10 agosto 2013 - "Pòsa": parola dialettale che indica sosta,
riposo. I nostri avi usavano un ripiano di pietra appositamente
sagomata in vari punti del paese o lungo il loro cammino di lavoro per
appoggiare la gerla senza levarla dalle spalle... (Di Ezio Maifrè)
Un modo come un altro per prendere fiato e guardarsi
intorno. Le si vedono in particolare nella zona dei vigneti. Chi ha
ormai i capelli grigi per gli anni si ricorderà della “posa di Porta
Paravicini, di quella di Pòrta Pus’ciavina , ancor oggi preziosa per i
turisti che vogliono ammirare gli antichi affreschi.Ora la gerla la portano in pochi. Le “pòse” si fanno fortunatamente quando si è stanchi di passeggiare o si vuol ammirare il panorama circostante. Molti di noi hanno abbandonato i lavori faticosi per dedicarsi ad altri, magari ancor più affannosi e impegnativi, dove però la fatica è sopportata da un solo muscolo: il cervello.
Ora il camminare è sgravato d’ogni peso corporale, per intenderci la gerla o il “rutsàch“ , ma è il cervello che, per così dire, deve “ ossigenarsi “ con la dolcezza del paesaggio. E’ la visione della natura che ti deve rapire, cullare. Solo così ci si abbandona alla bellezza del Creato cancellando gli affanni d’ogni giorno.
Noi tiranesi siamo fortunati, molto fortunati. Perché?
No! Non lo dirò subito poiché se il lettore se lo chiede significa che non sa “osservare“ la natura, non sa aprirsi l’animo e farsi rapire dalla bellezza della nostra valle. Non sa allungare lo sguardo verso le cime del Mortirolo all’alba quando il sole rischiara il cielo come una magica lanterna e, poco dopo, appare sfolgorante illuminando la nostra bella Tirano sino alle cime del Caronella, tra montagne verdi da sembrare foreste.
No, non sono Caino. Svelerò il posto dove tutti noi possiamo godere d’un panorama stupendo, specie ai primi tiepidi soli di primavera, allo stemperarsi di quello d’autunno, al delicato e piacevole sole invernale.
In verità quello che svelerò è un segreto di Pulcinella poiché anch’io l’ho scoperto seguendo le innumerevoli persone ( giovani, anziani, ecc , ecc. ) che si godono, come in processione, la piacevole passeggiata percorrendo il comodo tratto di strada asfaltata che da Tirano porta a Baruffini e a Roncaiola.
Questa passeggiata è un regalo della natura. Impossibile non attardarsi per osservare la valle tra i vigneti terrazzati. In certi punti sembra essere su una fusoliera d’un aereo. Sotto, la valle e il paese, sono da cartolina. Ecco che qui nasce il desiderio della così detta “pòsa“. Ci si ferma ad osservare a 360 ° la valle.
Purtroppo il Signore non ci ha dato la caratteristica che hanno i cavalli. Loro riposano stando in piedi. Le magnifiche pose su quella strada per essere ancor più gradite, poetiche, meditative dovrebbero essere fatte su comode panchine e nei posti più panoramici del percorso. Sono certo che tanti tiranesi e tanti turisti gradirebbero questi “balconcini“ per godere le nostre bellezze.
Riporto, qui sotto, alcune vedute panoramiche. Sono solo indicative poiché sono certo che il nostro Primo Cittadino Pietro Del Simone conosce ogni centimetro di quel percorso e il suo giudizio per le “ pòse” è più valido e competente del mio.
Ezio Maifre
SE NON VISUALIZZI LE FOTO CLICCA QUI
Nessun commento:
Posta un commento