Il 1° giugno alle ore 10.00 verrà inaugurata a Tirano, in
Via Elvezia, una stele della memoria in ricordo del salvataggio degli
ebrei perseguitati in provincia di Sondrio dalle leggi razziali e
aiutati a fuggire in Valposchiavo.
Grazie all'impegno dell'Assessore alla Cultura Bruno Ciapponi Landi, Tirano avrà il pregio di ospitare una Stele Della Memoria, realizzata con il serpentino della Valmalenco,
a ricordo dei diversi salvataggi che le persone del tiranese hanno
operato a favore degli Ebrei perseguitati dalle stupide leggi razziali.La condizione geografica del Tiranese - spiega Ciapponi Landi - crocevia fra la Valtellina, la Valcamonica e la valle svizzera di Poschiavo e la relativa facilità di raggiungere la Svizzera, ha reso il suo territorio una importante e relativamente facile via di fuga per gli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali fasciste e dall’odio nazifascista, che riuscivano così a sottrarsi alla cattura e all’invio nei campi di sterminio germanici".
Si è così deciso, nell'ambito dei festeggiamenti del 68° anniversario della Liberazione e all'interno di una più generale riscoperta degli episodi di generosità di molte persone che in quegli anni rischiarono la propria vita (come per esempio il finanziere scelto Claudio Sacchelli della compagnia di Tirano arrestato e poi deceduto nel Campo di Sterminio di Mauthausen) per salvare quelle degli altri, di posare una Stele della Memoria, opera dello scultore Giovanni Canu, in Via Elvezia, sulla strada che porta al confine con la Svizzera.
Il professor Canu, scultore sardo già conosciuto in Valtellina per essere stato ospite a Teglio con una mostra collettiva e una mostra personale, aveva già omaggiato Tirano con la presenza di una sua opera in occassione dei festeggiamenti del centenario del Trenino Rosso. "Quando hanno portato via la scultura - ci ha confidato - mi è dispiaciuto molto perché Tirano è una città molto importante. Fortunatamente - ha aggiunto - i buoni rapporti e la collaborazione con Bruno Ciapponi mi hanno spinto a tornare".
"L’erezione di una stele per segnalare luoghi ed eventi importanti - ha aggiunto Bruno Ciapponi Landi - è un elemento tipico della tradizione ebraica che ha riscontro anche nella preistoria locale e nei relativi culti. La scelta del luogo considera anche il valore morale che deriva dalla vicinanza della basilica della Madonna di Tirano, patrona della Valtellina: non è privo di valore - conclude l'Assessore di Tirano - il fatto che il tempio sia dedicato a una donna ebrea, Maria di Nazaret".
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