonizzare il tutto, e “ce la farà poi il vecchio impianto d’antenna?” Sono domande che tutti si sono posti.
E poi aver a che fare con un digitale ove se le immagini arrivano sono di ottima qualità, ma se la ricezione non è buona non arrivano nemmeno e lo schermo resta buio, quando invece con la vecchia TV analogica qualcosa si riceveva sempre, anche se l’immagine era sgranata o saltellante. Ecco, ne è valsa la pena?
Il progetto editoriale “Le Televisioni impossibili” lanciato nel dicembre scorso sulla rivista BROADCAST & PRODUCTION dall’ing. Davide Moro vuole rispondere a questa domanda dimostrando che col digitale terrestre si possono ricevere immagini televisive di ottima qualità tecnica anche dai punti più inaccessibili delle nostre Alpi e, nel contempo, mettendo in luce l’elevata affidabilità e maneggevolezza degli strumenti di misura necessari a tali rilevazioni.
Una squadra di spericolati tecnici televisivi alpinisti, armata di recentissimi strumenti di ridotto ingombro e peso, quali antenne di misura, relativi treppiedi e analizzatori TV, dopo aver esplorato le Alpi valdostane e liguri, si accinge a farlo ora anche sulle Alpi valtellinesi, meta il Monte Palabione che domina il passo dell’Aprica.
Mercoledì 16 giugno una squadra tecnica, composta dall’ing. Davide Moro, responsabile del progetto editoriale detto, da Andrea Rivetta, direttore di Broadcast & Production, da Damiano Cogni, tecnico di El-Towers e da Vincenzo Potertì di Delo Instruments/Sefram Aldena, arriverà all’Aprica ove, con la preziosa assistenza del locale Ufficio Turistico, del CAI e del Soccorso Alpino e sotto l’amorevole sguardo dell’ing. Franco Visintin, che visse con la RAI la vicenda delle riprese di quaranta anni fa, salirà in cima al Palabione per rilevare quanto è ricevibile in digitale terrestre e controllarne la qualità tecnica. 

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