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sabato 17 novembre 2012

AL MENSILE "IL TIRANESE SENZA CONFINI"

Caro Direttore Antonio Plaz, come ogni mese leggo il suo mensile e nel numero recentemente uscito a Poschiavo, novembre 2012, lei scrive l'Editoriale ed un altro articolo nell'interno. Argomento: l'orso che liberamente circola nella valle di Poschiavo e da noi in Valtellina... (Di Giancarlo Bettini)
Finalmente ho trovato in lei una persona normale, un uomo che non dice le cose a metà a differenza di altri bipedi che alle persone umane preferiscono gli animali. Sono, questi bipedi, dei fessi eletti in Europa od in qualche Stato della Comunità Europea. Appartengono, probabilmente, alla categoria degli ambientalisti, categoria che desidererei vedere presto in estinzione. Categoria che per l'1% per cento degli interventi sa quello che dice e nei rimanenti 99 emana cazzate.
Mi dicono che l'idea di inserire l'orso in tutto l'arco alpino, l'orso in libertà, sia venuta addirittura nella Comunità Europea. Verificherò per accertarmi di quanto riferitomi. Se fosse vero ecco l'ennesima cazzata nata in qualche mente bacata. L'orso, nella valle di Poschiavo, ha già provocato notevoli danni. Chi scrive ha già messo su carta cosa ne pensa della trovata varata.
Finalmente, caro Direttore Plaz, anche lei ha preso posizione sul suo mensile elencando i danni provocati dal plantigrado. Le persone della sua valle, lo sa meglio di me, hanno paura ad uscire dalle case e l'uscita la notte è per loro tabù. Potrebbe esserci qualche coppia di innamorati che desiderano, durante le loro effusioni amorose, essere osservati dalla pacifica bestia. In tal caso la pazzia si sarebbe estesa agli umani.
Se la “pacifica bestia”, come sembra, rischia di essere ammazzata da un contadino che ha subito danni notevoli, il responsabile del “delitto” dovrebbe essere premiato e l'animale dovrebbe essergli regalato. Solo in questo modo il contadino, dalle scarse possibilità economiche, potrebbe trasformare la pelle del defunto in una pelliccia da donare all'amata moglie per il prossimo Natale. E vi sembra poco?
Giancarlo Bettini

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