12 febbraio 2013 - L'otto febbraio è giunto in Valtellina il
candidato della Lega Nord per la Presidenza della Regione Lombardia,
Roberto Maroni. (Di Giancarlo Bettini)
Per avere delucidazioni alcuni giorni or sono ho
telefonato a Sondrio, alla sede provinciale del Carroccio. Una gentile
impiegata mi ha fatto avere il programma richiesto. Ho letto che Maroni
non avrebbe potuto fermarsi molto da noi. Sosta a Morbegno e visita ai
lavori della nuova strada statale 38, del 1° lotto che terminerà tra le
margherite dei prati di Cosio. La breve visita del candidato è
pienamente giustificata visti i numerosi, necessari appuntamenti. Avrei
preferito un incontro pubblico come quello avuto a Sondrio mesi or sono
con la possibilità, allora non programmata, di ascoltare le domande dei
simpatizzanti. Tutto è però giustificato da quanto sopra scritto. Il
che non vuol dire che credo a tutto quanto sta promettendo Maroni in
campagna elettorale. Avrebbe fatto bene a raggiungere Tirano per vedere
lo stato dei lavori della nostra tangenziale.
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Molti anni fa, quando la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista erano le due maggiori forze politiche in provincia, una domenica d'agosto mi trovavo sulle nostre montagne, ad alta quota, seduto nei pressi dell'arrivo di una seggiovia. Una persona, equipaggiata ma riconoscibile, scesa dal mezzo di trasporto, mi è passata davanti. “Quello è il professore Arnaldo Racchetti” ho sussurrato. A quel tempo il professore rappresentava la nostra terra nei palazzi romani della politica, esattamente nelle file della DC. “Buongiorno Onorevole, anche lei ama la montagna, le alte quote? Se penso alla sua persona, alla sua onestà, oso credere che lei qui si trovi perfettamente a suo agio. L'aria è pura, i turisti in festa, nessuna discussione o battibecco al contrario dell'aria pesante che si respira nella Capitale. Lei, mi scusi, assomiglia ad un altro parlamentare nostro, dell'alta valle, come lei professore e valtellinese doc originario della Valdidentro.” L'altro parlamentare era Bellotti (Batulin per gli amici).
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Per quale motivo ho voluto ricordare due persone valtellinesi amanti della montagna? Perchè leggendo il resoconto della visita di Maroni in valle ho appreso che i nostri amministratori presenti a Morbegno hanno affrontato i problemi del turismo, dell'agricoltura e della zootecnia montana. Ha ragione Mario Cotelli quando afferma che il turismo non si deve basare solamente sullo sci, ma che il turista desidera trovare altre forme di svago, numerose altre forme di svago. Desidero prolungarmi sulle vacanze estive dei villeggianti. Se le persone giungono da noi nei mesi estivi è sottinteso che sono amanti delle nostre vette, che amano scarpinare e faticare per raggiungere le quote più alte. Inizio l'indagine da lassù, dai ghiacciai che anni or sono definivamo perenni. Se il pianeta continuerà a “scaldarsi” anche il termine “perenni” andrà a farsi benedire. Possiamo paragonare gli esperimenti che i geologi stanno praticando, stendendo sopra il ghiaccio dei teli, alla medicina più comune, all'aspirina. Detta medicina pone dei rimedi, ma non va alla radice del male. Scendiamo a quote più basse e diamo uno sguardo ai nostri boschi. Gli industriali del legno locale mi hanno garantito che, con una politica alla svizzera, programmata e sovvenzionata, potremmo tagliare quasi il 50% del legname esistente in provincia di Sondrio. Ciò aiuterebbe la nostra economia, ma dovremmo dare retta ad intenditori veri, con la creazione di scuole praticate in loco e aventi come allievi i nostri valligiani. Sempre rimanendo ad alte quote abbiamo molti pascoli, numerosi maggenghi. In estate le mucche al pascolo danno vita a primitivi concerti con i campanacci e, mansuete, si lasciano mungere permettendo ai casari di ricavare burro e formaggi. Sono due prodotti ghiotti per i turisti ed il brucare dei bovini, delle capre e delle pecore mantengono puliti i pascoli. Il pascolo e, a quote poco inferiori, il taglio dell'erba dei prati danno lustro al paesaggio. Sono paesaggi da cartolina le foto scattate in Alto Adige dove tutto è lindo, stupendo! I lettori diranno “ Trentino ed Alto Adige, essendo Regioni a Statuto Speciale, ricevono molto denaro da Roma”. Purtroppo è la verità, ma se in Lombardia dovesse vincere Roberto Maroni, il 75% ricavato dalle nostre tasse rimarrebbe “in casa”, nei nostri “fienili”. Una parte dei denari potrebbero servire per il turismo e per l'agricoltura di montagna. Perchè i nostri giovani raramente si dedicano all'agricoltura? Perchè a fine anno non hanno la certezza del guadagno necessario per il mantenimento della famiglia! Pensateci politici che a giorni affronterete il popolo!!!
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Il popolo vuole essere governato da politici onesti. In particolare penso alla mia Regione, la Lombardia e alla mia Provincia, quella di Sondrio. Abbiamo buona parte dell'onestà in casa, sufficiente per poter dire in un prossimo domani “abbiamo raggiunto, dal lato turistico, i livelli dell'Alto Adige con l'aiuto della Regione Lombardia guidata da Roberto Maroni”.
