L'archivio del portale di informazione e commercio INTORNO TIRANO (www.intornotirano.it)

Etichette

sabato 19 maggio 2012

"LE NOSTRE VIE": LA VIA S. AGOSTINO

Con ogni provabilità la via S. Agostino è stata nominata per ricordare l’antica presenza del convento Agostiniano che ebbe sede in parte di palazzo Marinoni. (di Ivan Bormolini)
Percorrendo via XX Settembre verso piazza San Martino, appena lasciato il porticato di palazzo Marinoni, inizia la via S. Agostino, parte del cuore del centro storico tiranese; questa prosegue fino ad immettersi in via Torelli.
La via, sicuramente parte integrante del sistema viario e pedonale dell’allora borgo tiranese, nel tratto iniziale si presenta con palazzi recentemente al centro di una grande opera di riqualificazione tra cui quello dove oggi hanno sede gli uffici della Aevv.
La storia agricola locale di un tempo, proprio a piano terra dell’edificio appena citato, vedeva un luogo molto importante ovvero la latteria tiranese “ la Caséra”.
A Tirano infatti fino ad alcuni decenni fa l’allevamento di bovini da latte costituiva parte integrante se non fondamentale dell’intero ciclo agricolo, moltissimi agricoltori tiranesi erano allevatori e dalla vendita del latte traevano dei guadagni. Questo dato è confermato dal fatto che non esisteva solo la latteria di Tirano, ma ve ne era una a Madonna di Tirano e funzionava anche una latteria turnaria nella frazione di Baruffini.
Ma torniamo alla Caséra di Tirano; in tempi piuttosto lontani i conferenti portavano il latte, la mattina e la sera in quella latteria; lì vi era addirittura un casaro che produceva formaggi e burro con le attrezzature tipiche di quel mestiere che era un’arte.
Profonde erano le cantine dove su tavole in legno si provvedeva alla stagionatura delle varie forme che venivano prodotte.
L’andar del tempo e forse pure i sempre minor guadagni, fece si che l’attività di allevamento venisse a ridursi; la figura del casaro venne meno ed il latte, conferito sempre in minor quantità, veniva venduto ad una grossa latteria della bassa valle, fino alla definitiva chiusura di quel luogo storico.
Scomparvero quegli allevatori che giungevano da varie parti di Tirano che dopo le due mungiture giornaliere arrivavano alla Casèra con la “brentina del latte” sulle spalle e cessò pure quel rituale ripetuto ogni giorno da parte di parecchie persone di Tirano che dopo la messa prima o dopo quella delle 18.00 arrivavano alla latteria con quel tipico secchiellino in alluminio col coperchio per prendere il loro fabbisogno giornaliero di latte fresco appena munto.
Era una sorta di pellegrinaggio, allevatori e consumatori, una cartolina di quella Tirano e di quella via d’altri tempi.
Ma torniamo alle costruzioni; da decenni una buona parte delle case presenti in via S. Agostino risulta in stato di completo degrado; osservandole si intravedono le tipologie costruttive di un tempo, ma ora va elogiato il fatto che è previsto un intervento imponente e nello stesso tempo importante, un piano di recupero che ridarà nuove caratteristiche a quest’area del centro storico che certo fa brutto vedere in un contesto comunque sempre più curato e a misura di cittadino e turista.
SE NON VISUALIZZI LE FOTO CLICCA QUI
Altra nota importante in merito alla via è la chiesa di Sant’Agostino; si è portati a pensare che questa chiesa esistesse già nel tempo della presenza dei Padri Agostiniani giunti a Tirano verso la metà del trecento e rimasti sino al 1654.
Tuttavia, l’esistenza di una chiesa annessa al convento non è supportata da alcuna fonte. Questa ipotesi potrebbe essere credibile per due motivi: il primo, la chiesa è una costruzione risalente al 600 e il secondo fa riferimento al fatto che nella prima metà del XVII secolo i Padri Agostiniani officiavano nella chiesa di San Carlo dietro convenzione con Francesco Venosta, proprietario della chiesa annessa alla sua residenza.
I lavoro di edificazione di questo luogo sacro, chiamato comunemente da tutti chiesa di Sant’Agostino ma in realtà dedicata a San Nicola da Tolentino, ebbero inizio nel 1656, anno della morte di G. Battista Marinoni, e procedettero in modo celere tanto che il sacro edificio era già officiato nel 1658 a soli due anni dall’inizio dello opere di costruzione.
Tanta celerità fu resa possibile grazie alle numerose donazioni di devoti canonici, lasciti testamentari, poi in generale grazie alla grande generosità dei tiranesi riconoscenti per la possibilità data ai loro figli di accedere gratuitamente all’istruzione di base, e ai maestri della “scuola Marinona” che talora impegnarono per “ la Fabbrica” il loro stipendio annuale.
Della chiesa si occuparono i deputati ed i prefetti ai beni della scolastica essendo la chiesa annessa alla scuola, e gli affiliati alla Confraternita del Suffragio in quanto loro oratorio contribuendo a dotare la chiesa stessa di arredi.
Non ci soffermiamo sugli interni della chiesa, ma facciamo notare che dietro la chiesa vi è una vasto locale dove i confratelli si radunavano per le loro orazioni.
Sulla facciata esterna, che da su via XX Settembre, notiamo la presenza di un affresco ormai cancellato, osservando comunque l’intera facciata e considerando che questa fa parte integrante di un tratto di centro storico tiranese sarebbe bello un giorno rivederla in tutto il suo storico splendore.
Ivan Bormolini

Fonte: Tirano il Centro Storico storia, arte e cultura
Autore: Gianluigi Garbellini 

Nessun commento:

Posta un commento