15 maggio 2013 - Mentre il gruppo di minoranza "Tirano per
tutti" presenta una nuova interrogazione sulla piscina, ecco
un'intervista all'ingegnere Emanuele Moretta che ci aiuta a comprendere
meglio la situazione dello stabile.
Gianluigi Garbellini, a nome del gruppo di minoranza "Tirano per tutti", ha presentato, per il prossimo consiglio comunale, una nuova interrogazione sulla piscina.
Nel documento si chiede all'ammnistrazione abduana quali siano state le
cause che hanno spinto le aziende a non formulare un'offerta per la
gestione della piscina, il reale stato delle strutture e se siano presenti tutte le certificazioni d'obbligo per la gestione.Nei giorni scorsi, a creare un certo allarme sulle condizioni dello stabile, sulle quali era intervenuto anche l'archietto toscano Roberto Bargellini, sono state anche le parole scritte a pagina 10 del progetto commissionato dal Comune e realizzato dalla società di ingegneria Foppoli Moretta. Si trova scritto:
Non possiamo tuttavia esimerci dal segnalare che, sulla base dei dati attualmente in nostro possesso, le travi lamellari nella sezione di appoggio e di campata NON RISULTANO VERIFICATE (il grassetto è nel testo originale, Ndr) nè nella c.c.2, riferita ai carichi di norma dell'epoca della costruzione, né della c.c.3, riferita ai carichi di norma attuali.
Parole che possono creare allarmismi e probabilmente, come ci hanno spiegato, di difficile comprensione se non si è un addetto ai lavori. Ho quindi contattato Emanuele Moretta, il direttore tecnico della Foppoli Moretta e Associati, l'azienda che ha realizzato, per conto del Comune, le indagini sullo stabile della piscina di Tirano. L'ingegnere ci ha spiegato che il passaggio sopraindicato si riferisce ai carichi del tetto: in pratica, secondo le nuove normative del 2008, i nuovi tetti devono essere costruiti per sopportare un carico generato da eventuali onde sismiche; questo, però, non vuol dire che il tetto non sia a norma. In pratica la legge obbliga la società che fa la relazione sulla struttura ad indicare che i carichi del tetto non soddisfano le norme vigenti: "Questa situazione - ci ha confidato Moretta - riguarda, nella realtà, quasi tutti i tetti d'Italia". Ma non rappresenterebbe, secondo quanto ci è stato spiegato, una situazione di pericolo.
Un'altra questione delicata è ancora legata al tetto dello stabile. "C'è una carenza sull'appoggio delle travi di una parte del tetto dovuta all'umidità - ha detto l'ingegnere - che negli anni potrebbe portare al collasso delle travi". "Chi vede il tetto - aggiunge Moretta - ha buon gioco a dire che sta cadendo perché è lì da vedere. "Tuttavia - precisa l'ingegnere - è una condizione che può verificarsi in un lasso di tempo che va dai 10-15-20 anni".
Non c'è quindi pericolo immediato di crollo della struttura, come precedentemente avevo scritto, ma certamente è meglio intervenire al più presto. Si può certo affermare che l'affidamento della piscina sia una questione piuttosto delicata nella quale la formulazione del bando, per ora, non ha trovato ancora un'adeguata stesura per andare incontro sia alle esigenze dell'amministrazione che a quelle dei gestori interessati. Mi preme tuttavia ricordare che, e mi rivolgo agli amministratori in generale, essendo la piscina un bene pubblico, collettivo, la cittadinanza ha un interesse primario ed è logico che pretenda di esserne informata in modo più trasparente e repentino.
A proposito dell'incontro, che ci aveva anticipato Franco Divitini, che si sarebbe dovuto tenere lunedì tra la società Futura e il Comune di Tirano per trovare possibili accordi, lo stesso direttore attuale della piscina ha riferito che è stato rimandato a data da destinarsi.
Marco Travaglia
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