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giovedì 24 maggio 2012

FILASTROCCA: Se ta gh’ée fam màia ‘n scàgn

[ASCOLTA L'AUDIO] La filastrocca è un tipo di componimento breve con ripetizione di sillabe ed utilizzo di parole di estrazione popolare. Cici Bonazzi ha voluto raccoglierle e tradurle nel vernacolo tiranese aggiungendo la traduzione italiana e, con grande maestria, recitarle affinché i bambini le conoscessero e i grandi le ricordassero.
Esse sono un tesoro lasciate in eredità dalle generazioni che ci hanno preceduto e che ci appartengono di diritto.
Sono un tesoro di civiltà e cultura contadina che non si deve dimenticare. Esse sono frutto di esperienza e di una civiltà arcaica dove la campagna, il bosco, gli animali e soprattutto la salute del corpo erano le basi principali della vita e di ogni cosa.
A volte alcune parole sembreranno piuttosto “ volgari “ ai più , ma sono espressioni di un vivere a contatto con la natura e alla vita dura della campagna. Affinché il patrimonio di questa cultura non venga disperso con l’impetuoso prevalere della lingua madre che in tutte le regioni italiane ormai sta travolgendo, anzi distruggendo tutti i dialetti, mi piace proporre, a cadenza settimanale, una filastrocca.
Gratitudine e ringraziamento vadano al poeta e scrittore dialettale Cici Bonazzi che, con grande amore e fatica, ha saputo raccogliere e “cantare“ nell’idioma tiranese ciò che i lettori del giornale on- line Intorno Tirano troveranno ogni settimana con il titolo “ La Filastrocca “ .
A cura di Ezio Maifrè  

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Se ta gh’ée fam
màia ‘n scàgn,
al scagn l’è dür
màia ‘n mür,
al mür l’è fat
ciàpa ‘n rat,
al rat al cur
ciàpa l’astùr,
l’astùr al sgòla
màia la còla,
la còla la tàca
màia le càca,
la càca la spüza
maiàla tüta,
tüta l’è trop,
màian fin che ta ga n’ée abòt

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