La rubrica, a cura di Ezio Maifrè, per capire i modi di dire
dialettali, grazie alla spiegazione e ad un racconto specifico.
Questa rubrica settimanale dei
"modi di dire", nel contesto del racconto, ha lo scopo di rammentare in
gergo dialettale una espressione e non si riferisce a fatti e a persone.
Erano amici per la pelle. Sempre insieme, uniti, come ‘l cül e la camisa . Così come la camicia giunge sul culo e lo avvolge baciandolo e il culo rimane al calduccio abbracciando la camicia così anche i due erano uniti da una calorosa e fraterna amicizia. Giancarlo e Giulio erano sempre insieme. Da ragazzi frequentando le scuole elementari, poi le medie e il liceo ; da giovanotti frequentando l’università.
Giancarlo aveva scelto la facoltà di Giurisprudenza , Giulio aveva scelto quella d’ingegneria. Si erano laureati nello stesso anno. Poi sempre cül e camisa avevano aperto i loro studi nello stesso stabile. Un avvocato e un ingegnere, per giunta amici per la pelle: chi mai li avrebbe potuti battere nella loro scalata per la conquista di un’ ottima posizione sociale ed economica ? Avevano pensato e concordato all’unisono: prima facciamoci una bella posizione sociale poi penseremo all’amore. Così fecero prima dei quarant’anni. La posizione sociale ora c’era. Decisero di partire per un viaggio di piacere.
Questa volta non insieme: Giancarlo partì per un ‘isola della Tailandia. Laggiù sembrava facile trovare un amore, complice la natura meravigliosa, il mare caldo, le sabbie bianchissime e le acqua trasparenti e di color corallo. Un mese di permanenza, tra ghirlande, balli, sorrisi e fiori ed ecco ritornare Giancarlo in Italia con una giovane e bellissima ragazza tailandese che lui chiamava affettuosamente Gigolinda . Giulio invece partì per Rio de Janeiro , in Brasile. Quella città è invasa dall’allegria. Conobbe Foghentes e dopo alcune notti di baldoria e di balli sfrenati, di carezze e baci, e di …altro, si innamorò e portò la ragazza in Italia.
Giunsero a Tirano con le loro rispettive ragazze quasi nello stesso giorno. Gigolinda e Foghentes diventarono anch’esse cül e camisa, grandi amiche e , assieme ai loro rispettivi uomini trascorrevano feste e lavoro insieme. L’amore è cieco e per di più quando l’afflato è all’unisono le cose vanno a gonfie vele. Passò un anno, ma come in ogni cosa, se non ben alimentata, appassisce, si sgonfia.
Foghentes era una ragazza brillante, estroversa, sempre sorridente mentre Giulio, l’ingegnere, forse per via del suo lavoro, era molte volte imbronciato e taciturno . Al contrario Gigolinda era una ragazza dolce, affettuosa, di casa , mentre Giancarlo, avvocato, era sempre cordiale e sorridente con i suoi clienti e, se aveva qualcosa che gli andava di traverso, macinava i suoi pensieri con il sorriso. Insomma Giancarlo era un avvocato allegro e che sapeva sorridere. Giulio era un ingegnere serio e pensoso. Sembrava dunque che i due amici cül e camisa avessero sbagliato la scelta delle loro donne per via del loro carattere.
Così fu! I due incominciarono a frequentarsi poco con la scusa del loro lavoro, ma in realtà Giancarlo, l’avvocato allegro se la faceva con Foghentes e Giulio, l’ingegnere con la dolce Gigolinda. Un giorno si trovarono con grande imbarazzo nello stesso Motel sul lago di Como. Giancarlo era con Foghentes, Giulio con Gigolinda.
Ognuno cercò scuse. Il proprietario del Motel che conosceva bene la storia di Giancarlo e di Giulio e del viaggio in Tailandia e in Brasile per cercar l’amore, vedendoli imbarazzati disse: Ragazzi, allegria !! Ogni tanto occorre cambiare la “camicia”. Ormai è cosa fatta ! ” I quattro risero di gusto e passarono una allegra serata al Motel. Lo scambio delle “camicie” fu salutare. Dopo due anni Giancarlo sposò l’allegra e vivace Foghentes e Giulio la deliziosa Gigolinda. Giancarlo e Giulio continuarono ad essere cül e camisa, amici per la pelle, così pure le loro donne.
Ezio Maifrè
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