14 maggio 2013 - Il cuore generoso di don Fiore si è
fermato; le comunità di Lovero e di Sernio piangono il loro parroco. (Di
Ivan Gambelli)
Dal settembre 1995, dopo il trasferimento del Rev.do don
Giovanni Villa alla Parrocchia di Abbadia Lariana, don Fiormaria
D’abbondio assumeva l’incarico di parroco di Lovero e di Rogorbello. Per
il Cappellano Militare, ora in pensione, iniziava un nuovo ministero
nella Vigna del Signore. L’allora Vescovo di Como, S.E. Mons. Alessandro
Maggiolini, li affidò così la cura d’anime della parrocchia di Lovero e
di Rogorbello, successivamente dal 2000 di Sernio e dopo la morte di
don Norberto Damiani anche di Tovo di Sant’Agata.Don Fiore sin da subito ha instaurato in ogni Comunità un rapporto leale, schietto e amichevole. La generosità e la passione viva nell'essere prete hanno accompagnato don Fiore in tutte le Parrocchie che ha attraversato e animato. Tanti sono i ricordi che legano don Fiore alle Comunità in cui è stato pastore. Tanti sono i ricordi che ognuno di noi oggi ha nel cuore. Amava il suo ministero sacerdotale, amava le sue Parrocchie. Si prendeva cura delle sue chiese. Come non ricordare le grandi opere di restauro e di abbellimento delle chiese parrocchiali di Lovero, Sernio, Tovo e Rogorbello, delle chiese di Santa Maria a e Sant’Alessandro a Lovero, delle chiese di San Rocco, San Gottardo e della Madonna della Neve a Sernio. Le parole del Vangelo di Giovanni erano sempre nella sua mente: “Lo zelo per la Tua casa mi divora” ( Gv 2, 13-22 ).
Nei primi anni in cui era a Lovero organizzava con gli animatori l’oratorio estivo per tenere insieme i giovani del paese: sapeva che il futuro della comunità sta nei giovani, negli adolescenti. Amava i suoi alpini: quante belle Messe di ringraziamento al Signore celebrate suoi monti, nelle chiesette alpine, negli incontri dei gruppi – sezioni. Visitava i malati capendo quanto la sofferenza ci avvicina a Cristo e ci rende ancora membra vive della Comunità. Costruiva amicizie vere e durature con tanti sacerdoti prestandosi sempre a sostituirli nel momento del bisogno. Pregava tanto per le vocazioni al sacerdozio, le seguiva con interesse, attenzione e cura avendo sempre una parola di incoraggiamento e di grande attenzione.
Don Fiore ci ha lasciati nel giorno in cui la Chiesa ci presenta la figura di Maria invocata con il titolo di Madonna di Fatima. Era un grande devoto della Madonna, la quale era un po’ come la sua mamma. Ora in cielo si riunirà a tutte le persone a lui care che già dormono il sonno della pace e insieme potranno elevare al Signore il ringraziamento per questo lungo ministero sacerdotale.
Le tue comunità che tanto hai amato e alle quali hai donato tanto non si scorderanno di te, ti porteranno nel cuore e ti affidano al Signore perché ti doni la ricompensa preparata per i Suoi figli giusti e fedeli. La Beata Vergine Maria invocata a Lovero col titolo di Assunta e della Neve a Sernio ti accolga tra le sua braccia e ti accompagni in cielo davanti al trono dell’Altissimo.
Ivan Gambelli
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