21 maggio 2013 - Al “Luisin del Stelvi”, donna Iole la sua
signorile consorte. Due persone indimenticabili alla conduzione di un
albergo -ristorante denominato Stelvio a Tirano, a due passi dal fiume
Adda. (Di Giancarlo Bettini)
Per decenni i coniugi De Gasperi e i loro figli hanno
respirato il venticello provocato dallo scorrere dell'acqua del fiume.
Dal fiume hanno inoltre imparato e messo in pratica un'altra qualità :
il movimento silenzioso e continuo. Il ristorante del “Luisin” era
conosciuto in tutta la provincia e fuori.Ancora oggi, che il ristorante da anni ha chiuso i battenti, molti avventori, non sapendolo, sostano nella speranza di essere rifocillati. Mentre l'acqua del fiume abduano è sempre in movimento, l'impareggiabile cucina movimento non ne ha più. Rivedo, di tanto in tanto, le figlie di donna Iole e ad ogni loro incontro ripenso agli anni verdi quando, la sera, salivo al piano primo per guardare la TV.
Erano gli anni '60 del secolo scorso e la televisione non esisteva in tutte le case. I bar erano affollati e lo sono stati in particolar modo nelle varie puntate de “La Cittadella”, un'opera teatrale di Cronin con interpreti principali di prestigio quali Anna Maria Guarnieri ed Alberto Lupo.
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Anna Maria Guarnieri è stata da noi giovedì 16 maggio invitata dai responsabili della Biblioteca cittadina. Il programma prefissato: ore 17 - Incontro con l'attrice nella sede della Biblioteca per uno scambio culturale e per permettere a noi di apprendere qualcosa sulla lunghissima carriera di Anna Maria. Mi è venuto spontaneo esternare quanto sentivo dentro e le ho detto: “Per noi tiranesi è un onore averla qui tra noi. Mi sento in dovere di ringraziare gli organizzatori ed in particolare lei Anna Maria per aver accettato l'invito”.
Ore 21: al teatro Mignon lo spettacolo dal titolo “Eleonora ultima notte a Pittsburgh”. Un monologo recitato magistralmente, della durata di un'ora, monologo che ricordava la figlia d'arte Eleonora Duse.
Potrei terminare qui il racconto di quanto avvenuto quella sera, con i continui, prolungati applausi del numeroso pubblico presente. Ma desidero andare oltre, chiudere, da tiranese, con la notizia che questo pezzo su una delle migliori attrice italiane lo dedico ai componenti della nostra UNITRE (l'Università delle tre età).
Sono certo che molti di loro ricorderanno quel “Luisin del Stelvi” e quella donna Iole, sua consorte, dai modi raffinati a mo' della Cristina de “La Cittadella”. Per quale motivo dovrei non menzionale quel “Jim” Pini che dal “Luisin” ha imparato tutto e che da anni gestisce l'albergo-ristorante Sassella in Grosio. Come vedete il mondo continua, gli avvenimenti si susseguono.
Un'ultima annotazione che molte persone dai capelli bianchi leggeranno con piacere. Negli anni '60 de “La Cittadella” noi ci accontentavamo con poco. Ad ogni puntata del romanzo lasciavamo la sala del ristorante con gli occhi lucidi pensando alla settimana successiva, al futuro della stupenda maestrina, a Cristina. Vedevamo, noi uomini, in Cristina la donna ideale, nel marito medico il medico di famiglia che vorremmo avere ancora per l'intera giornata.
Giancarlo Bettini
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