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venerdì 21 settembre 2012

SOPPRESSIONE DEFINITIVA DEI GIUDICI DI PACE DI TIRANO, CHIAVENNA E MORBEGNO

20 settembre 2012 - Il CCVa informa della definitiva soppressione dei Giudici di Pace di Chiavenna, Tirano e Morbegno (che perde la sezione staccata del tribunale); resta, però, ancora una possibilità.
"I Giudici di Pace di Chiavenna, Tirano e Morbegno – informa il CCCVa (Comitato Cittadini Consumatori – sono stati definitivamente soppressi ai sensi del DECRETO LEGISLATIVO 7 settembre 2012, n. 156 “ Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei giudici di pace, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0176) (Suppl. Ordinario n. 185), ma potrebbero, come la mitica araba fenice, risorgere dalle loro ceneri".
I Giudici potrebbero restare, dicevamo, ma a caro prezzo. Lo precisa il secondo comma dell'articolo 3: “Entro sessanta giorni dalla pubblicazione gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui e' proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sara' messo a disposizione dagli enti medesimi”.
Il quarto comma precisa che l'amministrazione giudiziaria provvede solo la determinazione dell'organico del personale di magistratura onoraria e alla formazione del personale. L'ultimo comma prevede la chiusura se gli Enti Locali non provvedono come da impegni.

Non c'é niente da fare invece – come precisa il CCCVa – per la sezione staccata del tribunale di Morbegno. Il DECRETO LEGISLATIVO, nel primo articolo, é chiaro: “Sono soppressi i tribunali ordinari, le sezioni distaccate e le procure della Repubblica di cui alla tabella A allegata . In Lombardia sono, per l'esattezza, 12 sezioni oltre che Tribunali e procure di Vigevano e di Voghera.
La valutazioone conclusiva del CCCVa: "nel momento in cui si concentrano nei capoluoghi le funzioni, razionalizzando e risparmiando, paradosso dei paradossi per altra via il capoluogo dovrebbe passare, armi e bagagli, altrove. Presumibilmente per ragioni non di vicinanza, ma di minore lontananza in quel di Lecco. Non risparmiando ma aggravando costi, disagi, svantaggi per tutti.

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