Parlerò qui del Castelàsc di Stazzona di Villa di Tirano, ma
questa parola è diffusa qua e là in Valtellina, a cominciare da Tirano.
(Di Giac)
Castelàsc è un edificio di varie dimensioni che però non ospita famiglie come nel caso dei castelli. E' semplicemente una fortificazione dove semmai ci può essere un corpo di guardia di soldati.
Il Castelasc di Stazzona è situato su un dosso che si trova a Sud della
frazione di Villa di Tirano. Stando a quello che si racconta sarebbe
collegato a casa Rocca mediante un tunnel sotterraneo, lungo
verosimilmente alcune centinaia di metri che avrebbe l'uscita nella
cantina della vecchia casa della famiglia Rocca.Di questa torre che ospitava probobilmaente una guarnigione di soldati rimangono ora le fondamenta a forma quadrata. Sono costituite da pietre abbastana grosse, quasi semre tonde che danno un'idea di solidità. La strada mulattiera che porta a Marto e San Rocco passa a pochi metri dai resti della torre.
La zona di Castelasc era coltivata a vigneto, negli ultimi anni però è stata in parte abbandonata e stanno crescendo alberi al posto delle viti. Le località più vicine a questo rudere di torre sono i vigneti, ormai "zerbo" della Malpaga e alcune centinaia di metri più a Sud risalendo la mulattiera si trova la località Cà di Patun pronunciata in dialetto "Ca d' Patùn", come se fosse una sola parola. Da Notare che "Patùn" è il soprannome di una famiglia Derada, vecchio di cinque secoli.
Fino agli inizi dell'Ottocento i vigneti di Castelasc erano in larga misura proprietà dei Comolatti. Dietro al "castelasc", a Est, esiste una ripida scarpata che corrisponde alla sponda sinistra del torrente Vallesella. Più su, in direzione Sud, si notano i vigneti e i castagneti della località di Piazz. Questa vecchia torre di Stazzona era posta in una zona molto panoramica che dominava due o tre chilometri di strada. Si vedeva molto bene "al Punt da Sass" che nel Medioevo non era in secca, ma si trovava sul corso dell'Adda.
Era sott'occhio delle guardie la zona di Predasc, che è la parte prativa di fondovalle. Inoltre la sponda destra del torrente Vallesella era coltivata a vigneto. quella zona si chiamava Dossìn. Castelàsc è una zona acquitrinosa; anche questo era una buona cosa per i soldati che dimoravano alla torre per fare la guardia: l'acqua era abbondante. Poco sotto la torre ci sono le case della contrada Isola, toponimo abbastanza diffuso nel Nord Italia. Il nome Isola potrebbe venire dal fatto che questa parte di Stazzona era compresa fra due torrenti. Il Rivallone e la Vallesella. Contrada Isola era la zona artigianale di Stazzona con almeno due Mulini: quello dei "Cucù"una famiglia Tognela e quello dei Borserini detti "Martoj". "Cucù" o "i Cucù" è stato per qualche secolo una zona di castagneti sulla sponda sinistra del Rivallone in corrispondenza del Mulino. Proprio dai "Cucù" si staccava la salita da "li Erti" in direzione di Musciano e Aprica.
Insomma "Al Castelasc" di Stazzona era un posto di guardia ideale su una zona piuttosto frequentata da viandanti e viaggiatori di vario tipo. O in caso di guerra a volte da eserciti di varia provenienza.
Giac
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