22 settembre 2012 - Ho la fortuna, essendo in pensione, di
ascoltare su Rai uno la trasmissione mattutina “Radio anch'io” condotta
dall'ottimo Ruggero Po. Un'ora di gradevole ascolto dei problemi
nazionali e mondiali... (Di Giancarlo Bettini)
Oggi, 20 settembre 2012, tutta la trasmissione è stata
dedicata alla crisi delle industrie italiane. In buona parte il
conduttore ha trattato la crisi tarantina dell'ILVA.Desidero affiancare due grossi problemi, uno riguardante il sud e uno il nord del Bel Paese. Alcuni lettori sanno che, frequentemente, non dimostro tenerezza nei confronti dei politici. Un'annotazione critica: l'energia nucleare. E' stato ricordato anche questa mattina alla radio che da noi l'energia costa il 30% in più rispetto ai Paesi che hanno detto sì all'energia meno inquinante. Gli italiani non l'anno voluta e questo "no" pesa enormemente sulla concorrenzialità dentro e fuori i mercati europei. Un “grazie” a coloro che hanno votato per le energie alternative sufficienti a fare il solletico alla grande industria.
Quali sono i due grossi problemi?: le acciaierie ILVA nel sud e le Aziende Idroelettriche che sfruttano le acque nel nord, da noi in Provincia di Sondrio. Facciamo scorrere parallelamente i due problemi per il motivo che in questi casi la correlazione è massima, evidente.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Molto tempo addietro sono stati costruiti il maxi complesso dell'ILVA nel tarantino e le centrali idroelettriche da noi. Queste ultime con relative dighe a quote alte. In quegli anni c'era fame di lavoro ed ogni assunzione di persone sarebbe stata gradita anche al meno peggio dei sindacalisti, da Bonanni della CISL. Quindi per i politici di allora l'impiego di migliaia di addetti era tutta manna caduta dal cielo.
Nessuno ha pensato al rovescio della medaglia. A distanza di anni la medaglia si è rovesciata. Anticipo che nessuna colpa deve essere data ai nostri avi. La società è notevolmente cambiata ed oggi possiamo riportare quanto di negativo c'è scritto sull'altro lato del citato rovescio.
Per l'ILVA di Taranto esistono problemi complessi sia sulla produzione di acciaio, sia per quanto riguarda la salute della forza lavoro. Non sono certamente in grado di entrare nel merito, mi auguro solamente che i politici e i Sindacati tutti trovino il modo per non lasciare sulla strada migliaia di famiglie.
Quale la correlazione con la nostra provincia? Da noi, nel secolo XX, sono state costruite dighe, molte centrali, sfruttando l'oro bianco, l'acqua. Tutte la nostre montagne sono state bucate per ospitare nelle gallerie le tubazioni e queste ultime partendo dalle alte quote, terminano a valle creando energia elettrica, energia pulita.
Sempre sul rovescio della medaglia cosa troviamo? Che i nostri avi responsabili della cosa pubblica pur di procurare lavoro non hanno posto certe condizioni alle varie aziende. Non hanno richiesto il rilascio di un minimo vitale di acqua nei torrenti e nei fiumi. Di positivo la creazione del BIM ai tempi dei Ministri Vanoni e Valsecchi. Ente creato per il risarcimento dei danni ambientali provocati e per una giusta contropartita per la cattura completa delle acque. Inizialmente briciole di denaro donato rispetto agli enormi guadagni. Ente, il BIM, che ancora oggi esiste e che ha richiesto ed ottenuto, in un secondo tempo, un maggior introito per le casse comunali della Provincia.
Dopo alcuni anni si è giunti alla pazzia politica. E' stata varata la legge chiamata dei “piccoli salti”. Legge infame che ha permesso di prosciugare l'acqua dei torrenti non ancora captati. Legge creata per gli speculatori, a mio avviso per i morti di fame (fame di denaro). Poi qualche politico si è ravveduto ed oggi l'infame legge è stata cancellata.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ecco per quale motivo ho titolato “Al sud e al nord. Due povertà”. Una povertà nell'estremo sud e l'altra nell'estremo nord dello stivale. Povertà correlate. E' un solo esempio italiano, ma tutto il Bel Paese è in queste condizioni. Da ultimo il tentativo dei politici non eletti dal popolo, quello di toglierci l'Ente Provincia. Che Dio ci assista.
Giancarlo Bettini
Nessun commento:
Posta un commento