9 dicembre 2012 - A pochi passi dal presepe dei sostenitori
dei “Piatun”, sono ancora visibili le tracce dello storico catello del
Dosso... (Di Ivan Bormolini)
Un maniero importante, dove soggiornarono, ospiti dei
loro Vassalli, i De Iudicibus e poi i Capitanei, il Vescovo Ardizzone
nel 1140 e in seguito altri presuli comaschi, Signori del feudo
Valtellinese.Poco dietro questo castello, vi era la chiesa dedicata a San Vigilio, di cui non rimane più traccia, ma comunque annoverata tra le chiese più antiche della nostra Tirano.
Edifici che furono tra i primi a sorgere e tra i primi ad essere annoverati nella storia della città, un tempo piccolo borgo contadino. Il Dosso, dunque, è una delle storiche contrade di Tirano, un tempo definite “Vico”, e forse oggi la contrada, nonostante i sapienti interventi di restauro delle dimore contadine, conserva proprio lo spirito di quella civiltà contadina.
Ed è qui, proprio dinnanzi a ciò che rimane di quelle grandi tracce di storia, che gli “Amici o Sostenitori dei Piatun”, per il secondo anno consecutivo hanno realizzato il loro presepe. L’opera, non vuole essere solo la bella rappresentazione della Natività e della Sacra Famiglia, ma è sempre di più un ricordo vivo dei nostri avi e dei nostri barbi, che vissero in questa contrada e che proprio su quei “piatun” si incontravano per parlare e discutere, semplicemente riposando il corpo e la mente da quelle tante fatiche della vita contadina.
Se quelle pietre grezze potessero parlare ci narrerebbero tanti racconti di un’esistenza ormai passata, fatta di semplici e piccole cose, dettate o scandite dal ritmo della vita contadina di un tempo.
Eccole allora quelle voci, oggi non le sentiamo più, ma gli amici che hanno realizzato questo presepe ancora le ricordano con tanta emozione.
È sufficiente guardare il presepe per comprenderlo, c’è la Natività e vero, ma ci sono, come in un bel museo, realizzato sotto una tipica volta che ripercorre ancora le tracce di un’architettura del tempo passato, tanti oggetti di uso quotidiano di quelle famiglie e di quei contadini che vivevano in contrada, cimeli, i vestiti di un tempo, realizzati a mano per le grandi occasioni i battesimi o le comunioni.
Insomma tutto ci riporta indietro nel tempo alla riscoperta di un mondo che oggi pare lontano anni luce, ma che poi, anche se si tende a dimenticarlo, è più vicino di quanto possa sembrare.
Complimenti dunque a questi
abitanti della contrada Dosso, a loro va il merito di ricordare il Santo
Natale ormai alle porte, ma va anche ampiamente elogiato lo spirto che
ha animato il loro animo durante la costruzione di quello che a me piace
chiamare una rivisitazione delle storie e dei volti di un tempo.
Il presepe è visibile tutti i giorni a partire dall’otto dicembre, giunti nella piazzetta del Dosso, basta prendere il tipico risc che sale, girare a destra e quasi per in incanto come in una storica vetrina d’altri tempi lo si può ammirare.
Dai sostenitori dei Piatun un sereno augurio di buone feste.
Il presepe è visibile tutti i giorni a partire dall’otto dicembre, giunti nella piazzetta del Dosso, basta prendere il tipico risc che sale, girare a destra e quasi per in incanto come in una storica vetrina d’altri tempi lo si può ammirare.
Dai sostenitori dei Piatun un sereno augurio di buone feste.
Ivan Bormolini
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