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mercoledì 5 giugno 2013

APRICA HA RIABBRACCIATO GLI EBREI SUPERSTITI

4 giugno 2013 - Aprica riabbraccia gli Ebrei sopravvissuti dopo settant'anni dalla fuga in Svizzera. Bambini nel 1943, in cinque dei 250 confinati hanno partecipato alla rievocazione dell’esodo.
Nel Tiranese, una serie di incontri ed escursioni rievocative della vicenda degli Ebrei confinati ad Aprica tra il 1941 e il 1943 ha caratterizzato le giornate da venerdì 31 maggio a lunedì 3 giugno 2013. Dopo le manifestazioni di Tirano e Villa, in particolare l’incontro con gli studenti dell'IIS Balilla Pinchetti e l'inaugurazione della Stele della Memoria, è stata la volta di Aprica, località che ha avuto la parte principale nella travagliata storia. I fatti, fino a qualche anno fa un po’ vaghi ed affidati soprattutto a memorie orali, oltre che a qualche articolo di giornali come il Corriere della Sera e locali, sono stati recentemente indagati approfonditamente dal neozelandese, originario villasco, Alan Poletti, che li ha riportati nel libro A second life – Aprica to salvation in Switzerland 1943, successivamente tradotto (non proprio magistralmente) nel nostrano Una seconda vita – Aprica-Svizzera, 1943 la salvezza.
Come più d’uno furono i percorsi di salita dei profughi dal fondovalle valtellinese ai luoghi di attraversamento in quota della frontiera, così anche il tragitto per il raggiungimento dell’Adda da Aprica non fu uno solo: chi scese lungo la Statale (per un tratto in corriera), chi forse da Pian di Gembro, chi lungo gli Zapéi d’Abriga. Proprio lo storico sentiero che da Liscedo d’Aprica precipita a Motta di Teglio è stato scelto lunedì per un’interessante escursione, alla quale ha partecipato anche la 79enne australiana Vera Neufeld, una dei cinque bambini di allora, convenuti adesso in Valtellina per la rievocazione. Gli altri quattro non se la sono sentita di affrontare il ripidissimo percorso. Al seguito di Vera c’era però il filmaker australiano Paul Green, incaricato da una tv del nuovo continente di riprendere l’evento, specie per la folta colonia italiana che vive laggiù.
La comitiva era composta, inoltre, dal marito e da un figlio di Vera, da Alan Poletti e moglie, dal sindaco di Aprica Carla Cioccarelli, dall’assessore tiranese Bruno Ciapponi Landi, dall’Ing. Silvio Calvi, da Laura Caspani dell’ufficio IAT di Aprica e da altri, tra i quali i manutentori del percorso, che in località Pigolone hanno fatto trovare un rinfresco per i camminatori. Molti gli spunti naturali e culturali d’interesse lungo il sentiero, dalle marmitte dei giganti di Liscedo ai mirabili muri in pietra della strada, dall’affresco medievale (purtroppo in avanzato degrado) di località Sant alle tracce dei carriaggi sulle rocce degli zappelli.
Nel pomeriggio c’è poi stata la cerimonia presso il monumento ai Caduti di Aprica, con discorsi e deposizione di una corona d’alloro davanti alla targa, posata nel novembre scorso, in ricordo di coloro che più di tutti contribuirono alla salvezza dei perseguitati ebrei: Don Giuseppe Carozzi, Don Cirillo Vitalini, Bruno Pilat, Leonardo Marinelli e altri. Il gesto, previo comando dell’attenti a due carabinieri in alta uniforme, è stato compiuto a più mani dalla Neufeld e dai due compagni di sventura, lo sloveno Branko Gavrin e la croata Nada Begovic. Presenti alla cerimonia anche Bianca Pilat, Vito Chiaravallotti, Attilio Bozzi, Adele e Domenico Negri e altri. Con loro autorità civili (il sindaco Carla Cioccarelli e il vicesindaco Bruno Corvi, che sabato aveva presenziato all’omaggio alle tombe di Don Carozzi e Don Vitalini, Bruno Ciapponi Landi, Giacomo Tognini), militari (il colonnello dei Carabinieri di Sondrio Pieluigi Gabrielli, il comandante della stazione di Aprica Maurizio Magnani, lo storico Vanni Farinelli) e associative (Ezio Gulberti per le Fiamme Verdi Valcamonica, la Guardia di Finanza e gli Alpini).
Ultimo atto di questa intensa quattro-giorni rievocativa, la sera stessa di lunedì, è stato infine l’incontro con l’autore Alan Poletti presso la Sala Congressi di Aprica. Presenti, oltre a un attento pubblico, quasi tutti i medesimi personaggi del pomeriggio, ha fatto ancora una volta gli onori di casa il sindaco Cioccarelli, che ha speso parole di grande ammirazione e ringraziamento per Poletti, vero motore di tutta la rievocazione. Poletti stesso ha presentato la sua opera, parlando un po’ in Inglese e un po’ in un simpaticissimo Italiano con marcata inflessione inglese. Efficace, intensa ed affettuosamente applaudita anche la bella testimonianza diretta di Vera Neufeld. Si sono esibiti anche alcuni componenti del gruppo teatrale Pueri Cantores.
Antonio Stefanini
Aprica riabbraccia gli Ebrei sopravvissuti dopo settant'anni dalla fuga in Svizzera

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