15 giugno 2012 - Nei giorni scorsi è stata attivata una raccolta firme per la bonifica della zona Rodun di Tirano.
Ha raccolto 110 firme la petizione (recapitata al Sindaco, al Prefetto, all'Arpa e all'Asl) lanciata nei giorni scorsi dagli abitanti del Rodun, zona di periferia di Tirano vicino alla centrale del teleriscaldamento. Il terreno viene usato da una ditta locale, che ha ricevuto le autorizzazioni dal Comune, che ne è possessore, come deposito di terra e sassi.
"Non avremmo voluto giungere alla raccolta firme, - si legge nella petizione - ma lo facciamo per chiedere a gran voce (anche dopo diversi colloqui con l'amministrazione, Ndr) che si faccia qualcosa per risolvere una situazione diventata nel tempo insostenibile, per le seguenti ragioni:
- il vento porta la sabbia e la polvere di catrame direttamente nelle nostre case;
- i casi di allergia alla polvere e di secchezza oculare sono diventati penalizzanti per molti bambini ed adulti;
- la zona non è in sicurezza: nessun muro di cinta e i nostri bambini entrano a giocare... con il rischio di incidenti;
- la ditta non rispetta le regole, irrorando solo saltuariamente la zona di ingresso all'area, lasciando tutto il resto libero di sollevare polveroni al passaggio degli automezzi".
Dopo un articolo apparso su La Provincia di Sondrio, aveva risposto, sempre sulle stesse colonne, l'Assessore Francesco Saligari. "Queste risposte, ha spiegato Tiziana, una promotrice della raccolta firme, non ci soddisfano per due ragioni:
- l'Assessore non ha facoltà di dire che "la situazione non è drammatica", ma tocca all'Arpa e all'Asl stabilirlo;
- anche se non siamo in "centro alla città" paghiamo le stesse tasse che in Piazza Cavour, e quindi dobbiamo essere tutelati anche noi che, tra l'altro, con le nostre case siamo qui da prima della discarica.
Detto questo - conclude Tiziana - non vogliamo litigare con nessuno: vorremmo solamente ciò che ci spetta di diritto".
Di risposta, l'Assessore Francesco Saligari, conferma la volontà dell'amministrazione di far rispettare le regole all'azienda locale, attraverso, se necessario, l'intervento dell'Ufficio Tecnico e della Polizia Locale. "L'impresa - ha dichiarato l'Assessore - ha un contratto d'affitto annuale e si tratta pertanto di una soluzione provvisoria; abbiamo già comunicato all'impresa che dovrà spostarsi".
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