17 luglio 2013 - Ieri mattina presso il laghetto del
Fontanino, lungo la pista ciclabile che porta alla diga di Sernio, è
avvenuto il recupero dei temoli e il loro reinserimento nel bacino di
Lovero. (Di Ivan Bormolini)
Momento di ampia soddisfazione per gli amici dell’Unione
Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio e per gli iscritti al Circolo
Pesca Sportivi di Tirano che hanno visto i frutti di una stretta
collaborazione.Lo scorso mese di settembre, ci spiega Sergio Tognolini, Consigliere del Circolo tiranese, abbiamo effettuato con l’unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio, l’inserimento nel laghetto del Fontanino di quattrocento temolini con una lunghezza di circa 4/6 cm.
In questi mesi, come ci dice anche Mauro Bruschini coordinatore del Progetto Fontanino e commissario semine, è avvenuto lo sviluppo naturale dei temoli che oggi hanno raggiunto una lunghezza di 20/25 cm e quindi sono pronti per essere immessi nel bacino di Lovero dove continueranno la loro crescita. Per il recupero, continua Tognolini ci sia avvale della collaborazione dei Guardia Pesca dell’Unione Pesca Sportiva di Sondrio diretti da Camillo Piasini. Oltre a Piasini hanno collaborato al recupero Corvi Adamo, Tarabini Davide e Mantovani Oscar.
All’importante momento ha preso parte anche Bruschini, che con soddisfazione ha mostrato come, oltre ai temoli, nel laghetto vi fossero alcune trote mediterranee.
Queste trote, hanno evidenziato Bruschini e Tognolini, sono molti importanti ai fini riproduttivi e per questo verranno portate oggi stesso al centro di Sondrio.
Hanno partecipato alla mattinata anche Francesco Cerone e Giovanni Calende rispettivamente Presidente e Vice Presidente del sodalizio tiranese. Anche per loro è stata ampia la soddisfazione: in poco tempo c’è stato il recupero di 220 temoli e 22 trote mediterranee.
I progetti futuri per il Fontanino - Quest’area, dove alcuni anni fa è stato realizzato il laghetto, che vedrà presto il recupero dei temoli che oggi non sono stati presi e dopo una successiva ripulitura una nuova semina, è al centro di un nuovo progetto di ampliamento.
Francesco Cerone ci spiega, che oltre al laghetto, sono stati piantate, circa due anni fa, trenta piante di ulivo disposte sui terrazzamenti esistenti. Ora, continua Cerone, l’idea e quella di piantarne degli altri recuperando la zona a fianco dell’uliveto precedentemente messo a dimora.
Inoltre, è nostra intenzione realizzare, appena poco più a valle del laghetto esistente, un nuovo laghetto al fine di poter creare un’area di sperimentazione turistica e didattica. Il nuovo laghetto sarà alimentato da una sorgiva già esistente ed in questo modo la zona assumerà caratteristiche naturalistiche a ambientali davvero importanti.
L’idea conclude Giovanni Calende è quella di arrivare a fare dell’area un parco botanico; in zona, infatti, nidificano la rana temporaria e la salamandra pezzata oltre ad altre specie.
Una zona da tutelare, ma non mancano gli atti vandalici - E' certo con estrema amarezza che tanto Giovanni Calende quanto gli altri membri del Circolo si sono trovati poche settimane fa a dover sporgere denuncia contro alcuni atti vandalici avvenuti nella bella zona attorno al laghetto.
Prima è stato smantellato il cestini portarifiuti, ma ancor peggio sono stati definitivamente rovinati i portabici in legno così come parte della bella staccionata anch’essa in legno. Anche il tavolo è oggi in cattive condizioni in quanto tolto dai suoi supporti di ancoraggio al terreno.
Certo questa brutta pagina di cronaca vandalica, porta a fare delle riflessioni che possono sembrare ovvie, ma che a quanto pare non lo sono.
La bella area che ben si inserisce nella pista ciclabile, è fruibile a tutti, ci si possono passare momenti di riposo, oppure perché non fare delle belle grigliate in compagnia godendo della frescura del fiume. Mantenere intatte queste aree dimostra senso civico e rispetto verso quello che è il lavoro e gli sforzi economici di coloro che si sono prodigati per la loro realizzazione. Poterne liberamente usufruire però non vuol dire distruggere, rovinare e sporcare. Rispettare l’area significa tutelare il bene pubblico, il contrario vuol dire non avere in alcun modo senso civico.
Ivan Bormolini
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