16 maggio 2013 - Lettera aperta dell'architetto toscano
Roberto Bargellini: "Ho seguito le ultime dichiarazioni sulle carenze
strutturali del tetto della Piscina comunale che non risultano conformi
alle normative attuali sui carichi e sovraccarichi accidentali, nonché
ad eventuali sollecitazioni sismiche... ".
La tendenza a sminuire i problemi, come riportato dal
giornale nel suo articolo, non può far dormire sonni tranquilli ai
frequentatori della Piscina.Voglio ricordare ai Tiranesi le parole di commento che ha rivolto il sindaco dell’Aquila a seguito della sentenza di condanna per i tecnici che avevano operato sulla casa dello studente, crollata non solo per la furia del terremoto, ma soprattutto per la carente progettazione e modalità di realizzazione di una struttura costruita nel '65: "... Chiaramente chi ha sbagliato a fare i lavori, anche perché il progetto era sbagliato, è giusto che ne risponda alla legge, è giusto che la giustizia faccia il suo corso… 'Questa sentenza... credo possa richiamare la massima attenzione sul fatto che gli interventi sbagliati di costruzione o ristrutturazioni, come in questo caso, portano stragi, come successo all'Aquila, in occasione del sisma, in tanti edifici in cemento armato e come successo per altri crolli in Italia''.
Ricordo a tutti che nel crollo della casa dello studente dell’Aquila sono morti 8 ragazzi : la sentenza di condanna da quattro anni a due anni e sei mesi per omicidio plurimo e lesioni per i tecnici imputati non può essere certo di consolazione per le vittime e per i loro parenti. Anche in questo processo gli imputati hanno cercato di sollevarsi dalle proprie responsabilità dicendo che "le costruzioni in generale" non sono sismicamente idonee e aggiornate a sopportare i carichi e le sollecitazioni secondo le nuove normative.
I giudici non gli hanno creduto, i parenti delle otto vittime non gli hanno creduto, le vittime se potessero parlare non gli avrebbero creduto, così come non gli credo io, che ho progettato nella mia carriera 200 milionil di € di opere tra cui una mezza dozzina di piscine.
La professione di Ingegnere e Architetto non si limita solo a costruire, murare etc., ma è qualche cosa di più. Personalmente mi riconosco nelle norme deontologiche del nostro ordinamento Professionale che recita: "L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi… Gli "atti progettuali"… nella realizzazione della singola opera adottano... le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti.
In tutta questa vicenda, comunque, va visto anche il lato positivo: i Tiranesi sono venuti a conoscenza di cose che non sapevano. E, ricordando il poeta: “Tutto il resto è Noia“.
Un cordiale saluto,
Architetto Roberto Bargellini
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