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sabato 7 luglio 2012

PD SONDRIO: "NON PARTECIPEREMO AL COMITATO ISTITUZIONALE ACQUE"

6 luglio 2012 - Lettera aperta del segretario provinciale del PD Giacomo Ciapponi sulla questione delle acque e della riunione del suo Comitato Istituzionale.

“Ora è legge: 20 dicembre, una data che farà storia. In un anno e sei mesi abbiamo realizzato ciò che Valtellina e Valchiavenna attendevano da oltre 30 anni”. Inizio questa missiva con le Sue parole diffuse a tutti i cittadini della provincia di Sondrio nel dicembre del 2010. A queste si aggiungono proclami di fiumi di denaro che sarebbero arrivati in valle e manifesti roboanti di condottieri padani che, con il pugno alzato, dichiaravano „i soldi delle nostre dighe sono della nostra gente‟.

Il PD, aveva più volte invitato alla prudenza, ad usare toni meno trionfalistici e demagogici (lo abbiamo fatto nelle sedi istituzionali e anche in convegni pubblici). Il rischio di incostituzionalità di quelle norme era chiaro. Le norme che regolano il settore dell'energia sono chiare, norme rafforzate da una chiara sentenza della Corte Costituzionale in materia, la n.1/2008.

Ma anche dopo la censura di incostituzionalità della legge Regionale da parte del Governo (Berlusconi e Bossi), Lei ha dispensato ottimismo dicendo che la legge c'era e si sarebbe applicata.
L'ultima riunione del Comitato istituzionale acque risale al 26 gennaio 2011, riunito per inneggiare alla storica vittoria. Dopo le sentenze dell'alta Corte da parte sua è calato un silenzio imbarazzante. Ora alla luce del provvedimento del Governo Monti, torna a convocare il Comitato Istituzionale delle acque, gridando al ladro.

Ora, che la Lega si trova all'opposizione, prova ad inventarsi l'ennesimo colpo di teatro mediatico scaricando i fallimenti Suoi e del Suo partito sul Governo Monti, sul PDL e sul PD. Si grida allo scippo di una “borsa” che non è mai stata nelle mani del territorio. Rischia di diventare l'ennesima bugia mediatica per coprire i fallimenti di una crociata non riuscita, miseramente affondata nella demagogia di manifesti e proclami tinti di un verde ormai sbiadito.

Ora, dopo 17 mesi, torna a riunire il Comitato istituzionale acque per scrivere degli emendamenti ad una norma! L'obiettivo è sin troppo chiaro: proporre emendamenti, sulla base della volontà di un territorio compatto ed unito, per poi scaricare per l'ennesima volta su altri un eventuale fallimento.

Considerando che la Lega è stata al Governo per otto anni, con una maggioranza parlamentare mai vista nella storia repubblicana, perché non ha messo mano alle regole per i bandi di gara delle concessioni idroelettriche?
La verità è che si sono perse le occasioni vere per incidere sulla questione rinunciando alla richiesta di competenza del demanio idrico e a proposte alternative di compensazione compartecipazione.

Con i tempi previsti (5 anni) per i bandi di gara si arriverà all'ennesima proroga
della parte delle concessioni idroelettriche in scadenza in provincia sino al 2017 (circa il 40% della potenza installata). Il resto scade nel 2029.
Come evitare l’ennesima proroga e il rischio di non toccare palla fino al 2029?
Nel 2010, con il ddl 78 del 31 maggio, i concessionari hanno ottenuto la proroga pagando 5 milioni in piu’ di sovracanoni. Risorse importanti ma forse esigue rispetto al valore della produzione (700 milioni di euro). E’ questa la strategia e l’obiettivo che il Presidente ha in mente? Forse le aspettative e le promesse erano altre.

La si smetta di dire che l'aumento dei canoni è stato un trionfo economico: rispetto a quanto guadagnano le aziende idroelettriche queste risorse sono briciole. Abbiamo creduto nello strumento del Comitato Istituzionale sulle acque, ma siamo stati profondamente delusi da come lei lo ha utilizzato, riducendolo ad uno strumento di semplice ratifica delle sue decisioni. Un comitato che raccoglieva tutte le Istituzioni e le Forze della Società civile della Valle, che poteva rappresentare un volano ed un luogo di sintesi e di iniziativa, è stato svuotato di significato (si contano in quasi tre anni di esistenza solamente tre riunioni).

Ora è giunto il momento di dire basta a questo metodo, all'utilizzo strumentale dei
Comitati riuniti ad uso e consumo delle Sue necessità. Non possiamo accettare
comitati ibernati che vengono tolti dal congelatore ad orologeria.
È giusto che il territorio provi ad intervenire nel dibattito in Parlamento. Ogni
occasione per rivendicare i nostri diritti va colta, ma lo si faccia con correttezza, nel tentativo di portare avanti le nostre battaglie.

Occorre ritornare alla politica che affronta i problemi nelle sedi istituzionali (a partire dal Consiglio Provinciale), che coinvolge veramente i nostri rappresentanti nelle Istituzioni di livello superiore, che ha la capacità di far convergere le proposte e la forza di portare avanti iniziative condivise. Basta con questi metodi che non portano da nessuna parte, che mettono la sordina al confronto
politico.

Lei aveva già avuto un mandato forte da parte di tutti, mandato di cui oggi non discute più. Il territorio aveva consegnato a Lei, attraverso il consenso dei Sindaci, delle forze politiche, economiche e sociali (poi diventata proposta di legge d'iniziativa Consigliare votata all'unanimità), la richiesta d'acquisizione e del trasferimento delle competenze sul demanio idrico dalla Regione Lombardia alla Provincia di Sondrio. Si riparta da lì, con coerenza e senza paura di fare una battaglia nei confronti di Regione Lombardia per acquisire competenze che daranno un maggiore peso contrattuale al nostro territorio nei confronti delle aziende idroelettriche.

Per queste ragioni non parteciperemo al Comitato previsto per venerdì 6 luglio. Questa lettera nasce anche nella speranza di far ripartire una discussione in Provincia. Abbiamo condiviso la battaglia sul mantenimento della Provincia quale luogo di sintesi e di programmazione; ma per far questo occorre disegnare una fase nuova ed occorre un cambio di rotta nei modi di lavorare.

Il territorio, in tutte le sue componenti, Le ha dimostrato di essere disponibile a lavorare insieme. Questo significa riconoscere reciprocamente i propri ruoli e lavorare in modo che tutti i soggetti coinvolti possano sedersi al tavolo tematico del momento convinti di poter portare il proprio contributo per il bene della Valle.

Giacomo Ciapponi
Segretario provinciale del Partito Democratico

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