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venerdì 15 marzo 2013

MODI DI DIRE: "L'é piée cùma 'n öv"

La rubrica, a cura di Ezio Maifrè, per capire i modi di dire dialettali, grazie alla spiegazione e ad un racconto specifico.
Questa rubrica settimanale dei "modi di dire", nel contesto del racconto, ha lo scopo di rammentare in gergo dialettale una espressione e non si riferisce a fatti e a persone.  
“Ohi, ohi, ohi, povera me ! Virginia aiutami. Corri, vai in bagno. Prendi il secchio e lo strofinaccio. Porta anche la scopa. Non quella di saggina. L’altra in plastica. Corri! Ohi, ohi, ohi, che disastro ! L’acqua non ha corna. La cucina è tutta allagata. Si è’ rotto il tubo della lavastoviglie. L’acqua schizza fino al soffitto”.
Ohi, ohi. Ohi, povera me” .
Questo è il ritornello straziante di Maria che, bagnata fradicia, cerca di tamponare la falla nel tubo.
Pochi secondi dopo giunge Orsola con il secchio, lo strofinaccio e la scopa. L’acqua esce di getto dal tubo rotto, batte su una gamba del tavolo, fino a sbattere sul soffitto. Ha invaso tutto il pavimento , ora sta entrando nella camera matrimoniale. Lentamente l’acqua si impossessa del pavimento in legno.
Maria e Orsola sono al lavoro! Il secchio serve per deviare il getto d’acqua che fa tremare la gamba del tavolo. Lo strofinaccio è messo quale barriera all’acqua che ha invaso il pavimento della stanza matrimoniale. Orsola, con la scopa in plastica cerca di togliere l’acqua dal pavimento della cucina.
“Un idraulico, serve un idraulico immediatamente ! L’acqua non cessa. Orsola, prendi il mio cellulare dalla borsa. Cerca Gino e chiamalo. Che venga presto, subito, immediatamente. Qui stiamo andando in barca!” Grida Maria.
“Fatto ! Sto chiamando. Porca loca! Ha risposto la sua segreteria telefonica che dice di lasciare il nome e un messaggio e che poi saremo chiamate”. Risponde l’ Orsola.
“Ohi. Ohi. Ohi ! povera me ! Quando c’è bisogno di quell’idraulico non c’è mai. Sarà al bar
“ ‘l Balòs “ a cacciare le solite balle. Me lo avevano detto che quello l’è piée cùma ‘n öv di soldi e non ha più bisogno di lavorare. Chiama Vittorio, è sull’elenco del cellulare. Chiamalo in fretta, sennò l’acqua va anche in cantina” . dice con voce strozzata Maria.
“Fatto ! Sto chiamando. Porca Loca ! Risponde che per il momento non è raggiungibile “ dice quasi singhiozzando Orsola.
“ Ohi, ohi, ohi, povera me ! Quell’arsenale di un uomo quando c’è, è solo perché è in casa a dormire e non si fa trovare. E’ un altro piée cùma ‘n öv. Da quando ha sposato la Rosina ha attaccato il cappello al palo e non lavora più. Beve, mangia come un maiale e dorme. I suoi clienti li ha dimenticati” . Dice disperata Maria.
Miracolo! Ecco arrivare Bruno, il marito. Corre nel bagno, chiude il rubinetto generale dell’acqua dell’appartamento. Il getto si spegne lentamente come il getto di pipì d’un baldo giovanotto. Orsola scopa l’acqua dal pavimento della cucina e della stanza, Maria asciuga con lo strofinaccio il pavimento. Bruno sistema il tubo rotto della lavastoviglie.
A fine lavori Bruno dice alla moglie “ Bellezza, mi spieghi perché non hai chiamato subito l’idraulico Gino o il Vittorio ?“. Risponde tutta trafelata e infuriata: ”quelli sono fantasmi e non hanno più bisogno di lavorare; i’è piée cùma ‘n öv di soldi. Quando hai bisogno di loro non ci sono mai. Meglio cancellarli dal nostro cellulare e chiamare altri idraulici . “Giusto”, dice Bruno, poi va in bagno ad aprire il rubinetto dell’acqua. Il tubo della lavastoviglie non perde più.
Ezio Maifrè

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