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martedì 15 gennaio 2013

CONFINDUSTRIA: "ANCHE IN PROVINCIA DI SONDRIO LA POLITICA DEVE CAMBIARE"

14 gennaio 2013 - Una politica nuova, realmente a servizio del Paese e del territorio. È la richiesta di Confindustria Sondrio alle liste e ai singoli candidati in occasione dell’importante tornata elettorale.
“L’Italia è in difficoltà e anche la Valtellina sta faticando. La politica deve tornare alle origini, al ruolo di servizio dello Stato che le è proprio e che è sancito nell’art. 54 della Costituzione. Queste elezioni sono una grande opportunità: le forze politiche dimostrino di sapersi rinnovare, promuovendo le riforme che servono a modernizzare il Paese” – dichiara il Presidente Paolo Mainetti.
“Come tutti i cittadini, anche noi imprenditori siamo stanchi delle promesse mancate, di una politica lontana dalla gente ma attenta ai propri privilegi. Con tante aziende che faticano a restare sui mercati, la pressione fiscale che continua ad aumentare, la disoccupazione che cresce e i consumi che crollano, è necessaria una svolta decisa.
Anche in provincia di Sondrio la politica deve cambiare: serve uno spirito nuovo, più passione civile e anche maggiore competenza” – prosegue Mainetti.
Gli Industriali hanno condensato le priorità per il territorio in una sorta di manifesto per i candidati alle elezioni, non esaustivo ma già ricco di stimoli importanti. Bisogna prima di tutto valorizzare quello che abbiamo di buono: le aziende eccellenti che ottengono tuttora buoni risultati, i gruppi multinazionali che continuano ad investire in provincia, un territorio montano di pregio assoluto, prodotti agroalimentari di grande qualità, il distretto creditizio. Ma anche la forte coesione sociale che ci ha sempre caratterizzati e che non è mai venuta meno in questi anni difficili: un patrimonio prezioso che non va disperso.
Contemporaneamente, bisogna lavorare per rimuovere gli ostacoli che frenano la nostra competitività. Serve un assetto istituzionale più snello, con municipi più grandi e un ente sovraordinato (la Provincia) con funzioni di regia e coordinamento. Servono infrastrutture migliori, con scadenze certe per la tangenziale di Morbegno, lo stanziamento dei fondi per quella di Tirano e almeno un progetto per ridurre i tempi di percorrenza ferroviari da e per Milano. Serve una gestione del territorio più ragionata, con più programmazione degli insediamenti, più coordinamento fra enti locali, una razionalizzazione delle aree produttive e un focus sulla riqualificazione del costruito anche attraverso meccanismi premianti inseriti nei regolamenti edilizi dei comuni.
Servono una strategia e un piano condiviso di marketing territoriale per comunicare all’esterno i punti di forza della Valtellina verso imprese, lavoratori e turisti. Serve investire sui servizi alle imprese, da un lato migliorando la rete dei centri per l’impiego e il coordinamento delle agenzie che si occupano di politiche attive, e dall’altro valorizzando il ruolo di Politec come hub dei servizi all’innovazione in collegamento con le università e i centri di ricerca. Serve riscoprire la cultura del lavoro, un nostro patrimonio storico che si sta disperdendo; e intensificare gli investimenti sul capitale umano insistendo sul valore dell’istruzione tecnica e sulle possibilità di impiego nelle aziende locali.
“Non vogliamo un libro dei sogni. A chi si candiderà nelle prossime competizioni elettorali chiediamo impegni precisi per il territorio e le sue imprese. Non è nostra intenzione rassegnarci al declino, ma la politica deve aiutarci a risalire la china” – conclude Mainetti.

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