15 marzo 2013 - Se mi dovessero chiedere di citare uno dei
massimi rappresentanti italiani del teatro e del cinema non avrei alcun
timore nel rispondere: Franco Zeffirelli. Una vita spesa per il
palcoscenico ed oggi, a novant'anni compiuti, lavora ancora. (Di
Giancarlo Bettini)
In casa ho una buona quantità di videocassette, tra
queste non poteva mancare quella con inciso il film di Zeffirelli dal
titolo “Fratello sole, sorella luna”. Non posso dire di considerare
quella pellicola la migliore prodotta dall'artista, ma la classifico tra
le migliori. Permettetemi, amici lettori, una confidenza, il
sottolineare una scena del film che più mi ha emozionato. Francesco al
cospetto del Pontefice, giunto a Roma a piedi, con un gruppo di
seguaci, in cerca di credibilità. Il poverello di Assisi cosa chiede al
Papa? Dopo aver esternato pochi suoi pensieri per far comprendere al
successore di Pietro il suo modo di pensare (la sua conduzione di una
vita semplice al servizio di Dio, la rinuncia a qualsiasi ricchezza)
rimane in attesa. Ricchezze notevoli nell'edificare, negli abiti dei
religiosi presenti nella Chiesa di allora. Quel gruppo di poverelli
scalzi contrastano notevolmente con i fasti della sala e nelle vesti
degli alti prelati. Il Santo Padre ritarda nella risposta e quasi tutti
i presenti sono contro Francesco al punto di cacciarlo dalla sala. Poi
il fattore umano prevale. Il Papa, da Dio ispirato, fa richiamare
Francesco ed i suoi, si inginocchia per baciare i piedi del futuro Santo
di Assisi. Scena toccante, che si sposa perfettamente con il Vangelo
di Cristo.°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Mercoledì 13 marzo 2013. Il Conclave è iniziato da un paio di giorni. Siamo in attesa della quinta fumata del camino collocato sul tetto della Cappella Sistina. La piazza del Bernini, vista dall'alto, sembra un mare mosso. I fedeli in continuo movimento. Molti con gli occhi lucidi. Lì non conta il colore della pelle. Il cuore di ognuno palpita in attesa della conoscenza del futuro seguace di Pietro, l'ennesimo essere umano che, con l'aiuto dello Spirito Santo, si presenterà ai fedeli dalla loggia vaticana. Le persone presenti sono giunte da ogni parte del mondo, da ogni continente. Nell'attesa della bianca fumata penso che uno dei Cardinali rinchiusi nella cappella è di nostra conoscenza. E' Francesco Coccopalmerio, con madre nativa di Sernio, alto prelato che frequentemente è venuto nella nostra valle e che, per un periodo durante la seconda guerra mondiale, ha vissuto da noi frequentando le scuole elementari. Ne siamo orgogliosi. Emozioni ed esplosioni di gioia collettiva all'uscita del fumo bianco dalla Sistina. Il novello Papa è Jorge Mario Bergoglio, argentino. Più di un miliardo di esseri umani nel mondo hanno assistito alla cerimonia e il solo pensiero ci fa rabbrividire. Poche parole di presentazione, poi la benedizione da parte di papa Francesco, neo rappresentante di Pietro in una terra bisognosa di fede. Un pensiero non può mancare per Benedetto XVI, per tutto quanto ha fatto per noi. Jorge Mario Bergoglio ha scelto per il suo papato il nome di Francesco, quello del poverello di Assisi. Rivedo la Porziuncola, la magnifica chiesa più in alto, a quota città. Basilica, quest'ultima, con all'interno due chiese, con numerosi dipinti di Giotto e dei massimi pittori di quel periodo storico. Sono felice.
Giancarlo Bettini
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