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martedì 14 agosto 2012

PARCO GIOCHI: CONFRONTO TIRANO - LE PRESE

13 agosto 2012 - Un tiro di archibugio non ci arriverebbe, ma un tiro di mortaio sì. Questa è’ la distanza che separa Tirano dalla bella località Le Prese in Val Poschiavo... (Di Ezio Maifrè)
Ho citato questa antica forma di misura per dire che la distanza che ci separa dalla bella e fiorente località svizzera non è molta. Ho usato la stravagante forma di misura di distanza indicando il mortaio poiché detta località è posta ad una altitudine poco più di Tirano ed è adiacente al pittoresco lago.
Certamente non desidero bombardare Le Prese, ma sparare un grande confetto di amicizia, di stima e ammirazione per l’ordine e la cura del territorio di quella incantevole zona.
Tra i tanti delicati e bei luoghi da godere in quella Valle v’è un luogo che i bambini amano: il curatissimo e attrezzato parco giochi della località Le Prese.
Là, l’erba dei nostri vicini e amici svizzeri sembra essere più verde della nostra. Il mio campanilismo con Tirano, mio paese natale, mi urla contro. Non vorrei ammetterlo, ma forse è la verità.
parco poschiavo
Parco giochi in località Le Prese in Val Poschiavo
Quel parco giochi sembra essere tenuto in ordine da una mano di fata. Il prato verde è curato da fare invidia a un inglese. La fontanella in pietra posta su un lato con acqua corrente freschissima ha una vasca in pietra che invita i bambini a tuffarsi dentro. Le altalene lucide e linde con corde verdi, acciai cromati, e comodi sedili sembrano due libellule.
parco poschiavo1
parco poschiavo2
La casetta in legno con lo scivolo sembra far parte del regno di Heidi.
Lassù tutti i giochi hanno alla base dei tappetini di gomma; nessun buco per terra, nessuna pozzanghera anche quando piove. Il cancelletto di ingresso è tenuto chiuso per evitare l’uscita intempestiva dei bambini dal parco.
Mi stupisce la cura della siepe che circonda il parco. Per farla breve quel parco giochi è da sogno e per i bambini sembra una fiaba.
E’ poi vero che l’erba del vicino è sempre più verde?
Mah! Cerco di togliermi il tormento di testa e mi reco, per un confronto, nel nostro esteso e gran parco S. Michele a Madonna di Tirano.
Certamente con l’intenzione di tirare l’acqua al mio mulino trovando nel parco qualcosa che stupisca e che “ bagni il nasino“ ai nostri amici Poschiavini.
Ahinoi! Il cancello d’ingresso lato Sud del parco è aperto e per giunta con l’ingombro di tre macchine parcheggiate in parallelo.
Proseguo. Sempre con l’intento di cogliere, un nostro punto di forza!
Poveri noi!!! La fontanella, sempre aperta, spruzza l’acqua a distanza e un “coso “di plastica l’accompagna a lato rendendola lugubre. Faccio finta di non vedere e proseguo.
Ah, finalmente ci siamo! Vedo dei bambini gioiosi sulle altalene, sullo scivolo con casetta e su “ il fiore e il quadrifoglio ondeggiante”.
Subito l’occhio mi cade in terra. ll “ fiore “ non ondeggia sulla molla in posizione verticale, ma oscilla tutto storto. Il quadrifoglio in legno su molla è scheggiato e ha una maniglia rotta. Si capisce che sono giochi ormai vetusti e da sostituire.
Sotto le altalene dei grandicelli, lo scivolo, gli anelli e la corda a nodi s’ è formata una fossa terrosa profonda qualche centimetro. Quando piove l’acqua ristagna nella fossa e, anche quando ritorna il sole, rende problematico il gioco finché il tutto non asciuga e le mamme molte volte portano a casa i bimbi sconci come “ lingi de galerìa“.
parco s michele tirano
Parco giochi S. Michele a Madonna di Tirano
parco s michele tirano1
parco s michele tirano2
Sono assenti alcuni tappetini in gomma e il tappeto verde del parco giochi è a macchie di leopardo. In verità, da leopardo stravecchio e con pelo arruffato.
Insomma, non riesco a trovare un alibi per “ bagnare il baso “ ai nostri vicini svizzeri.
Un momento! Ho trovato il filo di Arianna.
E’ tutta colpa dello Spread, del nostro colossale debito pubblico, che ha reso molti cittadini, lavoratori e le casse dei Comuni quasi “a bulèta sparàda“.
Piovono tasse, sempre tasse, con soldi raccolti che volano altrove, che non si fermano in loco.
Penso: Sarà forse colpa del “patto di stabilità“ che ci impone rigore e non si possono spendere soldi delle tasse nemmeno per le attrezzature e la cura dei parchi per giuochi dei bimbi.
Penso ancora: La colpa è dell’Euro che si è svalutato nei confronti di altre valute.
Guardo la Val Poschiavo e sussurro: “Bella forza, amici svizzeri, tenere in ordine i parchi! Voi non avete l’euro, ma il franco!!! Bel fare e bel tenere per voi il prato verde e l’intero parco giochi ordinato, lucente alla Prese!!! Per noi è un gran sacrificio mantenere in ordine il parco S. Michele a Madonna di Tirano”.
Medito: Lutero sosteneva che il danaro fosse lo sterco del diavolo. Un grande sant’ uomo Giovanni Bosco invece soleva precisare che, con quello sterco, ci si concima benissimo tutto quanto. Aveva senz’altro ragione il Santo poiché , al giorno d’oggi, anche un bicchiere d’acqua va pagato.
Ecco, con tutte queste elucubrazioni ho trovato l’alibi a nostro favore: quàndu ‘l mànca la munéda se pö uramài fa pòch u negùt.
Però, per i nòs raisìn, tirùm fò ‘l pàn de bùca e tegnùm ‘n parco giöch curàa e bèl cùma chèl int ilò àli Presi. U no?
e.m.

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