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Molti anni fa, quando la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista erano le due maggiori forze politiche in provincia, una domenica d'agosto mi trovavo sulle nostre montagne, ad alta quota, seduto nei pressi dell'arrivo di una seggiovia. Una persona, equipaggiata ma riconoscibile, scesa dal mezzo di trasporto, mi è passata davanti. “Quello è il professore Arnaldo Racchetti” ho sussurrato. A quel tempo il professore rappresentava la nostra terra nei palazzi romani della politica, esattamente nelle file della DC. “Buongiorno Onorevole, anche lei ama la montagna, le alte quote? Se penso alla sua persona, alla sua onestà, oso credere che lei qui si trovi perfettamente a suo agio. L'aria è pura, i turisti in festa, nessuna discussione o battibecco al contrario dell'aria pesante che si respira nella Capitale. Lei, mi scusi, assomiglia ad un altro parlamentare nostro, dell'alta valle, come lei professore e valtellinese doc originario della Valdidentro.” L'altro parlamentare era Bellotti (Batulin per gli amici).
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Per quale motivo ho voluto ricordare due persone valtellinesi amanti della montagna? Perchè leggendo il resoconto della visita di Maroni in valle ho appreso che i nostri amministratori presenti a Morbegno hanno affrontato i problemi del turismo, dell'agricoltura e della zootecnia montana. Ha ragione Mario Cotelli quando afferma che il turismo non si deve basare solamente sullo sci, ma che il turista desidera trovare altre forme di svago, numerose altre forme di svago. Desidero prolungarmi sulle vacanze estive dei villeggianti. Se le persone giungono da noi nei mesi estivi è sottinteso che sono amanti delle nostre vette, che amano scarpinare e faticare per raggiungere le quote più alte. Inizio l'indagine da lassù, dai ghiacciai che anni or sono definivamo perenni. Se il pianeta continuerà a “scaldarsi” anche il termine “perenni” andrà a farsi benedire. Possiamo paragonare gli esperimenti che i geologi stanno praticando, stendendo sopra il ghiaccio dei teli, alla medicina più comune, all'aspirina. Detta medicina pone dei rimedi, ma non va alla radice del male. Scendiamo a quote più basse e diamo uno sguardo ai nostri boschi. Gli industriali del legno locale mi hanno garantito che, con una politica alla svizzera, programmata e sovvenzionata, potremmo tagliare quasi il 50% del legname esistente in provincia di Sondrio. Ciò aiuterebbe la nostra economia, ma dovremmo dare retta ad intenditori veri, con la creazione di scuole praticate in loco e aventi come allievi i nostri valligiani. Sempre rimanendo ad alte quote abbiamo molti pascoli, numerosi maggenghi. In estate le mucche al pascolo danno vita a primitivi concerti con i campanacci e, mansuete, si lasciano mungere permettendo ai casari di ricavare burro e formaggi. Sono due prodotti ghiotti per i turisti ed il brucare dei bovini, delle capre e delle pecore mantengono puliti i pascoli. Il pascolo e, a quote poco inferiori, il taglio dell'erba dei prati danno lustro al paesaggio. Sono paesaggi da cartolina le foto scattate in Alto Adige dove tutto è lindo, stupendo! I lettori diranno “ Trentino ed Alto Adige, essendo Regioni a Statuto Speciale, ricevono molto denaro da Roma”. Purtroppo è la verità, ma se in Lombardia dovesse vincere Roberto Maroni, il 75% ricavato dalle nostre tasse rimarrebbe “in casa”, nei nostri “fienili”. Una parte dei denari potrebbero servire per il turismo e per l'agricoltura di montagna. Perchè i nostri giovani raramente si dedicano all'agricoltura? Perchè a fine anno non hanno la certezza del guadagno necessario per il mantenimento della famiglia! Pensateci politici che a giorni affronterete il popolo!!!
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Il popolo vuole essere governato da politici onesti. In particolare penso alla mia Regione, la Lombardia e alla mia Provincia, quella di Sondrio. Abbiamo buona parte dell'onestà in casa, sufficiente per poter dire in un prossimo domani “abbiamo raggiunto, dal lato turistico, i livelli dell'Alto Adige con l'aiuto della Regione Lombardia guidata da Roberto Maroni”.
Giancarlo Bettini
P.S.
L'ex Presidente Monti sta perdendo la calma. Da arrabbiato abbaia, non
è più riconoscibile. Finalmente esterna il suo punto di vista sui
candidati alla Presidenza della Regione Lombardia. Dice al popolo di
votare, per la presidenza, l'ex Sindaco di Milano Albertini. In tal
modo renderà più difficile il raggiungimento di quanto dalla Lega
desiderato: la vittoria di Roberto Maroni. Egregio bocconiano, negli
anni settanta del XX° secolo Preside della Facoltà di Architettura al
Politecnico milanese era il prof. Arch. Portoghesi. Veniva da Roma e,
oltre alla Presidenza della Facoltà, insegnava Storia dell'Architettura.
Un bravissimo insegnante attorniato da una bolgia di studenti
appartenenti al Movimento Studentesco. Portoghesi, martire, dopo l'anno
di Presidenza e di insegnamento, ha lasciato Milano per ritornare a
Roma. Gli studenti che giungevano al Poli con le macchine e le moto
fuori serie dei padri, gli avevano tolto praticamente il comando.
Portoghesi ha voluto mettere su carta quel triste anno. E' uscito un suo
libretto e coloro che vorranno approfondire quanto avvenuto lo leggano.
Lei, prof. Monti, per favore, ricambi il favore che ci ha fatto
Portoghesi sopportando i giovani sbandati per un anno. Un modo per
ricambiare potrebbe essere quello di insegnare, per un anno, nelle
Facoltà romane iniziando da domani. Io, che sono leghista ed ho un
grosso debito di riconoscenza verso Portoghesi per quanto ho imparato, e
molti altri lombardi, ne saremmo felici.
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