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giovedì 20 settembre 2012

LE PAROLE DI UNA VOLTA: "BARBA"

Inizia oggi una nuova rubrica sul significato e sulle origini di alcune delle nostre parole dialettali.
Questa parola è un po' particolare, innanzitutto è stata sostituita nel dialetto contemporaneo da una parola derivata dall'Italiano, "ziu" o anche "zio", pronunciata solitamente in modo simile a una "s" dolce, come la s di "rosa".
Barba, la vecchia parola dialettale, è stata "declassata" e, nel dialetto attuale della zona di Tirano, indica lo zio non sposato. Questo in realtà è un uso molto locale della parola in questione, che in Lombardia o in altre regioni non dovrebbe esistere.
Già nell'Ottocento però a Milano si diceva, " 'l'è minga roba de'l Barba", col significato di "non è roba da buttar via". Si potrebbe dedurre che la parola "barba",in due contesti diversi, abbia un significato un po' simile. In ogni caso fin verso la metà dell'Ottocento questa vecchia parola era condivisa in quasi tutti i dialetti del Nord, sia nelle città che nei paesi di campagna. La si poteva sentire usare tanto a Milano come a Venezia o Torino o Modena, e ancora altrove.
Mi ricordo tre zii di mio padre e mia madre, Toni, Bundi e Migliu, Emilio, coi quali si usava l'appellativo barba, seguito dal loro nome: barba Toni, barba Bundi, ecc. Usare la parola "barba" dalla seconda metà dell' Ottocento, non era forse un uso generalizzato ad altri paesi della zona di Tirano e forse non era unanime nemmeno nel mio paese natale, Stazzona di Villa di Tirano. Certo che i cambiamenti linguistici nel dialetto si sono verificati in tutta la zona di Tirano, con almeno qualche decennio di ritardo rispetto a Milano.
L'uso generalizzato della parola arcaica succitata, potrebbe indurre a pensare che in fondo i dialetti sono stati meno caratteristici di quanto spesso si dice. E' bene comunque ricordare che le differenze esistevano e non devono essere sottovalutate.
Semplificando un po' si potrebbe dire che riguardo ai vecchi dialetti forse solo una parola su cinque è veramente diversa da un paese all'altro. In ogni caso oggi tutti i dialetti lombardi, dove ancora si parlano, subiscono pesantemente l'influsso dell'italiano e si italianizzano. Quindi il nostro dialetto è sempre più zeppo di parole italiane: Zio, zia, padrin, invece di "gudazz", e altro.
Continuando, "barba" potrebbe avere le sue origini attorno all'anno mille, ma la derivazione non appare sicura: secondo alcuni la parola verrebbe dal latino, altri studiosi pensano a un'origine germanica del nome "barba". Ma l'etimologia non è così necessaria se non si conoscono le regole che stanno dietro all'uso di una lingua. Io ho cercato in questa occasione di suggerire qualche "pista" che possa permettere di riscoprire, anche se difficile ormai, il vecchio dialetto com'era veramente. Chi non fosse d'accordo su quello che ho detto, esponga pure quella che è la sua idea. Se ne può discutere.
Giac

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