6 dicembre 2012 - La risposta del vice-sindaco Gianmartino
Della Vedova ad alcuni commenti apparsi nell'articolo "126.000 euro da
A2A: Della Vedova abbandona l'aula": "Il comportamento da “teatrino
dell’operetta” non mi appartiene e tantomeno fuggo dalle mie
responsabilità".
Il comportamento da “teatrino dell’operetta” non mi
appartiene e tantomeno fuggo dalle mie responsabilità. Lo è certamente
di coloro che vanno in scena con la maschera dell’anonimato per
disinformare in modo strumentale utilizzando la comunicazione on line e
di chi, a seconda della convenienza, veste casacche diverse.Ma veniamo ai fatti e alla storia.
La convenzione oggetto dell’addendum deliberato dal consiglio comunale il 5 dicembre scorso risale al 9 aprile del 1999 e fu negoziata e sottoscritta da AEM spa (ora A2A), dall’allora Presidente della Provincia di Sondrio Enrico Dioli, dal Comune di Tirano e dell’Alta Valle ad eccezione di Mazzo, Grosotto e Vervio che capitolarono in seguito.
Con questo atto venivano annullate tutte le convenzioni stipulate nel passato (1907, 1925, 1937) per la realizzazione di “un vasto e articolato sistema idroelettrico per il completo e razionale utilizzo delle risorse idrauliche dell’alta Valtellina” e all’art 10, dopo altri articoli ricchi di buoni intenti di collaborazione e di compartecipazione all’attività industriale idroelettrica con gli enti locali e alla messa adisposizione di qualche litro di acqua per l’attività agricola, si sanciva l’impegno da parte degli Enti locali a non opporsi al futuro rinnovo delle concessioni ed in particolare “a non presentare domande di subentro o di concessione in concorrenza con l’AEM spa”.
Soprattutto per questo articolo dai pesantissimi contenuti ed effetti per gli Enti Locali, nel 1999 seduto sui banchi della minoranza del Consiglio Comunale di Tirano con Sindaco Poluzzi, manifestai il mio dissenso e votai contro.
Nutrivo inoltre dei dubbi anche per la contropartita concessa determinata nella possibilità di ritiro da parte degli Enti locali di 9 mW di energia per i primi 10 anni e di circa 5 mW di Energia per i successivi 20 anni (fino al 2029), al prezzo di produzione idroelettrica delle centrali AEM, per la collocazione sul mercato tramite apposita Società compartecipata dai sottoscrittori (compresa AEM) ed individuata nella” Valdisotto Servizi”.
La Valdisotto servizi aveva il ruolo importantissimo di cercare clienti a cui vendere l’energia concessa in quanto se non ritirata rimaneva nella disponibilità di AEM senza nessun altra contropartita. Compito svolto in modo assai parziale e insufficiente per vari motivi solo in parte giustificabili . Di questo le spiegazioni e le eventuali responsabilità possono essere chieste a chi governò la società e a chi ne decise le attività.
Certamente, una convenzione più semplice con un riconoscimento economico, matematicamente identificabile, quale poteva essere la differenza tra il PUN (prezzo unico nazionale) per fascia oraria e il prezzo di produzione idroelettrica moltiplicato per la quantità di energia concessa agli Enti locali, avrebbe tolto dubbi ed incertezze interpretative che, passata la sbornia di solidarietà del 1999, si sono puntualmente verificate e mai risolte se non a condizione di intraprendere lunghe e costose azioni legali dall’esito incerto. Prova ne è che quando il Sindaco Del Simone a partire dal 2005, in rappresentanza dell’amministrazione Comunale, cercò in tutti i modi di poter ritirare l'energia per distribuirla tramite la propria azienda cittadina: trovò la secca opposizione da parte di A2A arroccata sulle proprie e immodificabili interpretazioni giuridiche. La solita storia di Davide contro Golia.
Ora, l’Addendum alla convenzione oggetto della delibera di consiglio Comunale del 5 dicembre, dopo tanti sforzi di negoziazione, è comunque e resta un compromesso dove il vantaggio per gli Enti locali è parziale e moltiplicato per un fattore di “Sconto/beneficio “ dello 0,2712 che di fatto riduce quasi ad un quarto il dovuto e di cui francamente non ho mai capito la validità e i presupposti interpretativi utilizzati per la sua determinazione in base all’art 5 della convenzione del 1999 madre di tutte le rogne.
Nel merito ero contrario allora e lo sono tuttora. Protesto per una mentalità vecchia e inefficace che si basa su giochi di forza e non sulla collaborazione e l’aiuto, che considera solo l’utile immediato e non investe sul futuro. Per un settore delicato come quello dell’utilizzo delle risorse idriche e in tempi di rinnovo delle concessioni il riconoscimento agli Enti Locali del giusto dovuto segnerebbe il passo di una nuova politica certamente lungimirante e utile per tutti.
Questo il motivo della mia uscita dall’aula: per provare ad aprire un dibattito e per non lasciare cadere cose importanti.
Dott . Gianmartino Della Vedova
Vicesindaco di Tirano
Vicesindaco di Tirano
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