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sabato 9 giugno 2012

VANGELO VIA MAIL: "SOLO LUI"

8 giugno 2012 - “Solo Lui” - Marco 14,12-16.22-26. Corpo e Sangue del Signore. (Di don Roberto Seregni)

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti».
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In questi ultimi giorni mi sono arrivate centinaia di mail e messaggi su FaceBook da parte di amici e lettori che mi assicurano la loro preghiera e la loro amicizia per questa nuova esperienza missionaria in Perù che mi preparo a vivere.
Mi è davvero impossibile rispondere a ciascuno, quindi “sfrutto” questa pagina per ringraziarvi di cuore e chiedervi di continuare a ricordarmi nella vostra preghiera.
Almeno per un mese spero di proseguire queste pagine di commento al Vangelo domenicale... Vedremo. Vi terrò aggiornati!

Mentre stanno per spegnersi le campanelle scolastiche e molti oratori si preparano alle attività estive, la liturgia ci fa vivere la festa del Corpus Domini.
A volte, quando celebro la S. Messa, mi viene da sorridere pensando all’infinita fantasia di Gesù. Avrebbe potuto rimanere in mezzo a noi in mille e mille modi, avrebbe potuto lasciarci il segno definitivo della sua potenza e della sua gloria in una forma inequivocabile, tanto per convincerci al cento per cento e smuovere pure i più dubbiosi.
Invece no. Non sarebbe stato nel suo stile…

Gesù decide di rimanere in mezzo a noi, presente nella sua comunità nel segno fragile e quotidiano del pane e del vino.
Tutto il Suo corpo, la Sua storia, la Sua vita appassionata d’amore sono lì, in quel pezzo di pane. Da mangiare. Da contemplare. Da custodire.
Mangiare quel Pane è nutrirsi del cuore palpitante dell’amore, è assimilare il segreto di quella vita più forte della morte, è scoprire che Dio mi è più intimo di quanto io lo sia con me stesso.

Mangiare di Lui accettare e desiderare di essere spezzati come il Suo Corpo, è scoprire che solo Lui sfama e disseta le nostre inquietudini, che solo Lui può dare forza e direzione alla nostra vita, che solo Lui nutre i nostri desideri più profondi.
Mangiare il Suo Corpo è una dichiarazione di guerra alla mediocrità e alla superficialità, è abbattere gli steccati delle divisioni e del particolarismo, è allungare lo sguardo alla misura estrema del Suo dono.

Condivido un dono di un grande amico che raccoglie alcune immagini di questi anni tiranesi e uno dei brani più belli che abbiamo inciso con i ragazzi dell’Oratorio (clicca qui se non visualizzi il video)


Buona domenica e buona settimana
donRobi

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