5 luglio 2013 - L'Antitrust, l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato, ha dichiarato che il regime di incentivazione
della generazione di energia elettrica tramite biogas e biomasse va
rivisto.
L'Antitrust, in una sua recente segnalazione, ha
analizzato le possibili distorsioni della concorrenza derivanti dalla
disciplina dell’incentivazione della produzione di energia elettrica da
impianti alimentati a biomassa e biogas. In particolare, il quadro
normativo di riferimento prevede la possibilità di fruire dei
Certificati Verdi (fino al 31 dicembre 2015) e degli incentivi anche
per una particolare tipologia di impianti a fonte rinnovabile non solare
entrati in servizio prima del 1° gennaio 2008 (gli impianti a biogas
di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende
agricole, agro-alimentari, di allevamento e forestali).L’Autorità Garante ritiene che la previsione di un diverso regime di incentivazione per gli impianti di generazione elettrica alimentati da biomassa proveniente da mercati locali e conformi ai requisiti previsti dal decreto ministeriale (del 2 marzo 2010 attuativo della legge n. 296/06), a seconda che siano entrati in esercizio prima oppure dopo il 1° gennaio 2008, possa dar luogo a distorsioni della concorrenza nei mercati locali di approvvigionamento delle biomasse.
In questi termini, - ha dichiarato Coldiretti - il provvedimento dell’Autorità garante rischia di compromettere uno degli assunti più importanti della recente riforma del sistema e cioè quello che attribuisce alla trasformazione energetica delle biomasse di provenienza agro-zootecnica e forestale una priorità di incentivazione rispetto alle altre fonti, specie se l’energia rinnovabile è prodotta da impianti di piccole dimensioni, operanti in un regime di generazione distribuita e di filiera corta, sulla base di comprovati vantaggi ambientali e territoriali".
Un rischio più generale, - ha concluso Coldiretti - visto che al parere dell’Autority si associa l’impegno assunto recentemente dal Consiglio dei Ministri di rivedere l’intera materia degli incentivi per la produzione di energia elettrica, è, inoltre, quello di alimentare il clima di incertezza nel settore delle fonti rinnovabili, ostacolandone, di fatto, lo sviluppo, in virtù di un contesto normativo perennemente instabile e incompatibile con il clima di fiducia necessario agli investimenti in questo settore, specie da parte dei piccoli e medi operatori (tra cui numerose imprese agricole)".
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