22 maggio 2013 - Il Presidente della Provincia Massimo
Sertori: "Il conto alla rovescia per l’inaugurazione del primo tratto
del primo lotto della nuova Statale 38 si avvicina e, come è
politicamente comprensibile, si assiste al consueto gioco delle parti".
C’è
chi si affanna nella corsa al merito, c’è chi, invece, veste i panni
del detrattore, minimizzando così i benefici in termini di sicurezza e
velocità di collegamento che i valtellinesi e i valchiavennaschi
attendono da oltre 30 anni. Accetto ogni tipo di critica, ma mi sembra
che non sia più tempo per queste considerazioni. Ciò che, invece, mi
preme ribadire – ma i valtellinesi e i valchiavennaschi già ne sono
consapevoli – è che questa strada, insieme alla tangenziale di Morbegno già in gara d’appalto e alle concrete basi gettate per la Tangenziale di Tirano, è figlia della volontà politica degli uomini che in questi ultimi 9 anni di sono succeduti alla guida del Governo provinciale.
Nuova
38 e Tangenziale di Morbegno sono costate 530 milioni di euro, oltre
1.000 miliardi delle vecchie lire. Risorse reperite dalla Provincia
grazie ad una consistente e trasversale azione politica, dando la
massima priorità al risultato e non alle appartenenze partitiche, e ad
una proficua azione di coesione territoriale che ha visto il
coinvolgimento di enti locali e attori privati.
Questi
sono i fatti che saranno ancora più evidenti agli oltre 30.000
automobilisti che quotidianamente percorreranno la nuova strada. Sono,
dunque, sempre più convinto che la SS 38 sia la più importante direttrice da e per la provincia di Sondrio. La
conferma arriva anche in questi giorni d’emergenza a causa della
parziale chiusura della SS36, con conseguente utilizzo della strada
provinciale n.72, che, pur con tutte le sue fragilità, si dimostra una
via di collegamento strategica per la nostra Valle. Fragilità che
ricordo sono sempre state all’attenzione dei parlamentari della Lega
Nord che, 12 anni or sono, iniziarono a ventilare dubbi e perplessità
rispetto ad alcune criticità dell’opera attraverso interrogazioni
facilmente consultabili.
Tornando alla nostra realtà locale, mi chiedo se, senza la Provincia, questa terra sarebbe stata in grado di ribadire le proprie necessità e
legittimi diritti, di fare sintesi territoriale e di raggiungere
anche l’obiettivo di costruire nuove e più sicure strade per la sua
gente, le sue imprese e i milioni di turisti che ancora oggi scelgono le
nostre Valli quali mete delle loro vacanze. Il mio auspicio è che in questa delicata fase tutti i parlamentari valtellinesi siano capaci e coraggiosi a tal punto di andare, magari, anche contro gli ordini di scuderia dei
loro partiti e, compresa l’importanza nel nostro territorio interamente
montano della sopravvivenza di un ente sovraordinato come la Provincia,
ne prendano le difese proponendo anzi di aumentarne le competenze e l’autonomia, senza per questo rinunciare ad una giusta e doverosa riflessione sulla riorganizzazione degli enti pubblici.
La
nuova 38 è indispensabile, ma certo non sufficiente per lo sviluppo
futuro del nostro territorio. Un primo importante e fondamentale
tassello che ora dovrebbe lasciare spazio ad una condivisa e
approfondita riflessione dedicata per esempio ai grandi corridoi
internazionali (Mortirolo, Mesolcina e Stelvio). La nuova viabilità valtellinese è in un certo senso propedeutica a tutto ciò che seguirà, ma le sfide future impongono l’analisi, la pianificazione e la gestione di flussi di tutt’altra natura.
I
nuovi eventuali trafori saranno una via di transito e di collegamento
fra la Valtellina e l’Italia con la Svizzera e il resto d’Europa. Di
questo argomento la politica, a tutti i livelli, dovrebbe iniziare a
interessarsi, senza affannarsi in questi pochi giorni prima
dell’inaugurazione ad arrogarsi meriti o peggio ancora a sminuire
un’opera che in ogni caso migliorerà la vita della nostra gente”.
Massimo Sertori - Presidente della Provincia di Sondrio
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