La rubrica, a cura di Ezio Maifrè, per capire i modi di dire
dialettali, grazie alla spiegazione e ad un racconto specifico.
Questa rubrica settimanale dei
"modi di dire", nel contesto del racconto, ha lo scopo di rammentare in
gergo dialettale una espressione e non si riferisce a fatti e a
persone. Quelli che hanno inseguito un topo nell’intento di catturarlo sapranno certamente quale sia la fatica. Tu vai a destra, lui va a sinistra come un razzo. Poi quando credi d’averlo ormai sottomano perché chiuso in un angolo ecco che lui, cerca di aggredirti squittendo e poi si infila in un buco. Inutile aspettare che esca. Nemmeno con il formaggio riesci a stanarlo perché ha capito la tua intenzione. E certo che per catturare un ratto, senza trappola, ci vuole molta, ma molta destrezza. E’ un mestiere per gatti; ci vuole destrezza e astuzia.
Lo stesso vale per quando si aprono i saldi estivi e i saldi invernali. Generalmente viene fissata una data di inizio per ogni regione. Quindi occorre prestare molta attenzione alla date d’inizio, se no té ‘nciapét pü de ràt . o per meglio dire se attardi altra gente prima di te avrà modo di accaparrarsi l’occasione. Roberto aveva letto sul giornale che i saldi estivi iniziavano il 7 di luglio, il primo sabato del mese. Aveva segnato sul suo taccuino: ricordarsi d’acquistare la camicia esposta in saldo nel negozio ( non faccio il nome , sennò è pubblicità ) di Viale Italia.
L’aveva sottolineato più volte. Quella camicia a righine blu, leggerissima e di seta, l’aveva incantato . Più volte l’aveva osservata in vetrina da ogni lato e il prezzo era allettante. La camicia doveva essere sua. C’era un però. Le sue mosse innanzi la vetrina erano state viste da Giuseppe, suo amico. Il ragazzo era noto in paese per la sua eleganza. Le ragazze sussurravano tra di loro che era un “ figo “e quella camicia esposta in vetrina e in saldo pareva fatta apposta per lui. In verità vi erano altri ragazzi che avevano adocchiato quella camicia. C’era stato un passa parola di Graziella. Lei quando la vide in vetrina aveva esclamato “ quella la regalo al mio ragazzo “ . Sfortunatamente con lei v’erano altri cinque sue amiche e ognuna in cuor suo meditava d’essere la prima nell’acquisto.
Ore 7.30 di sabato. Roberto si aggirava sul viale di Madonna di Tirano aspettando l’apertura del negozio di abbigliamento quando incontrò Giuseppe. Scambiarono due convenevoli, bevvero un caffè assieme e poi guardarono l’orologio.
Ore 7,50 Giuseppe disse “ Cosa vuoi farci. Il lavoro è lavoro; questa mattina devo andare in ufficio, tu cosa fai?” Roberto rispose “ dovrei essere a Sondrio per le 9.00 con la mia ragazza per una pratica, ne avrò per tutta la mattinata. Attendo la sua chiamata” . Uscirono sul viale insieme e tutti e due, senza farsi notare, tenevano d’occhio l’ingresso del negozio.
Ore 7, 55 Erano a circa 20 metri dal luogo agognato quando squilla il cellulare di Roberto . Era la sua ragazza che chiedeva conferma per l’appuntamento. Si sa che le telefonate delle fidanzate sono affettuose e durano a lungo e portano distrazione.
Ore 8.01. La porta del negozio di abbigliamento si aprì. Giuseppe al pari d’un gatto nostrano si infilò nel negozio, parlò con il commesso e acquistò la camicia in saldo in tre minuti, mentre Roberto era ancora al telefono con la sua bella. Uscito dal negozio, Giuseppe con un salutino di mano, mostrò la camicia e disse: se non ti svegli té ‘nciapét pü de ràt , non ne prendi più di topi . Io, la bella camicia, l’ho presa in saldo. La indosserò questa sera e sarò il più “ figo “ di tutti. Ciàu !
Ezio Maifrè
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