L'usanza di vegliare in stalla nelle serate di inverno,
subito dopo cena è continuata in diversi paesi e borghi di provincia
fino verso la fine degli anni '50 del secolo scorso... (Di Giac)
Questi incontri serali tra famigliari, vicini di casa e parenti venivano chiamati a volte con nomi diversi
da un paese all'altro: filò, filògna, filòzz (Mòdena e provincia)
badòzz, nel comune di Villa di Tirano e nella valle di Poschiavo. A dire
il vero non si trattava solo di un'abitudine valtellinese o
chiavennasca, piuttosto era un'usanza diffusa in tutto il Nord Italia,
abbastanza tipica però del mondo contadino.Ovviamente le famiglie degli ambienti sociali più agiati si incotravano nelle "stui" oppure nei salotti; questo avveniva soprattutto nelle grandi città, in particolare nella seconda metà dell'Ottecento.
Ricordo ancora oggi con affetto le persone che partecipavano al "badoz" serale nella stalla della mia famiglia: mediamente un ventina di persone per serata. Ci si intratteneva solitamente due o tre ore dopo cena. Di solito un certo numero di persone partecipava più assiduamente, altri meno. Come in tutti questi incontri serali si conversava, si raccontavano storie di vario tipo e si giocava a carte. Nella nostra stalla si giocava prevalentemente a "Tressette", un gioco che per tutto l'Ottocento è stato piuttosto popolare. ll Tressette non era molto impegnativo: si imperniava sui "sègn" i segni che le due coppie di giocatori usavano per comunicare tra loro. Lo si chiamava "Al gioeuch di quatru mut" perché i giocatri non parlavano quasi mai. Tutto era basato su segni convenzionali. Inoltre era richiesta anche molta concentrazione. In pratica però, vincere o perdere dipendeva quasi tutto dalla fortuna. L'origine del Tressette come gioco è napoletana: naturalmente a Napoli il gioco delle carte è sempre stata una passione per molti.
E' anche vero che giocare a carte si fa quasi in ogni angolo del mondo e talvolta un certo numero di giochi può venire dall'estero. Ad esempio, ora in Valtellina si gioca a"Trunf", un gioco svizzero.
Per quanto riguarda i nomi dialettali della veglia, è interessante notare che i nomi che la indicano hanno tutti una derivazione chiara, "Filò" e "Filogna" hanno alla base la parola"filà" mentre "badòz" deriva da "badà", "intrattenere", "intrattenersi". Sono parole che esistono già da almeno due secoli, ma che potrebero essersi affermate altri quattro secoli prima; quest'ultima cosa è più difficile da dimostrare.
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